Il deep state è un business

I MEDIA E IL DEEP STATE – Kim Dotcom

Hacker, esperto di cybersecurity, fondatore di Megaupload, sito di file sharing nonché il 13esimo portale più visitato al mondo, con incassi vicini ai 175 milioni di dollari l’anno, Kim Dotcom a diciotto anni crea una chat telefonica e viene arrestato per frode. Successivamente inventa DataProtect, un’azienda specializzata sulla sicurezza informatica con cui guadagna milioni di dollari.
Costretto a trasferirsi in Nuova Zelanda quando gioca in borsa sfruttandone i meccanismi mediatici, viene accusato di aggiotaggio.

La vicenda di Megaupload non è ancora conclusa: viene accusato dalle autorità americane perché Megaupload avrebbe negli anni causato un buco di 500 milioni di dollari di profitti mancati per i detentori del copyright, che ottengono l’estradizione. Lui fa ricorso e nel 2018 risponde anche con una contro denuncia al governo neozelandese.

Ha reso la sua vicenda una questione politica. Le sue interviste e i suoi tweet @KimDotcom) imbarazzano la nazione più potente al mondo, in una vicenda che divide l’opinione pubblica tra chi considera l’imprenditore un criminale e chi il paladino della libertà online contro la censura.

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Saranno puniti?

Sistemi di armi russe recentemente rivelate: implicazioni politiche

Di The Saker

Per chi è interessato alle implicazioni militari delle recenti rivelazioni di Vladimir Putin sui nuovi sistemi d’arma russi, consiglierei l’eccellente articolo intitolato ” Le implicazioni dei nuovi sistemi d’arma della Russia ” di Andrei Martyanov che offre una superba analisi di cosa significano queste nuove armi per gli Stati Uniti e, in particolare, per la Marina degli Stati Uniti. Quello che voglio fare qui è qualcosa di un po ‘diverso e guardare alcune delle conseguenze più politiche di queste ultime rivelazioni.

Le prime due delle cinque fasi del dolore: negazione e rabbia

In questo momento, gli anglo-sionisti stanno subendo qualcosa di molto simile ai primi due dei cinque livelli del modello Kübler-Ross Grief: negazione, rabbia, contrattazione, depressione, accettazione.

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Sarà “punito”..

Pronto il piano di attacco USA alla Siria ed all’Iran

Gli Stati Uniti stanno pianificando un bombardamento contro le forze armate siriane: cosa c’è dietro questo approccio aggressivo?

di Peter Korzun

Gli Stati Uniti stanno prendendo in considerazione l’opzione di un’azione militare contro la Siria. Il preteso uso di armi chimiche (CW) da parte del governo siriano, che non è supportato da alcuna solida evidenza, è quello di fungere da pretesto. Il presidente siriano Assad sarà “punito”. Il 6 marzo, il presidente americano Trump e il primo ministro israeliano Netanyahu hanno discusso della minaccia rappresentata dalla presenza dell’Iran in Siria e dei modi per contrastarlo.

Armi chimiche? Ma perché il presidente della Siria Assad dovrebbe usarli se non ha avuto problemi a vincere con le armi convenzionali ovunque vada? I ribelli potrebbero non usare CW? Le istanze di ciò sono state scoperte e confermate. Ma no, i funzionari statunitensi non si preoccupano nemmeno di fare valutazioni su tali considerazioni “insignificanti e irrilevanti”. Sanno loro meglio di chiunque  chi incolpare e chi merita di pagare per i reati che loro ritengono che abbiano avuto luogo. Già nell’aprile del 2017, gli Stati Uniti avevano lanciato un attacco missilistico contro una struttura militare siriana, in flagrante violazione del diritto internazionale.

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“Il gioco vale la candela”?

LA RISPOSTA di Mosca ALLA STRAGE DEI RUSSI IN SIRIA

Almeno due Su-57 (l’aereo di quinta generazione, l’F-35 russo, con una differenza: che funziona) sono apparsi sulla pista di Hmeinim da mercoledì.  Insieme a:  quattro Su-25 da appoggio tattico ravvicinato, quattro Su-35 d’interdizione aerea, e un a-50U di  sorveglianza e controllo dello spazio aereo.

Istruttive le reazioni Usa alla comparsa – dovremmo dire all’apparizione – del Su-57  nel teatro operativo. Il Pentagono: “La Russia non sta rispettando l’annunciato ritiro delle sue forze”  (sic), ma beninteso il Su-25  non pone alcun problema alle nostro operazioni in Siria. Ma hanno cessato di far volare sulla Siria il loro F-22.

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Preparatevi al salto ..

trump-675-2-675x275Il Sistema è prossimo al collasso… Dalla Sicurezza Nazionale all’insicurezza vaccinale

https://www.disinformazione.it/Sistema_collasso.htm

Stanno accadendo cose che voi sudditi non potete immaginare…
Anagrammare la citazione di «Blade Runner» diviene obbligatorio per descrivere quello che sta interessando gli Stati Uniti d’America. Talmente dirompenti sono alcuni eventi che giustamente nessun giornale, telegiornale o radio in Italia ne ha parlato. Quando ciò avviene, quando i megafoni del mainstream evitano di parlarne significa che l’affare è molto grosso!
Andiamo per ordine.  Continua a leggere


Intelligenti disinformazioni ?

L’arma del giorno del giudizio: “Kayon”, il “terzo colpo” russo

strategic-culture.org

Mentre ci arrovelliamo su questioni fondamentali come uomini maldestri che cercano di palpeggiare donne ed il bisogno di ‘inclusione’ di genere e di razza, datemi un attimo per pensare a qualcosa di veramente importante e spaventoso: l’apocalittico siluro nucleare russo.

Denominato in codice “Kanyon” dalla NATO, si dice sia qualcosa di nuovo e terrificante, un’arma “third strike”, progettata per annientare le coste est ed ovest degli Stati Uniti in una guerra nucleare. Sembra che l’intelligence americana pensi che quest’arma effettivamente esista.

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Controlli rari e a campione, per così dire..

PERCHE’ IL “DEEP STATE” E’ COSI’ POTENTE, CORROTTO E NON VUOLE PRESIDENTI CURIOSI

 

Era il 10 settembre 2001. L’allora segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, raccontò alla stampa  che nella contabilità del Pentagono, risultavano spese non giustificate di 2300 miliardi  di dollari. Della contabilità era allora responsabile il vice—ministro rabbino Dov Zakheim, doppio passaporto,  appunto sottosegretario con funzione di  “comptroller”.  Il giorno dopo, 11 Settembre, nessuno fu tanto meschino  da  chieder la testa (o un processo) per i due; “America under attack!”, strillavano le tv, il Pentagono  era la forza necessaria per  combattere la lunga guerra al Terrorismo. Da allora è parso  anti-patriottico fare le pulci ai libri del Pentagono, sicché i controlli sono stati rari e a campione, per così dire. Un referto dell’Ispettore Generale dell’Esercito ha segnalato che nell’anno fiscale 2015, sul totale di un bilancio del ministero di $ 565 miliardi, un bel  6500 (di miliardi) non apparivano giustificati  nel libro contabile.  Come poteva essere che le spese che non avevano precisa destinazione  e  a cui non corrispondeva una fattura o ricevuta, superassero di oltre 10 volte il bilancio annuale del  Pentagono?  I media si astennero, per delicatezza, di riportare questa circostanza  – del resto inverosimile.

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Molto più reale di quanto si possa pensare

Rapporto riservato: I servizi segreti USA non sono riusciti ad avvelenare Putin

di Inessa Sinchougova (*)

Alcuni dettagli sono venuti alla luce in relazione alla riunione tra Vladimir Putin ed il presidente Trump che non si è  tenuta al vertice APEC, svoltosi in Vietnam, nel novembre dello scorso anno.
Un promemoria del fatto che non si sono potuti svolgere i colloqui a pieno titolo tra Vladimir Putin e Donald Trump, a causa di alcune “richieste atipiche avanzate dalla delegazione nordamericana”, come ha affermato il segretario stampa presidenziale Dmitry Peskov.

I “partner” americani hanno insistito sul fatto che l’incontro si svolgesse in una sala da loro affittata, e non hanno accettato alcuna alternativa. Questa iniziativa era contro il protocollo diplomatico, poiché le parti si alternano a vicenda in vari eventi. Al vertice dell’APEC, sarebbe stato il turno della Russia di prenotare ed organizzare un luogo adatto e provvedere alla sistemazione della sala.

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Il pericolo sempre più chiaro

Giulietto Chiesa: come difenderci dai padroni del mondo

Giorgio Bongiovanni intervista il giornalista che per anni fu corrispondente da Mosca di AMDuemila – Video-intervista
La situazione politica internazionale, il pericolo sempre più chiaro ed evidente di una nuova guerra mondiale e la “dittatura” economica di cui personaggi di potere detengono il controllo. Sono solo alcuni dei punti toccati da Giulietto Chiesa, giornalista che a lungo fu corrispondente da Mosca per La Stampa e L’Unità, intervistato dal direttore diANTIMAFIADuemila Giorgio Bongiovanni. Il dibattito ha visto anche la partecipazione dei più giovani, tra cui il Movimento Internazionale Our Voice, che per l’occasione ha messo in scena alcuni spezzoni dello spettacolo “L’arte uccide la mafia”: un modo per prendere posizione rispetto ad alcuni dei temi sociali più attuali con il canto, il ballo e la recitazione.


Sempre più forti le probabilità di guerra con l’Iran

di  Peter Lvov (*)

Il gruppo analitico SouthFront ha recentemente pubblicato un video eccezionale sulla possibilità di una guerra che coinvolga Libano, Arabia Saudita, Siria, Iran e Israele. Certamente, questo significa inevitabilmente che la guerra coinvolgerebbe anche la Russia e gli Stati Uniti.

Per capire il contesto di questo scenario, bisogna prima capire cosa è successo in Siria e in altri paesi del Medio Oriente negli ultimi anni.

Il piano originale degli Stati Uniti e dell’Arabia Saudita (dietro cui si era situata una Israele invisibile) fu il rovesciamento di Bashar al-Assad e la sua sostituzione con fondamentalisti islamici o takfiri (Daesh, al-Qaeda, Jabhat al-Nusra). Il piano prevedeva i seguenti passaggi:

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