Che  dire degli europei?

Gli europei come zombi verso la guerra per l’Iran

 

Se Washington si ritira dall’accordo sul programma nucleare iraniano, la Russia si ritiene autorizzata a fornire a Teheran “tutto quello che vuole” – Così ha annunciato Vladimir Ermakov, che al ministero degli Esteri di Mosca copre l’incarico del capo-dipartimento alla non-proliferazione. “Se gli Stati Uniti infrangono gli obblighi che sono confermati da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza, saranno gli Stati Uniti stessi a soffrirne”.

https://fr.sputniknews.com/international/201805041036213937-iran-usa-accord-retrait-russie/

Questo in una breve su Sputnik New il 4 maggio. Frase limpida  quella di Ermakov: O gli americani restano fedeli all’accordo, oppure la Russia farà dell’Iran una potenza nucleare.

E’ un estremo appello alla ragione in attesa del 12 maggio, quando Trump dovrebbe stracciare l’accordo. Che dà forza all’annuncio emanato lo steso giorno dal ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif: “Se gli Usa lasciano questo accordo, l’Iran non lo rispetterà più”. Il giorno dopo, è il presidente Hassan Rouhani ad affermare in pubblico: “… Se tradiscono l’accordo, gli Usa se ne pentiranno come mai nella storia”:   frase che ricalca, anzi copia appositamente, quella  di Ermakov: “…saranno gli stessi Stati Uniti a soffrirne”.

Che  dire degli europei. Macron, poi Merkel, e persino la May sono andati in visita a Washington a scongiurare Trump di rispettare l’accordo – che essi stessi hanno firmato e garantito.  Boris Johnson è volato a Washington per un tentativo in extremis.

Il punto è che è lo stesso governo inglese che, ha spiegato  una fonte interna al Guardian, approfitterà di tutti i consessi di leader mondiali dei prossimi mesi – i vertici del G7, del G20, della NATO, della UE “per creare una coalizione mondiale contro la Russia dopo gli attacchi chimici in Siria e nel Regno Unito”.  Si tratta di “lottare contro la  disinformazione russa”  e cercare un meccanismo [sic] per accollare la responsabilità dell’utilizzo di armi chimiche alla Russia”.

http://parstoday.com/fr/news/world-i63592-londres_repart_en_guerre_contre_poutine

Non diversamente Macron, che preme (invano) Trump di tener fede al patto iraniano, e bombarda la Siria insieme a Londra e Washington, in una operazione NATO cui ha partecipato dal punto di  vista logistico  anche  l’Italia  di  Gentiloni.  Con la scusa, palesemente falsa,  che Assad avrebbe lanciato il solito attacco chimico.  Di una falsità inaudita: non provano nemmeno più a “dimostrare” la  loro verità, proclamano una menzogna inverosimile e attaccano bellicamente, del tutto indifferenti all’incrtedulità che seminano.

UE, suicida per allargamento a Est

Del resto, la Merkel e la Unione Europea (tramite Mogherini) partecipano da anni a tutte le provocazioni contro la Russia, sottoscrivono  tutte le false accuse sul caso Skripal come sugli attacchi chimici di Assad,  tengono bordone in Siria al progetto di sostituire il regime laico con uno jihadista  wahabita,  contribuiscono al  riarmo dei baltici e polacchi   che ammassano truppe ai confini russi,    continuano a  sostenere il governo golpista di Kiev e farsi complici dei suoi bombardamenti del Donbass, ad aggravare  le  sanzioni con la scusa che Mosca ha violato i sacri confini d’Europa annettendosi la Crimea  dopo il golpe americano a Kiev  (dimenticando che la NATO ha violato  i confini della Serbia negli anni ’90 creando uno stato pseudo-indipendente, il Kossovo); hanno ammesso nella UE stati come l’Estonia che pratica l’apartheid della minoranza russofona…insomma vanno come sonnambuli ad un conflitto in cui non abbiamo niente da guadagnare.    La Mogherini ha appena trattato da “brutalità e arresti di massa” la polizia russa per la reazione alle manifestazioni di Navalny e dei suoi quattro gatti mobilitati dai servizi occidentali  per creare qualche difficoltà mediatica e qualche titolo di giornale  all’insediamento di Putin, ha diramato un comunicato sulla “minaccia alle libertà fondamentali di espressione, associazione ed assemblea nella Federazione russa”, nei giorni in cui la UE emana le norme liberticide contro le pretese “fake news”, e la popolarità di Macron è messa in dubbio da ben altre manifestazioni a Parigi.

E non si dica che la Germania, paese vinto nel 1944 e piena di basi Usa, non può fare altrimenti  che seguire la politica bellicista ed anti-russa di  Washington. Gerhard Schroeder e Chirac avevano inaugurato u una politica di riconciliazione e cooperazione UE-Russia, culminata nel vertice di San Pietroburgo del 2003, dove avevano sancito i “quattro spazi comuni” (fra cui l’economia e la sicurezza esterna comune), insomma l’Europa dall’Atlantico agli Urali –  ciò del resto in consonanza  coi proclamati “valori  UE”, riconciliazione dei popoli, pace e cooperazione. E’ stata la CDU  a rovesciare quella speranza, anche solo ammettendo  nella UE i paesi baltici e la Polonia che  non sono affatto disposti a condividere i valori, ossessionati come sono dalla volontà di regolare i conti con Mosca. Nel 2006 la Polonia riesce a far fallire il summit di Helsinki ponendo il veto ad una sistemazione generale delle forniture energetiche della UE.

http://www1.rfi.fr/actufr/articles/083/article_47729.asp

Di fatto la Germania è andata rimorchio della Polonia – facendo  però i suoi interessi in qualche modo sottobanco con il NortStream. Una palese  incoerenza unita  a pochezza di visione e mancanza di coraggio politico.   Adesso, la UE  lascia intendere che integrerà anche l’Ucraina, la quale proprio in questi giorni sta addestrando la sua truppa  ad usare i missili anticarri Javelin, ricevuti in quantità sconosciuta dal Pentagono: sarà, di fatto il “suicidio dell’Unione Europea attraverso l’espansione ad Est”, e  perché? Per quale vantaggio? In nome di quale interesse europeo?

Oltretutto, ci stiamo schierando con una superpotenza in gravissima crisi interna ed estera,  che nemmeno ci difende più, che “perde efficacia militare e diplomatica sicché parecchi paesi cominciano ad ignorare Washington”, come scrive Federico Pieraccini  in un articolo da leggere. Incontri tra  Turchia, Iran e Russia, tra  i capi di governo di Cina ed India, e   quelli delle due Coree, avvengono stanno appianando le tensioni storiche fra questi paesi, ed hanno un punto in comune: “L’assenza degli Stati Uniti, il che può spiegare gli eccellenti progressi che stanno facendo”.

https://www.strategic-culture.org/news/2018/05/04/as-us-military-effectiveness-diplomatic-efforts-fade-into-irrelevance-many-countries-start-ignoring-washington.html

Proprio adesso si aprirebbe ai leader europei  uno spazio geopolitico per la conciliazione, la risistemazion dei confini dell’Est,  l’integrazione “dall’Atlantico agli Urali”.  Se ci fossero, leader europei.

“L’Occidente modello superato”

“L’Occidente non è più un modello per la Cina”, ammette anche Martin Wolf (grande firma del Financial Times) dopo essersi intrattenuto in lunghi colloqui con “responsabili delle decisioni cinesi”. C’è  stato un tempo in cui la nomenclatura  di Pechino “aspirava a diventare come noi”, ossia alla transizione “dal comunismo alla democrazia” (sic). Ma questo modello di “democrazia” ha perso prestigio ai loro occhi. Hanno  visto, parole loro, che la “democrazia”  (sic) ha per effetto “ l’incapacità dei paesi occidentali di investire nei loro beni fisici o umani, la scarsa qualità di molti dei loro leader eletti e l’instabilità delle loro economie”.

https://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2018/05/05/der-westen-ist-fuer-china-kein-vorbild-mehr/

Interessante diagnosi: Pechino vede, da Trump alla Merkel e non parliamo di Macron e May e Gentiloni, “governi di scarsa qualità”  e “governanti poco preparati”   che sprecano le loror isorse umane. Come dargli torto. La UE  dell’ultimo ventennio ha fatto del continente, per secoli avanguardia della cultura e della scienza e tecnologia, un  retroterra impaludato della globalizzazione.  Che muore di pensiero unico e politicamente corretto.  Oppressore di popoli attraverso una moneta unica che ci viene vietato di discutere – ed anche di applicare pienamente, perché non conviene a Berlino. Per giunta, avviato ad una guerra senza motivo e forse persino senza saperlo.

“Salvini amico di Putin”, non può  governare?

Vedete, in questi giorni i media ci spiegano che Mattarella “non vuole Salvini” in un governo, né lo vuole l’Europa, dando come motivo questo: “E’ amico di Putin”.

Perché, scusate, siamo già in guerra? Chi lo ha deciso? E chi di noi ha partecipato a questa decisione, consapevolmente, per cui Salvini può essere   escluso dalla politica  nonostante i voti presi, come agente del nemico?

Forse risponde questo articolo. Leggetelo, per valutare il delirio da cui i “padroni del discorso” sono trascinati, e trascinano tutti noi.

    1 commento

https://www.maurizioblondet.it/gli-europei-come-zombi-verso-la-guerra-per-liran/

 

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