La luce si deve mantenere sempre accesa

P. Koenig: “Killary è il candidato della guerra: per questo sarà il prossimo Presidente Usa”

P. Koenig: Killary è il candidato della guerra: per questo sarà il prossimo Presidente Usa

L’AD intervista l’ex economista della Banca Mondiale: L’informazione in Europa e altrove nel mondo occidentale è controllata per il 90% da sei giganti dei media che sono anglo-sionisti”

di Alessandro Bianchi

Peter Koenig è un noto economista e analista geopolitico. Ha lavorato nella Banca Mondiale e in giro per tutto il mondo come esperto ambientale e di risorse idriche. Scrive regolaramente su Global Research, ICH, RT, TeleSur, the Voice of Russia / Ria Novosti, The Vineyard of The Saker Blog, e altri siti internet. E’ l’autore di Implosion – An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed – un docu-film basato sui fatti di attualità e sui 30 anni di esperienza nella Banca Mondiale.

Come Antidiplomatico abbiamo avuto il privilegio di rivolgergli alcune domande sulla politica internazionale attuale.

L’Intervista:

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Partirei da una domanda brutale sulle campagne presidenziali statunitensi. Ma cosa è diventato questo Paese se come migliore candidato, in quanto meno pericoloso per la sopravvivenza del mondo, offre Donald Trump?

P.K.: “Gli Stati Uniti sono un paese chiuso al resto del mondo quasi ermeticamente grazie al lavaggio del cervello fatto di bugie e propaganda quotidiane che i cittadini subiscono. E’ una propaganda vecchia quanto gli Stati Uniti, ma si è rapidamente intensificata durante la Guerra Fredda e poi nuovamente dopo la caduta del muro di Berlino.
E così, gli americani, pardon i nord-americani – non confondeteli mai con i Latino americani che sono anche parte delle Americhe – la grande maggioranza di loro almeno non ha accesso a fonti di informazione per comprendere quello che sta accadendo nel resto del mondo. Sono totalmente ciechi alla propaganda – e immobilizzati dal loro conforto – che non cercano altro. Avvertono che qualcosa non è esattamente come gli viene detto, ma non hanno un sentimento pro-attivo per cercare la verità, perché quest’ultima è troppo dura da digerire.
In un paese del genere, qualcuno alla Donald Trump può fiorire: è differente e ha una personalità che piace perché impersonifica un cambiamento che comunque i cittadini nord-americani reputano all’interno necessario. E Trump riconferma i loro valori – di un grande paese – di supremazia su tutti.  Trump è un “vecchio nazista”, mentre Hillary, meglio definita ‘Killary’ è una nuova nazista o neo-Nazi. Comunque la si giri, non si scappa dal fascismo per descrivere gli Usa di oggi.
Ma qual è l’alternativa a Trump?  – Killary? Con lei stanno lavorando i sionisti, di cui è parte; i neo-liberisti, di cui è parte, le elite corporative e finanziarie, da cui è pagata. I sionisti la supportano, lei supporta loro. Il cerchio si chiude. E entrambi vanno verso la guerra. Vogliono il totale caos nel Medio Oriente. Killary è il candidato della guerra – perfetto per il Pentagono e il Complesso Industriale Militare. Quindi, ritengo che il “sistema” – “l’elite del sistema” dietro gli occhi misteriosi di Lucifero al top della piramide che si scorge nei dollari – trasformerà Killary nel suo prossimo Presidente. Lei è perfetta per loro. Lei e Trump sono alla fine due facce della stessa medaglia: quindi, nessuna chance che qualcosa possa cambiare attraverso la pace negli USA nei prossimi anni. Il cambiamento potrebbe avvenire solo se le persone si svegliassero e prendessero la politica nelle loro mani – cercando la pace, cercando una vera unificazione – non il dominio con il resto del mondo.
Le persone del mondo non hanno bisogno di un uomo forte, di un dittatore – uno che li schiavizza, li derubi e sfrutti. Le persone negli Usa soffrono allo stesso modo per Trump o Killary. La povertà e ingiustizia, la repressione della polizia e la dittatura militare negli Usa è allarmante: i cittadini vengono privati dei loro diritti, della loro cittadinanza, della loro libertà. Ma si devono svegliare per fermare questa corsa verso il baratro”.
In un recente sondaggio oltre il 53% dei cittadini statunitensi si sono dichiarati contrari sia a Hillary Clinton che a Donald Trump. Per quanto tempo nell’immaginario collettivo continueremo a considerare gli Stati Uniti una democrazia? 
P.K.: “Non conosco nessuno, a parte chiaramente i media mainstream (MSM), che consideri gli Usa una democrazia. Infatti, l’ultima forma di “ribellione” – di protesta attiva che nessun militare può fermare – è l’astensione dal voto, non andare alle urne e restare a casa. In un sistema dove le persone candidate sono pre-scelte dagli “occhi del male”, il non voto è forse la miglior soluzione, l’unica via per inviare un messaggio forte di disaccordo. Dibattere tra Killary e Trump significa dare serietà a questi due personaggi, dando loro credito che non meritano. Sono entrambi criminali – con Killary che è anche un’omicida”.
Bernie Sanders era realmente il cambiamento che in molti in Europa hanno descritto?
P.K.: “Ma assolutamente no. Bernie è un fake. Era e credo sia ancora un case test per il sistema. Lucifero vuole vedere fino a che livello siamo disposti ad andare – e quali siano le cose che le persone vogliono sentire. Serve per aggiustare i discorsi dei due candidati. Sanders ha una presenza record al Senato con tutti voti che non rispecchiano quanto da lui detto in campagna elettorale. E’ qualcuno che quando è stato necessario ha definito Chavez un dittatore morto, distanziandosi da questo grande mentore di un mondo libero. Che tipo di candidato sarebbe stato? Sanders ha dichiarato che supporterà Killary. Che messaggio è se è disposto s supportare la guerrafondaia per eccellenza? Gli europei come molti americani sono caduti vittima dello charm e del finto rivoluzionario che c’è in Bernie. Tutto falso!”

Cosa accadrebbe al mondo con una presidenza di Hillary Clinton?

P.K.: “La risposta breve: Terza guerra mondiale (se non dovesse essere iniziata con gli ultimi obiettivi in agenda dell’amministrazione Obama). Killary e Israele non si fermerebbero nel tentativo di annientare il Medio Oriente e ottenere il primo obiettivo del PNAC (Plan for a New American Century): il dominio del mondo. Per riuscirci, guerre contro la Russia e la Cina sono inevitabili. Spero ancora (la speranza è ultima a morire) che i Presidenti Putin e Xi, veri visionari e eccellenti giocatori di scacchi, siano in grado di estirpare gentilmente tutte le spine dall’octopus mostruoso, sgonfiare la bestia economicamente, in modo che il resto del mondo possa continuare a vivere con un sistema economico e monetario pacifico, quello disegnato da Russia, Cina, India (i BRICS che hanno perso ora la ‘B’),  dai paesi dell’Asia centrale della Shanghai Cooperation Organization, e quelli appartenenti alla EEU (Eurasian Economic Union). Stiamo parlando del 50% della popolazione mondiale e un terzo del Pil mondiale”.
Cosa ha provato quando ha visto Obama parlare recentemente ad Hiroshima e non chiedere scusa per quanto fatto dal suo paese, dichiarando poi quasi sarcasticamente – in quanto alla guida della prima potenza atomica del mondo – di auspicare un pianeta senza armi nucleare?

P.K.: “Totale disgusto – un ipocrita al massimo livello”.

Anche se è la Nato che sta portando le sue installazioni sempre più a est, in Europa la nostra informazione alimenta un pericolo di una Russia aggressiva. A chi giova alimentare questo sentimento di russofobia?Come detto in precedenza, Cina e Russia dovranno sgonfiare il mostro assetato di sangue che accerchia la Russia (da parte della Nato) e la Cina da parte della flotta statunitense nel Mar cinese meridionale. Sono una provocazione costante. Ma fino a ora Mosca e Pechino non sono caduti nella trappola.
P.K.: “Quello che è più preoccupante è che i vassalli europei, specialmente Germania, Francia e Regno Unito, sono totalmente schiavizzati o comprati da Washington. Permettono l’espansionismo della Nato, anzi pagano anche per il suo sviluppo!!! Possibile che siano così ciechi? Possibile che non comprendano che la terza guerra mondiale si svolgerebbe ancora una volta in Europa? L’Europa per la terza volta in 100 anni sarebbe il teatro di una guerra di distruzione e di annichilimento. Questa volta però sarebbe l’ultima, sarebbe l’estinzione della vita umana, con molta probabilità”.
Anche se è la Nato che sta portando le sue installazioni sempre più a est, in Europa la nostra informazione alimenta un pericolo di una Russia aggressiva. A chi giova alimentare questo sentimento di russofobia?

P.K.: “L’informazione in Europa e altrove nel mondo occidentale è controllata per il 90% da sei giganti dei media che sono anglo-sionisti. Ogni pezzo di propaganda – BUGIA- è ripetuta alla nausea da tutti i mezzi d’informazione di massa. E’ una vecchia dottrina che Hitler ma anche tanti altri hanno utilizzato: se ripeti una menzogna tante volte, poi diviene una verità. E’ quello che accade ad un livello agonizzante in Europa – un continente di puri vassalli. Si fanno del male da soli e supportano Lucifero dietro il suo occhio clandestino in cima alla piramide”.

Dall’avvento delle cosiddette primavere arabe, iniziate con il noto discorso di Obama all’Università del Cairo del 2009, il Mediterraneo orientale è divenuto una polveriera. Si è trattato di un piano esterno di distruzione pianificata di stati sovrani ostili a Washington, Libia e Siria in particolare, o reale ricerca di democrazia e libertà?

P.K.: “Beh amico mio, sai bene che non ha avuto nulla a che vedere con la democrazia. La “primavera araba” è stata pianificata dalla Cia, Mossad e altri servizi segreti dei poteri del male, così come tutte le altre rivoluzioni colorate nell’ex Unione Sovietica. Naturalmente l’ultimo emblematico caso è l’Ucraina, dove Washington non ha avuto vergogna di installare un governo nazista; nazista, ma che la stampa occidentale non solo difende ma cerca addirittura di creargli supporto per andare in guerra contro la Russia. Potete immaginarlo?
Nessuno di questi stati distrutti erano “ostili” a Washington. Si tratta di ostilità indotta da Washington per provocare un ‘regime change’ che è esattamente quello che è accaduto in Medio Oriente – e continua ad accadere a tutti quei paesi che sono nella lista nera del PNAC. Anche quest’ultimi alla fine cadranno, a meno che non si muovano gli unici che possono fermare questa macchina di mercenari assassini: Russia e Cina”.

E’ giusto definire oggi Aleppo come la “Stalingrado della Siria” e “il cimitero dei sogni del fascista Erdogan” come ha dichiarato il presidente siriano Assad?

P.K.: “Si, il Presidente Assad potrebbe aver ragione. Si tratta di un parallelo interessante. Ma Aleppo resiste ancora oggi e Putin non lascerà che cadrà in mano terrorista”.
Quale pensa sarà il futuro scenario per la Siria?

P.K.: “E’ molto difficile prevedere come possa finire l’esito del conflitto siriano – un conflitto istigato dagli Stati Uniti, dobbiamo essere molto chiari su questo punto. Ad ogni modo, al momento attuale, l’asse Siria-Iran è ancora vivo e vegeto, in ottime condizioni. La Cina, il secondo acquirente degli idrocarburi iraniani, non permetterà la fine di Teheran. Il presidente Putin, da parte sua, non permetterà, che il presidente Assad venga rovesciato da Lucifero e dai suoi servitori. Per prevalere, tuttavia, Washington potrà prendere alcune misure estreme. Al momento, l’impero è allo stremo, come molti analisti osservano. Si sente il suo respiro pesante, come una bestia arrabbiata in agonia, si scaglia su se stesso e uccide indiscriminatamente tutto il possibile, in modo che nessuno possa sopravvivere alla sua scomparsa . Questo potrebbe accadere. L’attivazione della terza guerra mondiale da parte degli Stati Uniti sarebbe una distruzione nucleare”.

Che ruolo giocano, secondo lei, le ONG dei diritti umani nel contesto internazionale attuale?
P.K.: “Quali ong dei diritti umani? Ce ne sono davvero poche che meritano questo nome. Sono tutte comprate. Avete mai visto, per fare un esempio, Amnesty international accusare l’impero delle devastanti violazione dei diritti umani che compie? Com’è possibile che i più grandi abusatori dei diritti umani nell’universo non vengano mai menzionati da Amensty International? Fa sorridere! Lo stesso vale per Human Rights Watch e altri. Sono tutti sottomessi, anche Green Peace – probabilmente tutti finanziati da quei dollari che la FED ha il potere di creare in quantità illimitata dal nulla”.

14 anni fa, falliva il colpo di stato in Venezuela contro il presidente democraticamente eletto Hugo Chavez e iniziava l’uscita degli Stati Uniti dall’America Latina. Poco dopo, gli Usa invasero l’Iraq. Oggi che nel Mediterraneo orientale l’egemonia traballa, Washington utilizza tutte le sue armi note per tornare in America Latina. Ha ragione secondo Lei il Presidente Rafael Correa quando dice che siamo di fronte ad un nuovo Piano Condor nella regione? 

P.K.: “Naturalmente, il Presidente Correa ha perfettamente ragione quando parla di un nuovo Piano Condor.  Sta accadendo molto velocemente. Tutti coloro che come me sperano in una fine rapida di Lucifero, hanno riservato grandi speranze in una parte del mondo, l’America Latina, esempio di resistenza alle pressioni di Washington. Brasile, Argentina, Venezuela, Ecuador, Bolivia, sembrano essere però troppo onesti – forse non astuti a sufficienza – per usare le stesse armi dei neo-liberisti. Per esempio, è per me inconcepibile che Dilma Rousseff non abbia fermato i media di propaganda, non abbia dichiarato la Legge marziale e reinsediato lo stato di diritto del governo democraticamente eletto. Macri, come sappiamo, ha chiuso immediatamente Telsur, l’unico mezzo di informazione che porta la verità in Sud America. Lo ha chiuso. Del resto è il neo-nazista leader dell’Argentina.
Lo stesso sta accadendo contro il Presidente Maduro. Perché non ordina ai militari di distribuire il cibo ai supermercati e di farsi garante della distribuzione dell’elettricità? Sappiamo che il cibo c’è ma la distribuzione viene interrotta dalle forze fasciste locali supportate e addestrate da Washington. E lo stesso che la CIA  ha fatto in Cile quando organizzò un colpo di stato contro il presidente Allende: si interruppero la catena di distribuzione degli alimenti e le persone scesero per le strade. Tutto orchestrato da Washington. Vecchi metodi in nuovi abiti. Specialmente se hanno funzionato la prima volta, perché non utilizzarli anche una seconda o terza volta? Le persone hanno scarsa memoria”.

E se si quali tecniche vengono utlizzate oggi rispetto all’originario Piano Condor?
P.K.: “Le tecniche dell’infiltrazione. Si corrompe l’opposizione vulnerabile locale, si addestrano i suoi membri negli Usa o in altri posti amici dalla Cia e altre forze occidentali; si utilizzano le Ong dei “buoni samaritani” per creare, fomentare e utilizzare la rabbia della popolazione; si fabbricano scioperi, blocchi e interruzione dei beni di prima necessità. Poi chiaramente la propaganda dei media. In tutti questi paesi i media stranieri occidentali la fanno da padrone e i media locali sono nelle mani di quegli oligarchi, l’elite, che vuole eliminare i governi progressisti con il supporto di Washington. Il “colpo elettorale” in Argentina è opera dei media. Il “colpo parlamentare” in Brasile e prima in Paraguay nel 2012, sono stati eterodiretti da Washington. Nulla di cui sorprendersi. Ma quello che mi ha basito è che le persone lo abbiano permesso, che Dilma ha guardato mentre il suo governo veniva distrutto e sostituito da criminali e corrotti.
A Michel Temer, Presidente ad interim, non è costituzionalmente permesso di avere ruoli pubblici per i prossimi 8 anni, dopo la condanna per corruzione. Ma oggi presiede il Brasile. Che farsa terribile. E’ come un film noto – loro – i vassalli di Lucifero vanno avanti finché possono se nessuno li ferma. Qualcuno all’interno o all’esterno dal Brasile avrebbe dovuto dire “basta” e prendere le azioni necessarie.
Non dimenticate quanto sia importante il dollaro, che ha ancora il monopolio nella finanza internazionale. Tutto, armi, propaganda mediatica o guerre economiche, si finanzia in dollari. Altri paesi, “normali”, che non si chiamino Stati Uniti, non hanno accesso a una quantità illimitata di denaro. Pertanto, non potranno mai vincere una guerra mediatica, a meno che non la interrompano per decreto. Questo non ha nulla a che fare con la libertà di stampa o la libertà di espressione: il governo ha un diritto democratico e costituzionale di impedire le menzogne e le calunnie nel suo paese. Dilma non ha usato il suo potere per fermarle”.

Il futuro del mondo offre al momento due possibili binari: un unilateralismo statunitense, soprattutto in caso di presidenza Clinton, fatto di aree di “libero” scambio imposte in giro per il mondo sul Modello Nafta (il TTIP in Europa ad esempio), con milioni di poveri disperati prodotti e profitti per le multinazionali, e la distruzione pianificata con il caos di tutti i paesi che si ribellano a questa visione stile Libia e Siria; oppure un periodo di multilateralismo, rispetto della sovranità, autodeterminazione dei popoli e di pace se si dovesse rafforzare il progetto alternativo al Washington Consensus dei Brics e l’integrazione regionale dell’America Latina ideata e voluta da Chavez, Castro, Lula e Kirchner. Siamo lontani dalla realtà? E quale delle due visioni prevarrà?
P.K: “L’unilateralismo statunitense o un mondo libero di stati sovrani integrati pacificamente…. beh, quale delle due prevarrà di ipotesi non è facile da dire. Il potere della mente e il potere decisionale delle persone è incredibile. Ma, ci vuole davvero tanto tempo prima che si possa vivere realmente in un mondo di pace, giustizia e uguaglianza. Il primo passo da fare è un risveglio del “Noi, il Popolo” ad un livello di coscienza diverso. Anche se il buio dovesse prevalere per molti anni ancora – la luce si deve mantenere sempre accesa”.

 

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