Il doppio gioco

Il doppio gioco degli USA e dell’Occidente in Europa e Medio Oriente

Intervista allo scrittore francese ALAIN DE BENOIST

por Nicolas Gauthier –

Alcuni video presenti sul web sono divenuti popolari fra gli utenti della rete. Uno di questi è quello del generale Wesley Clark, un ex generale, già comandante della NATO; un altro, quello di George Friedman, il prsidente di Stafor, una società privata di spionaggio ubicata in Tejas e notoriamente collegata con la CIA. Il primo video è sconvolgente per il cinismo dimostrato dalla Casa Bianca; l’altro video lo rivendica con orgoglio. Risulta difficile in queste condizioni sapere quale sia la poli tica che gli USA intendano sviluppare in Europa….

Alain de Benoist – E tuttavia questa politica ha il merito di essere sempre stata la medesima. Dal 1945 l’obiettivo degli Stati Uniti è quello di favorire una Europa -mercato in sostituzione di una possibile Europa- potenza che potrebbe trasformarsi in suo rivale. A quello si aggiunge, dalla disgregazione del sistema sovietico, un altro obiettivo vitale: impedire che l’Europa occidentale stabilisca una associazione con la Russia.

George Friedman lo ha ricordato dopo che lo aveva già detto tempo prima lo stesso Brzesinski:” come una grande potenza del mare, l’interesse primordiale degli USA consiste nell’impedire l’unificazione della gran Potenza della Terra, cioè a dire del insieme geopolitico costituito dall’Eurasia”. Gli USA controllano tutti gli oceani del mondo, cosa che nessun altra potenza mondiale aveva fatto prima (“La base del nostro potere si esprime nel conservare il controllo del mare e dello spazio”), tuttavia gli USA non hanno la capacità di occupare l’Eurasia. Pertanto devono dividere per dominare.

Alain de_benoist

Alain De Benoist

In un primo momento gli USA, tramite i loro servizi di intelligence, hanno sobillato nell’Europa dell’Est tutta una serie di sommovimenti definiti “rivoluzioni colorate” grazei alle qiuali hann tentato di estendere la NATO fino alle frontiere con la Russia. Attualmente questa sta cercando di stendere un “cordone sanitario” orientato contro Mosca, in modo che l’Europa rimanga troncata in due parti dal Baltico fina al Mar Nero. Questo progetto di zona tampone conta con l’appoggio degli stati baltici, della Polonia, dell’Ucraina e della Bulgaria, ma si trova ad affrontare le reticenze o l’opposizione di Ungheria, Sebia e Austria. La strumentalizzazione del golpe prodotto a Kiev nel Febbraio del 2014 si colloca ovviamente all’interno di questo contesto, ugualmente dell’attuale tentativo albanese-islamico- mafioso di destabilizzare la Macedonia al fine di impedire che si realizzi il progetto del Turkish Stream, già approvato dal nuovo governo greco, cosa che permetterà aoi russi di portare il loro gas all’Europa occidentale senza dover passare dall’Ucraina.

Inoltre all’interno dio questa ottica si situa il progetto del Trattato Transatlantico (TTIP) che ha la principale finalità di diluire la costruzione europea in un casto insieme interoceanico carente di ogni base geopolitica, trasformando l’Europa Occidentale nel cortile retro degli Stati Uniti ed impedendo alle nazioni europee di controllare il loro intercambio commerciale, favorendo al contrario le grandi multinazionali ampiamente controllate dalle elites finanziere nordamericane.

Il grande interrogativo è la Germania. Il maggior timore per gli USA è la possibiltà che stringa na alleanza della tecnologia e del capitale tedesco con la mano d’opera e con le risorse naturali russe. “L’Unità fra Germania e Russia – —dechiara Friedman—, rappresenta l’unica forza reale che protrebbe minacciare la supremazia USA, situazione che dobbiamo assolutamente evitare che avvenga”. Al momento la Germania sembra inchinarsi davanti ai diktat di Washington. Tuttavia sarà sempre così?

NG – In Medio Oriente le cose sono talmente complicate da alcuni mesi che molti già non capiscono più nulla di quello che accade. Quale è secondo lei il ruolo che stanno svolgendo gli USA nella regione?
AdBDa molto tempo, gli Stati Uniti hanno stabilito in Medio Oriente una “strategia del caos” destinata a rovesciare i regimi laici a favore dei movimenti islamisti, con il fine di smantellare gli apparati statali e militari che loro non potevano controllare, per rimodellare di conseguenza tutta la regione secondo piani che fuirono stabiliti prima dell’11 Settembre. Così come gli USA, nel contesto dell’invasione dell’Iraq, hanno creato la Stato Islamico/ISIS (Daesh in arabo) che si è ritorto poi contro di loro. E’ stato allora quando gli USA hanno iniziato ad avviinarsi all’Iran, cosa che ha suscitado l’inquietudine delle petromonarchie del Golfo, che temono al di sopra di tutto l’influenza regionale di Teheran (da lì nasce l’operazione mlitare attualmente lanciata nello Yemen contro i ribelli sciiti). Così quindi, esistono attualmente tre guerre in una: una guerra suicida contro la Siria, in cui gli occidentali sono gli alleati di fatto degli jihadisti; una guerra degli USA contro lo Stato Islamico; una guerra delle dittarture del Golfo e della Turchia contro l’asse Beirut-Damasco-Teherán, con la Russia al fondo.

NG- Come opera la Francia in questo contesto?
AdB – Non brilla per il suo operato. Rivendica la laicità dello Stato ma privilegia le sue relazioni speciali con le petromonarchie più oscurantiste (come Arabia Saudita e Qatar). Per quello che riguarda i migranti che affluiscono in migliaia dal Mediterraneo – fuggendo non dalla miseria o dalla tirannia, come si ripete incessantemente, ma piuttosto dalla guerra civile e dal caos che gli occidentali hanno contribuito a creare nei loro paesi, la preoccupa più che non si affoghino più che possa naufragare la stessa Francia; la inquieta di più il fatto di accoglierli che non impedirgli di entrare. I tedeschi già guardano con sdegno la Francia, gli spagnoli e gli italiani non si aspettano nulla da essa e gli inglesi continuano nel considerare il “French basing” (denigrazione dei francesi) come uno sport nazionale.

Da parte sua il Cremlino già non si fa illusioni: la Francia ormai non può avere una politica estera degna di questo nome, visto che inclina la testa davanti ai nord americani. La prova più eloquente è la negativa francese di consegnare ai russi le navi Mistral che già avevano pagato così come lo scandaloso boicottaggio delle cerimonie a Mosca in occasione del 70°anniversario della sconfitta del Terzo Reich.

Da questo punto di vista esiste una completa continuità tra a Sarkozy e Hollande. La UMP si andrà a chiamare da adesso i Repubblicani mentre che il Partito Socialista non sarà niente altro che un Partito Democratico all’americana. Gia’ questo da solo basta per denominare “ Casa Bianca” il Palazzo dell’Eliseo e questo è più chiaro che l’acqua!

Tratto da: El Manifiesto

Fuente original: Boulevard Voltaire

http://www.controinformazione.info/il-doppio-gioco-degli-usa-e-delloccidente-in-europa-e-medio-oriente/#more-11703

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