A farewell to arms?

L’occidente batte in ritirata dall’Ucraina

MK Bhadrakumar – 24 settembre 2014putinrussiaskoreaConsiderando l’enorme pubblicità che la Casa Bianca ha dato la scorsa settimana alla visita del presidente ucraino Petro Poroshenko, con il ‘raro onore’ di presenziare una sessione congiunta del Congresso degli Stati Uniti, ed altro, si sarebbe pensato che l’amministrazione Barack Obama avesse un elevato umore bellicoso verso la Russia. Ma una lettura attenta delle osservazioni del presidente Obama dopo l’incontro con Poroshenko a Washington, fa sorgere dubbi. Obama è un politico intelligente che può fare apparire una ritirata come una vittoria. L’ha fatto in Afghanistan, lo fa in Ucraina? Si consideri ciò, Obama che ha disprezzato l’accordo di Minsk ne è ormai devoto. Sostiene anche che l’Ucraina dovrebbe avere “buone relazioni con tutti i suoi vicini, ad est e ad ovest”, e raccomanda che l’Ucraina perpetui i suoi forti rapporti economici e popolari con la Russia. Questo è il vecchio Obama. Si nota Obama consigliare Poroshenko risolvere i problemi direttamente con Mosca? Sembra così. Al ritorno a Kiev, Poroshenko ha svelato che l’Ucraina riceverà solo articoli militari “non letali”, ovviamente ben lungi dalla sua lista dei desideri. E come assistenza economica, la Casa Bianca ha accettato di concedere la somma principesca di 50 milioni di dollari di aiuti a Poroshenko, per tutto il 2015.

Piuttosto tragicomico, in un momento in cui, secondo il FMI, l’Ucraina ha bisogno di 19 miliardi per l’anno prossimo, se la guerra civile continua, e solo come assistenza finanziaria per sopravvivere al prossimo anno, al culmine del programma di salvataggio globale dell’Ucraina. Nel frattempo, il FMI ha rivisto la stima di sei mesi prima e ora dice che per l’impressionante piano di salvataggio da 55 miliardi di dollari è necessario altro finanziamento estero per l’Ucraina. Gli esperti prevedono che tale cifra potrebbe alla fine avvicinarsi ai 100 miliardi piuttosto che ai 55 miliardi di dollari. E’ uno scherzo macabro dare la misera di 50 milioni dopo aver trascinato l’Ucraina nella guerra con la Russia. Dove prendere i restanti 18,45 miliardi di dollari per far sopravvivere l’Ucraina fino al prossimo anno? Beh, dall’Europa, dov’altro? E chi pagherà in Europa? Non Polonia, Lituania, l’Estonia, ma la vecchia ‘Vecchia Europa’. In sostanza, la Germania allenterà i cordoni della borsa. La cancelliera Angela Merkel deve saltellare pazzamente.
7dce79c77897e37de3d60b004dd738ff_lsContrariamente alle stime precedenti, la contrazione economica dell’Ucraina quest’anno potrebbe rivelarsi a due cifre. Tutto ciò potrebbe spiegare alcuni passaggi interessanti relativi all’Ucraina nelle ultime settimane: a) la rapida decisione dell’Unione europea di congelare l’accordo di associazione frettolosamente firmato con l’Ucraina, almeno fino alla fine del 2015; b) il robusto appoggio dell’UE all’accordo di Minsk tra Kiev e i separatisti nel sud-est dell’Ucraina; c) l’incontro top secret tra i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Russia a margine della recente conferenza internazionale di Parigi sullo Stato islamico; d) il riconoscimento tardivo della NATO che la Russia ha ritirato le truppe dal confine con l’Ucraina; ed e) l’incontro tra i ministri degli Esteri di Russia e Stati Uniti a New York. Basti dire che il presidente russo Vladimir Putin ha ottenuto una grande vittoria diplomatica quando l’occidente ha riconosciuto che Mosca ha interessi legittimi in Ucraina. L’occidente non ha altra scelta che accettare il fatto che l’economia ucraina è legata a Mosca da un cordone ombelicale, e senza un’ampia cooperazione russa non potrà riprendersi.
Col senno di poi, Mosca ha fatto bene ad ignorare le sanzioni annunciate tre settimane fa dall’UE. Già si vede Poroshenko guardare Putin come, forse, suo interlocutore più consequenziale. Allo stesso tempo, Washington dovrebbe cominciare a rendersi conto che coinvolgere Mosca è necessria per mobilitare efficacemente la campagna internazionale contro lo Stato islamico. Potrebbe essere il segnale che il vento muta direzione, l’ex-segretario della Difesa e deputato conservatore inglese, Liam Fox, avvertire oggi esplicitamente Europa ed Stati Uniti sulle minacce alla Russia per l’Ucraina. Fox ha detto, “Penso che sia molto importante evitare di credere che l’occidente possa o debba fare ciò che chiaramente non potrà fare. Le false minacce, credo, sono un grosso problema. Dobbiamo guardare ad altri modi di affrontare la situazione ucraina“. Bravo! Non stupitevi, quindi, se uno di questi giorni Putin aiuti Obama, ancora una volta, sulla Siria. La Russia può aiutare Obama a legittimare la campagna internazionale contro lo Stato islamico, ottenendo un mandato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; la Russia può essere utile per un accordo degli Stati Uniti (o mancanza di esso) con il presidente siriano Bashar al-Assad. Nessun errore, la posizione della Russia (qui, qui e qui) sulla minaccia dello Stato islamico è inequivocabile ed ampiamente favorevole alla campagna internazionale guidata dagli Stati Uniti. Unica avvertenza della Russia è che le operazioni degli Stati Uniti in Siria debbano avere il concorso del governo siriano ed avere il mandato delle Nazioni Unite, ma ciò che frena Obama dal cercare il mandato delle Nazioni Unite è anche il timore che Mosca non collabori. Molto probabilmente, il ghiaccio sarà rotto oggi, nella riunione tra Sergej Lavrov e John Kerry a New York. La nuova guerra fredda, iniziata con il botto, potrebbe finire con un gemito.

1977175Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

http://aurorasito.wordpress.com/2014/09/25/loccidente-batte-in-ritirata-dallucraina/

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