FERMIAMOCI O ARRIVA LA TERZA GUERRA MONDIALE

London

FONTE: WASHINGTONBLOG.COM

I massimi esperti della Finanza mondiale (Nouriel Roubini, Kyle Bass, Hugo Salinas Price, Charles Nenner, James Dines, Jim Rogers, David Stockman, Marc Faber, Jim Rickards, Paul Craig Roberts, Martin Armstrong, Larry Edelson, Gerald Celente ed altri) dicono che la Terza Guerra Mondiale sta arrivando …. a meno che non siamo noi stessi a fermarla.

Paul Craig Roberts – Assistente Segretario del Tesoro sotto la presidenza Reagan, ex direttore del Wall Street Journal, indicato da Who’s Who, come uno dei mille più influenti pensatori politici del mondo, economista PhD – ieri ha scritto un articolo sulla escalation delle ostilità tra Stati Uniti e Russia dal semplice titolo: “War Is Coming – Arriva la guerra”. 

 

Come riportato da Tyler Durden di Zero Hedge, la risposta russa alla sentenza extra-legale emessa da una corte corrotta dei Paesi Bassi – che non ha nessuna giurisdizione sul caso su cui si è pronunciata – che sta dicendo che il governo russo deve pagare 50 miliardi dollari di dollari agli azionisti della Yukos, una entità corrotta che ha saccheggiato la Russia ed evaso le tasse, alla domanda su cosa avrebbe fatto la Russia riguardo a questa sentenza, un consigliere del presidente Putin ha risposto:

           “In Europa sta arrivando una guerra.” Pensate davvero che una sentenza del genere abbia qualche importanza per chi governa? “

Lo scorso gennaio, il famoso economista Nouriel Roubini ha mandato un  tweet dalla riunione dei ricchi e potenti del World Economic Forum di Davos:

Molti commentatori comparano il 2014 al 1914, quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale e nessuno se l’aspettava. Si vede un cigno nero dalla forma di una guerra tra Cina & Giappone?

e:

Sia Abe che un influente analista cinese non escludono un confronto militare tra la Cina e il Giappone. Ricorda niente del 1914?

Il Miliardario Kyle Bass, gestore di  hedge fund  scrive:

Trilioni di dollari di debiti saranno ristrutturati e ci saranno milioni di prudenti risparmiatori che perderanno un’alta percentuale del loro potere d’acquisto reale, proprio nel momento sbagliato della loro vita. Ancora una volta, il mondo non finirà, ma il tessuto sociale di nazioni dissolute sarà allentato e in certi casi strappato. Purtroppo, guardando indietro nella storia economica, vediamo che troppo spesso la guerra è la manifestazione di una semplice entropia economica spinta fino alla sua logica tragica conclusione. Per questo motivo crediamo che una guerra sia la conseguenza inevitabile della attuale situazione economica mondiale

 

Il Consulente per investimenti Larry Edelson ha scritto una e-mail ai suoi abbonati dal titolo “Quello che ci dicono i cicli bellici del 2013”, in cui afferma:

Dal 1980, ho studiato i cosiddetti “cicli di guerra” – i ritmi naturali che predispongono le società a sprofondare nel caos, nell’odio, nelle guerre civili e anche in quelle internazionali.

Non sono certo il primo ad aver studiato questi diversi modelli storici, prima di me ce ne sono stati altri, ma in particolare Raymond Wheeler che ha pubblicato la storia più autorevole sulle guerre, osservando un periodo di 2.600 anni di dati.

Tuttavia, ci sono pochissime persone disposte a parlarne in questo momento e sulla base di quello che vedo, le implicazioni potrebbero essere assolutamente enormi ….

L’ex analista tecnico della Goldman Sachs Charles Nenner – che ha studiato attentamente la faccenda e che conta tra i suoi maggiori clienti importanti hedge funds, banche, case di brokeraggio, oltre a personaggi veramente di alto livello – dice che ci sarà “una grande guerra”, che manderà il Dow a 5.000.

Il veterano tra gli Advisor sugli investimenti  James Dines prevede una guerra epocale come le altre due guerre mondiali  e che comincerà dal Medio Oriente.

L’economista e gestore di investimenti Marc Faber dice che il governo Americano comincerà ancora altre guerre in risposta alla crisi economica:

Martin Armstrong – che ha maneggiato fondi di investimenti sovrani per multi-miliardi di dollari – ha scritto:

Il nostro problema più grave è che la burocrazia vuole una guerra. In questo modo tutti si distrarranno dal lavoro fatto dalla NSA e sembrerà che quanto è stato fatto abbia una sua giustificazione. Hanno bisogno di una distrazione per nascondere il declino economico che sta arrivando.

Armstrong ha intitolato uno dei suoi pezzi scritti questo mese : “Perché entreremo in guerra con la Russia”, e un altro : “Preparazione alla Terza Guerra Mondiale”.

 

Le Teorie Economiche Sbagliate

Che cosa sta causando lo slittamento verso la guerra? Qui di seguito parliamo di diversi motivi.

Inizialmente, che ci si creda a o no, uno dei motivi è che molti  economisti influenti e molti  pensatori- opinionisti sono della stupida opinioneche la guerra sia una cosa buona per l’economia.

Perciò, molti sono apertamente e molti subdolamente a favore della guerra.

 

I Nuovi arrivati  fanno “Prudere le Dita” agli Imperi Decadenti

Gli storici dicono che gli imperi in declino tendono ad attaccare i loro nuovi rivali  … quindi il rischio di una nuova guerra mondiale è in aumento perché gli Stati Uniti si sentono minacciati dal nascente Impero Cinese.

Il governo degli Stati Uniti considera la rivalità economica come motivo sufficiente per una guerra. Pertanto, gli Stati Uniti stanno usando l’esercito per contenere la crescente influenza economica della Cina.

 

La Rivalità per le (scarse) Risorse si sta scaldando

E’ stato documentato che la concorrenza per accedere a risorse scarse, spesso porta alla guerra. Ad esempio, il Quarterly Journal of Economics della Oxford University riporta:

Wright (1942) nel suo testo fondamentale – A Study of War –  dedica un capitolo al rapporto tra la guerra e le risorse. In un altro testo importante – Statistics of Deadly Quarrels, di Richardson (1960) – si discute ampiamente sulle cause economiche che portano alla guerra, compreso il controllo delle “fonti di materie prime essenziali”. Una ampia letteratura introdotta da Homer-Dixon (1991, 1999) sostiene che la scarsità di varie risorse ambientali è una delle principali cause di conflitto e di guerre per le risorse (vedi Toset, Gleditsch, e Hegre 2000 per esempi e prove empiriche).

***

Nella Guerra del Pacifico (1879-1884), il Cile combattè contro un’alleanza difensiva di Bolivia e Perù per il controllo dei depositi di minerali del guano [la cacca degli uccelli]. La guerra precipitò quando aumentò notevolmente il valore del guano a causa del suo ampio utilizzo in agricoltura.

     ***

Westing (1986) sostiene che molte delle guerre del ventesimo secolo abbiano avuto origine per motivi diffusamente legati alle carenze di risorse e prende ad esempio la guerra d’indipendenza dell’Algeria (1954-1962), la Guerra dei Sei Giorni (1967), e la guerra del Chaco (1932-1935). Più di recente, l’invasione del Kuwait di Saddam Hussein nel 1990 fu il risultato della disputa sui giacimenti dei campi di Rumaila. Nella guerra per le risorse (2001), Klare sostiene che dopo la fine della guerra fredda, il controllo di preziose risorse naturali è diventato sempre più importante, tanto da diventare motivazione primaria per le guerre del futuro.

***

L’ex Governatore della Federal Reserve Alan Greenspan (e  molti leader mondiali) ha ammesso che la Guerra in Iraq è stata veramente una Guerra del Petrolio, e l’ex Segretario del Tesoro, Paul O’Neill dice che Bush aveva già progettato la guerra in Iraq prima dell’ 11 settembre. E possiamo vedere  questoquesto.  Ma anche Libia, Siria, Iran e Russia sono tutti paesi che producono petrolio …..  anche loro …

In verità, abbiamo una ampia documentazione sulle guerre in Medio Oriente e in Nord Africa che sono state causate   da bisogni di petrolio e di gas.  La Guerra a Gaza non può costituire eccezione. E  vedi questo. Ma anche la guerra in Ucraina dipende ampiamente dal problema delgas.

E James Quinn e Charles Hugh Smith  ci dicono che ormai stiamo per finire le scorte di tutte le risorse  … cosa che ci porterà alla guerra.

 

Banche Centrali e Guerra delle Valute

Siamo nel bel mezzo di una guerra valutaria globale – ossia una situazione in cui tutte le nazioni competono tra loro per svalutare di più le loro monete, per far aumentare le esportazioni. La Presidentessa del Brasile Rousseff ha dichiarato nel 2010:

     L’ultima volta che ci fu una serie di svalutazioni competitive … siamo finiti nella seconda guerra mondiale.

Jim Rickards è  d’accordo:

Le guerre valutarie portano a guerre commerciali, che spesso portano a guerre calde. Nel 2009, Rickards ha partecipato alla prima-assoluta di una “war-game finanziaria” al Pentagono. Pur esprimendo fiducia nella capacità degli Stati Uniti di sconfiggere qualsiasi altro stato-nazione in una battaglia, Rickards si dice preoccupato perché gli Stati Uniti potrebbero essere trascinati in una “guerra asimmetrica”, se le guerre valutarie dovessero portare ad una inflazione sempre crescente e all’incertezza dell’economia globale.

Le guerre commerciali portano sempre alla guerra vera.

Dato che la Cina, la Russia, l’India, il Brasile e il Sud Africa si sono appena unite per creare una banca da $ 100 miliardi  con sede in Cina, e che sempre più affari vengono negoziati in Yuan o Rubli – e non in dollari – la guerra valutaria si sta scaldando.

L’investitore multi-milionario Hugo Salinas Price dice:

Per quello che è capitato a Mr. Gheddafi [in Libia], ci sono molti che credono che la vera ragione per cui è stato estromesso era che stava progettando una moneta tutta africana per i commerci interni. La stessa cosa è successa anche a Saddam, perché gli Stati Uniti non vogliono che si arriva ad una solida valuta concorrente del dollaro. Sappiamo che Gheddafi stava parlando di un dinaro d’oro.

Infatti John Carney Sr., CNBC editor,  riporta:

Questa è la prima volta che un gruppo rivoluzionario ha creato una banca centrale mentre si continua ancora a combattere e prima di aver radicato un potere politico. Certamente questo fatto sembra indicare quanto siano diventati straordinariamente potenti i banchieri centrali  nella nostra epoca.

Robert Wenzel del Economic Policy Journal  pensa che l’iniziativa delle banche centrali riveli che le potenze straniere possano avere una forte influenza sui ribelli.

Questo suggerisce che abbiamo qualcosa più di una masnada disordinata di ribelli in giro per il mondo ma che ci sono delle influenze piuttosto sofisticate capaci di gestirli. “Non ho mai sentito di una banca centrale che viene creata in poche settimane nel ben mezzo di una sollevazione popolare”, scrive Wenzel.

 

Infatti, qualcuno dice che le ultime guerre sono servite per riportare tutti i paesi nell’ ovile delle Banche Centrali Occidentali.

E per finire Gerald Celente – che studia le tendenze e da decenni fa previsioni accurate su finanza e geopolitica dice che  la WW3 comincerà presto.

 

Il Debito

Martin Armstrong ha sostenuto che la guerra contro la Siria è tutta una storia di debito e spesa:

Il pasticciaccio siriano sembra essere cominciato quando al Capital Hill – le fonti ci dicono – tutte le telefonate che arrivavano si pronunciavano in modo schiacciante contro qualsiasi azione. I politici hanno voluto ignorare, del tutto, il popolo. Questo spiegherebbe che esiste davvero un progetto segreto per raggiungere un obiettivo al di fuori dagli schemi in discussione. Questo somiglia più al problema del debito e ad una guerra necessaria per scaricare la pressione e per ridurre la spesa.

 

La stessa logica si può applicare anche all’Ucraina e ad altri paesi.

L’investitore miliardario  Jim Rogers nota:

Se in Europa continuano a salvare le banche, in ultima analisi si rischia un’altra guerra mondiale.

***

«Se aggiungi il debito, la situazione peggiora, e alla fine crolla tutto. Poi tutti cominciano a cercare un capro espiatorio. I politici accusano l’estero, e già siamo nella seconda o qualunque sia il numero di una Guerra Mondiale».

Gli americani non vogliono la guerra

Sondaggio dopo sondaggio si capisce che gli Americani non vogliono più  essere coinvolti in nessun’altra guerra.

Dopo tutto, abbiamo speso miliardi di miliardi in Iraq a Afghanistan, e gli Americani sono esausti.  Non solo  un alto ufficiale del Pentagono ci racconta che oggi non siamo più sicuri di prima, dopo tredici anni di guerra – anzi forse siamo meno sicuri – ma ora è stato anche dimostrato che la guerra danneggia la nostra economia.

Le guerre infinite distruggono anche le Repubbliche Democratiche.  I Padri Fondatori ammonivano contro gli eserciti e dicevano che distruggono la libertà.   AVEVANO RAGIONE …

E ammonivano anche contro il finanziamento delle guerre con il debito

Ma secondo il vincitore del Premio Nobel, l’ economista Joseph Stiglitz, il debito U.S.A per la guerra in Iraq potrebbe arrivare fino a  5 trilioni di dollari (o 6 trilioni di dollari  secondo uno studio della Brown University.)  Gli U.S.A dispongono del più grande esercito mai esistito e considerano un  sentimento contrario alla guerra come terrorismo.

Ma la guerra è un affare grosso per i banchieri  e per i  contractors della difesa. E – come abbiamo detto – ai governi piace tanto la guerra.

Così tocca a noi – alla gente qualunque, al popolo – fermare il dilagare della guerra.

 

Fonte: http://www.washingtonsblog.com

Link: http://www.washingtonsblog.com/2014/07/war-2.html

30.07.2014

 

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

 http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13855

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