PRESI CON LE MANI NEL SACCO

DI MIKE WHITNEY
Counterpunch

Una registrazione segreta rivela il complotto sostenuto dagli Stati Uniti per ribaltare il presidente ucraino democraticamente eletto

“Nell’ultima figuraccia del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e dell’ amministrazione Obama, l’Assistente Segretario di Stato Victoria Nuland è stata registrata mentre ordiva strategie per il partito ucraino all’opposizione insieme all’Ambasciatore Americano in Ucraina, Geoffrey Pyatt. Non si può più negare, quindi, che l’operazione di cambio di regime in Ucraina è, in un certo modo, diretta da Washington.  La conversazione registrata chiariva inequivocabilmente che,  mentre il Segretario di Stato John Kerry condanna qualsiasi ingerenza straniera negli affari interni dell’Ucraina, il suo Dipartimento di Stato è praticamente al comando dell’ intero processo.”. – Daniel McAdams, “‘F** the EU” una registrazione rivela che sono gli Stati Uniti a guidare l’opposizione Ucraina”. Ron Paul Institute Tape Reveals US Runs Ukraine Opposition”, Ron Paul Institute.

Washington torna con i suoi vecchi trucchi. Si poteva pensare che dopo i fiaschi in Afghanistan e Iraq qualcuno del team politico avesse detto ai fantasisti di darci un po’ un taglio. E invece no.

Quelli della gang di Obama sono altrettanto desiderosi di cimentarsi in un cambio di regime quanto i loro predecessori, i Bush. Questa volta il bersaglio è l’Ucraina, patria della fallita rivoluzione arancione, dove le ONG statunitensi hanno fomentato un colpo di Stato populista che ha destituito il governo aprendo la strada ad anni di instabilità sociale, disagio economico e, infine, una solida alleanza con Mosca.Cosa che ha funzionato alla grande, non c’è che dire. Possiamo solo tentare di immaginare cosa avrebbe in mente Obama per un bis.

Andando al sodo: gli Stati Uniti si aggrappano ancora all’ idea che possono dominare il mondo con il loro maldestro esercito (che non vince una guerra da ormai 60 anni), con le loro corrotte agenzie di intelligence, con le loro squadre di Special Ops in stile Rambo e con i loro “oh-così-brillanti” strateghi globali convinti che i giorni dello stato-nazione sono finiti e che bisogna affrettare l’avvento del glorioso Nuovo Ordine Mondiale. Ecco, appunto. L’Ucraina è una parte fondamentale di questo sogno irrealizzabile, o meglio, strategia, che poi è il motivo per cui i media statunitensi mettono le manifestazioni di Kiev in prima pagina, mentre simili proteste negli Stati Uniti vengono rifilate in ultima pagina, sotto gli annunci del cibo per cani. In ogni caso, la crisi rischia di intensificarsi nei prossimi mesi, mentre Washington ingaggia un tiro-alla-fune senza esclusione di colpi con Mosca sul futuro della civiltà.

Per gli strateghi a cinque stelle, del tipo Zbigniew Brzezinski, l’Ucraina è una guerra che Washington deve vincere per mantenere la sua posizione di unica superpotenza del mondo. Secondo lui, gli Stati Uniti devono stabilire avamposti in tutta l’Eurasia e ridurre l’influenza della Russia, controllare la Cina e schiacciare il più possibile la regione in più rapida crescita del nuovo secolo. Ecco come lo riassume Brzezinski in Foreign Affairs, in un articolo intitolato “Una geostrategia per l’Eurasia”:

“L’obiettivo dell’America di diventare l’unica superpotenza globale rende ora assolutamente imperativa una strategia integrata e totale per l’Eurasia…L’Eurasia ospita la maggior parte degli stati più assertivi e dinamici del mondo, politicamente parlando.  Tutti i pretendenti storici al potere globale erano in Eurasia. I paesi più popolati che aspirano all’egemonia regionale, Cina e India, sono in Eurasia, come lo sono tutti i potenziali sfidanti politici ed economici alla supremazia americana …L’Eurasia è il supercontinente assiale del mondo. Una potenza che dominasse l’Eurasia eserciterebbe un’influenza determinante su due delle tre regioni economicamente più produttive del mondo, l’Europa occidentale e l’Asia orientale. Uno sguardo alla mappa suggerisce anche che un paese dominante in Eurasia controllerebbe, quasi automaticamente, il Medio Oriente e l’Africa …

Quello che accadrà nella distribuzione del potere nel continente eurasiatico, sarà d’ importanza decisiva per il primato mondiale dell’America e per la sua eredità storica.” (“A Geostrategy for Eurasia”, Zbigniew Brzezinski, Foreign Affairs, 1997)

Ok, quindi, il “non-poi-così-brillante” Brzezinski sta dicendo ai politici americani che, se vogliono governare il mondo, questa è un’ opportunità per prendere il sopravvento in Eurasia. Questo è abbastanza chiaro. Riparte ancora una volta la Caccia Grossa e l’Ucraina è uno dei più ambiti trofei da conquistare, motivo per cui gli Stati Uniti si sono alleati a tutti quei gruppi balordi di estrema destra che stanno creando tanti problemi a Kiev.

Washington non si fermerà davanti a niente pur di raggiungere i suoi obiettivi. Naturalmente non c’è niente di nuovo in tutto questo. Spesso gli Stati Uniti hanno sostenuto delle organizzazioni violente di estrema destra quando i loro interessi coincidevano. Ecco un po’ di storia sull’argomento da parte di Eric Draitser, in un articolo in CounterPunch intitolato: “Ucraina e rinascita del fascismo”.

“Nel tentativo di allontanare l’Ucraina dalla sfera d’influenza russa, l’alleanza USA/UE/NATO (e non è la prima volta) si allea con i fascisti.  Ecco perché, per decenni, milioni di persone in America Latina sono stati fatti scomparire o assassinati da forze paramilitari fasciste armate e sostenute dagli Stati Uniti; i mujahidin dell’Afghanistan, che per magia si sarebbero dopo tramutati in Al Qaeda, anch’essi di ideologia reazionaria estrema, sono stati creati e finanziati dagli Stati Uniti  allo scopo di destabilizzare la Russia.  Ed ecco perché abbiamo vissuto la dolorosa vicenda della Libia e, più recentemente, della Siria, dove gli Stati Uniti ed i loro alleati finanziano e sostengono jihadisti estremisti contro un governo che si è rifiutato di allinearsi con gli Stati Uniti e Israele.  E’ questo un modello inquietante che non è mai sfuggito agli osservatori politici acuti:  gli Stati Uniti hanno sempre fatto comunella con estremisti di destra o fascisti per scopi di egemonia geopolitica”.  (Ukraine and the rebirth of Fascism“, Eric Draitser, CounterPunch)

Squadroni della morte qui, jihadisti lì, che differenza fa per i pezzi di grossi di Washington?

Nessuna, a quanto pare

Ma, un momento: cos’è tutto questo gran parlare degli Stati Uniti che sono dalla parte degli antisemiti e dei fascisti in Ucraina? Ma è  vero ?

Così pare. Veramente c’è una storia assai curiosa sul World Socialist Web Site sull’Assistente del Segretario di Stato Victoria “Fuck-the-EU” Nuland, che dimostra a cosa arrivano queste persone pur di raggiungere i loro obiettivi.  In questo caso specifico, la Nuland, che secondo il WSWS (World Socialist Web Site) è la “nipote di immigrati ebrei rifugiatisi in America per sfuggire ai pogrom nella Russia zarista” … è stata vista “distribuire biscotti in Piazza Majdan ai teppisti Svoboda che venerano quella massa di assassini delle SS di Hitler.”  (“Leaked phone call on Ukraine lays bare Washington’s gangsterism”, Bill Van Auken, World Socialist Web Site)

Bello, eh? E così Vickie stava facendo merenda con i ragazzi, ragazzi che non ci penserebbero due volte ad affondarle un coltello nella schiena se solo gli venisse data la possibilità.  Questa è vera dedizione. A proposito “…il marito della Nuland è Robert Kagan, conservatore, eminenza di  politica estera, presidente e fondatore del Progetto per un Nuovo Secolo Americano, il think-tank neoconservatore di Washington che ha svolto un ruolo chiave nella politica e nell’ispirazione ideologica delle guerre contro Iraq e Afganistan.”

Non sorprende nessuno il fatto che Obama & Co. siano direttamente coinvolti in quest’ultimo tentativo di colpo di stato.  Secondo un recente sondaggio condotto dal All-Russian Public Opinion Research Center: “… quasi la metà (45%) dei cittadini russi pensa che le proteste in Ucraina siano state provocate dai servizi speciali dell’Occidente”. “Per ‘servizi speciali’ dobbiamo presumere che intendano le agenzie di intelligence USA e le ONG finanziate dagli USA che hanno una lunga tradizione nel “mettere il naso” negli affari degli altri paesi. Ecco una dichiarazione fatta nel 2004 dal rappresentante Ron Paul al Comitato per le Relazioni Internazionali della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, che getta un po’ di luce su questa storia:

“E’ chiaro che una grande quantità di dollari dei contribuenti americani è stata utilizzata per sostenere un candidato in Ucraina . …. Quello che non sappiamo, però, è quanto denaro è stato speso dal Governo Americano per influenzare l’esito delle elezioni ucraine.A decine di organizzazioni vengono concessi fondi solo grazie al Programma P.A.U.C.I. (Iniziativa di Cooperazione tra  Polonia/America/Ucraina, amministrato dalla Freedom House statunitense.) E questo è solo uno dei tanti programmi che convogliano dollari in Ucraina. Non sappiamo poi quanti milioni di dollari dei contribuenti americani siano stati inviati dal  National Endowment for Democracy (NED) in Ucraina attraverso il Democratic Institute del NED Nazionale e l’ International Republican Institute. Né sappiamo quanti altri tentativi, palesi o segreti, siano stati fatti in Ucraina per sostenere più un candidato rispetto a un altro.

Questa è la cosa che reputo più inquietante: ci sono così tante organizzazioni sparse qua e là che non riusciamo ad avere un’idea precisa  di quanto denaro gli Stati Uniti abbiamo effettivamente dedicato all’Ucraina e, soprattutto, in che modo sia stato speso “. (“What has the NED done in Ukraine?“, Ron Paul, Lew Rockwell)

Il fatto è che il Governo Americano dà via un sacco di soldi a qualsiasi gruppo losco che condivida la sua Agenda. Per quanto riguarda l’Ucraina, in realtà abbiamo un’idea più chiara di Paul su  quanto denaro sia stato speso. Guardiamo questo video sulla Nuland, mentre parla con vari gruppi industriali e ammette che “…dal momento in cui è entrata in vigore la dichiarazione d’indipendenza dell’Ucraina nel 1991, gli Stati Uniti hanno appoggiato gli ucraini nello sviluppo delle istituzioni democratiche e delle competenze nella promozione della società civile e per una buona forma di governo… Abbiamo investito oltre 5 miliardi di dollari per aiutare l’Ucraina a raggiungere questi ed altri obiettivi.” (“Washington che genera donne guerrafondaie”.  (“Washington’s cloned female warmongers”, Finian Cunningham, Information Clearinghouse)

5 miliardi spesi, di cui una parte spesa in picchiatori per rovesciare un governo democraticamente eletto in Ucraina, mentre 8 milioni di americani ancora non riesce a trovare un dannato lavoro negli Stati Uniti. Cosa che ci fa capire quali siano le reali priorità di Obama, giusto?

L’intercettazione della maldestra telefonata della Nuland della settimana scorsa ha chiarito cosa stia davvero accadendo dietro le quinte. Mentre i media si sono concentrati sulle parolacce della Nuland (“F**k the EU”), sono altre le parti della conversazione che hanno attirato la nostra attenzione. Ecco un breve riassunto di Bill Van Auken di WSWS:

“La telefonata indica il carattere criminale e imperialista della politica degli Stati Uniti in Ucraina …Quello che la registrazione ci fa capire è che Washington sta ricorrendo a metodi di gangsterismo internazionale, compresa la violenza, per effettuare un colpo di stato politico volto a installare un regime che sia completamente subordinato agli interessi geo-strategici statunitensi…

L’obiettivo preciso degli sforzi degli Stati Uniti è quello di spostare il potere politico nelle mani di un gruppo di oligarchi ucraini allineati con l’occidente che a suo tempo si sono arricchiti con l’appropriazione (furto) privata delle proprietà di stato, nell’ambito dello scioglimento della burocrazia stalinista dell’Unione Sovietica nel 1991.  

Così facendo, si mira a trasformare l’Ucraina in una testa di ponte dell’imperialismo americano sul confine con la Russia, di cui si tenterà di dividere il territorio per sottometterlo allo stato neocoloniale, nell’affermazione dell’egemonia americana su tutta la massa strategica dell’ Eurasia.

La Nuland dimostra che dietro le quinte, Washington sta decidendo chi tra i leader dell’opposizione dovrà entra (“Leaked phone call on Ukraine lays bare Washington’s gangsterism”, Bill Van Auken, World socialist Web Site)

Sempre le stesse cose, sempre le stesse identiche storie. Come abbiamo già detto prima, non c’è niente di nuovo in questo, niente di niente. Tutto quel parlare di “democrazia” non è che un esercizio di pubbliche relazioni. Non significa niente. Le élite americane vogliono tarpare le ali a Mosca, “aprire un negozio” in Eurasia, controllare la crescita della Cina, essere il più grande giocatore nei mercati del petrolio e del gas naturale nel continente, esportare i loro prodotti finanziari e fare sempre più soldi nel mercato più caldo del 21° secolo, l’Asia. E’ tutta una questione di “profitti”. Di profitti e di potere.

Ma poi, in fondo, tutto questo forse lo sapevate già.

MIKE WHITNEY vive nello stato di Washington. E’ collaboratore di Hopeless: Barack Obama e la politica delle illusioni (AK Press). Hopeless è disponibile anche in edizione Kindle. Può essere raggiunto via mail a questo indirizzo: 
fergiewhitney@msn.com.

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2014/02/12/caught-red-handed/

12.02.2014

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SKONCERTATA63

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12938

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