Soldati senza gloria

Usa, l’esercito della vergogna

Prostitute. Sbronze. Sparatorie. Agenti e generali americani sempre sotto inchiesta. Ma ora Obama studia la riforma.

di Barbara Ciolli

Balordi, donnaioli, talvolta anche criminali.

Il lavoro di 007 e militari è sporco per definizione. Ma nel discusso apparato di Sicurezza americano, non sono soltanto gli spioni super-accessoriati della National security agency (Nsa), l’intelligence interna degli Usa, a compiere abusi, legalizzati nel caso del Datagate.
52 MLD PER LA SICUREZZA. C’è di tutto, nello sterminato esercito di leve e ufficiali. E in quel miliardo tra dipendenti e collaboratori di uffici e controllate, riconducibili alle 17 agenzie d’informazione americane.
Un sottobosco spesso reclutato alla bisogna, per lo più nell’antiterrorismo, grazie a un budget lievitato dopo la strage dell’11 settembre 2001 (oltre 52 miliardi di dollari nel 2013). E neppure tanto selettivamente, a giudicare dagli scandali a catena di ‘barbe finte’, marine e cadetti born in the Usa.
I GENERALI FANNO SCUOLA. Disinvoltura e malefatte non sono un’esclusiva dei subalterni, come ha dimostrato, nel 2012, il sexy scandalo dell’ex direttore della Central intelligence agency (Cia), l’agenzia per l’estero degli Usa, David Petraeus e del suo colorito giro di ambigue libanesi. E come dimostrano storie ancora più recenti.
Leggerezze, talvolta anche ingenuità, accomunano tutti i livelli dell’apparato di Sicurezza e Difesa.
OBAMA PROMETTE RIFORME. Da qualche parte il presidente Barack Obama deve cominciare, per mettere mano, come promesso, alla riforma dei servizi segreti, riducendo anche il budget militare monster della guerra al terrore.
Il primo repulisti è tra gli ufficiali dell’aviazione americana, incaricati del lancio di missili nucleari intercontinentali ma dalle credenziali alquanto dubbie: 34 di loro sono stati sospesi per aver barato ai test d’idoneità sulla conoscenza dei missili. Altri 10 per avere avuto con sé droghe.

  • L’ex direttore della Cia David Petraeus, con le gemelle libanesi e, a destra, la moglie Holly.

La leggerezza dei militari nella base della bomba atomica

Il rango dei militari pizzicati (nella base di Malmstrom, in Montana, e in altre cinque strutture, alcune delle quali in Gran Bretagna) va da tenente a capitano. E non è neanche la prima volta che l’Air force finisce sotto inchiesta, per incurie incredibili.
A ottobre, quattro militari dell’aviazione furono puniti per aver lasciato aperta, per due volte, la porta del bunker ultra-segreto, disposto per il lancio della bomba atomica.
Un paio di mesi prima, l’unità di Malmstrom che ha in carico 150 missili intercontinentali (un terzo dell’intero arsenale Usa) risultò impreparata, durante un’ispezione. In primavera, ancora, a 17 ufficiali della base di Minot, nel Dakota, fu ritirato il certificato perché ritenuti non in grado di svolgere operazioni di lancio.
IMPUTATO PER FURTI AL CASINO. Questi i gap professionali. Poi ci sono i vizi, le sregolatezze, talvolta le pulsioni criminali di chi ha in pugno il mondo.
A dicembre Michael Carey, generale a due stelle custode dei 450 missili intercontinentali sparsi negli Usa, fu rimosso dal comando dei suoi 9.600 uomini, per essersi sbronzato, facendosi rimorchiare da una donna «sospetta» – le accompagnatrici mandate, notoriamente, ad abboccare dai servizi stranieri – durante una recente trasferta in Russia.
LE GUARDIE SBRONZE DI OBAMA. Due mesi prima, Tim Giardina, viceammiraglio e vicecomandante delle Forze nucleari statunitensi, fu sospeso temporaneamente dagli incarichi, perché sotto inchiesta con l’accusa di aver contraffatto alcune fiche al casinò dello Iowa.
Eccedere – con le donne e con altro – è una tendenza largamente diffusa tra i militari e gli 007 americani, di ogni grado gerarchico. Risale all’aprile del 2012, lo scandalo dei 15 agenti segreti (poi allontanati), che anziché schermare Obama durante la sua visita in Colombia, andavano a prostitute insieme con i marine di stanza nel Paese. Violando il coprifuoco e ingaggiando risse con le squillo, per questioni di soldi.
SPARATORIE FUORI SERVIZIO. Altri uomini del Secret service che protegge la famiglia del presidente, sono stati anche trovati dai poliziotti rivali del Fbi, sbronzi per terra o alla guida di auto, al termine delle tappe presidenziali o durante l’organizzazione dei suoi viaggi.
Senza contare la brutta storia dell’agente per la sicurezza Christopher W. Deedy, sotto processo dal 2011 per aver sparato a un tizio, fuori da un McDonald’s di Honolulu. Formalmente fuori servizio, ma in realtà alla Hawaii per preparare un tour dell’inquilino della Casa Bianca.

  • La campagna contro l’alcolismo tra i militari, promossa dalle Forze armate americane (© Air Force, Sgt. Ryan Crane).

Fughe di notizie dalla Cia e dal Nsa. Obama studia la riforma

I casi, assai poco rassicuranti, si sprecano. Quanto sono sicure le informazioni – e le armi – in circolazione tra i dipendenti dei dipartimenti Usa?
Lo stesso Edward Snowden, talpa del Datagate, prima di innescare la bomba dello spionaggio globale, altri non era che uno dei tanti e giovani superpagati collaboratori del Nsa.
Ingaggiato per la sua abilità come tecnico della Cia, in un anno alla National security americana il mago dei computer ha trafugato indisturbato tutte le informazioni e le prove degli abusi informatici, compiuti verso leader e milioni di cittadini stranieri.
Di tutta evidenza, le maglie di controllo dell’intelligence americana verso i suoi dipendenti sono molto larghe. Ma non c’è da stupirsi.
TRASPARENZA E STOP A GUANTANAMO. Esploso lo scandalo della relazione con la biografa Paula Broadwell, Petraeus, ex generalissimo dell’Afghanistan, è risultato essere quotidianamente postato, con foto e informazioni riservate dalla sua plancia di comando alla Cia, sulle pagine Facebook della donna.
Per fare ordine nel mare magnum di reati e malcostume, Obama ha abbozzato intanto una riforma del Nsa (da illustrare il 17 gennaio), in modo da «evitare futuri Snowden».
Nei piani della Casa Bianca – che i falchi della Difesa tentano in ogni modo di fermare al Congresso – rientrano poi la «chiusura di Guantanamo, con il trasferimento dei detenuti all’estero» e un’opera generale di trasparenza, oltre che di ottimizzazione, delle misure e delle forze a disposizione.
RIFORME, L’ALT DEL CONGRESSO. Molte teste, come quelle dei vertici di Cia e Nsa, sono cadute e sono destinate a cadere. «I militari delle forze strategiche non possono permettersi errori», ha tagliato corto il ministro alla Difesa Chuck Hagel, durante una visita in una base.
Ma, in nome dell’accordo sul budget con i repubblicani, Obama ha dovuto anche rinunciare ai tagli di 63 miliardi di dollari al Pentagono, confermando una spesa militare invariata, di 552 miliardi di dollari nel 2014.
Anche il passaggio della gestione dei droni dalla Cia al Pentagono è stato bloccato dal Congresso, con un’aggiunta dell’ultim’ora al testo. Alle inchieste aperte il compito di fare luce e pulizia sulle tante, troppe male condotte.

http://www.lettera43.it/politica/usa-l-esercito-della-vergogna_43675120058.htm

Video shock: soldati americani urinano sui cadaveri dei talebani uccisi e scoppia lo scandalo

Venerdì 13 Gennaio 2012, 08:24 in mondodi 

Il mondo si ricorda che la guerra è una merda solo quando marines americani pisciano sopra ai cadaveri di talebani che hanno ucciso. Questo è il vero scandalo.

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Urinare sui cadaveri dei nemici potrebbe essere considerato addirittura un crimine di guerra. Rischiano grosso i 4 marines che hanno fatto la pipì su 3 corpi di talebani in Afghanistan. Ma l’aspetto più nauseabondo è l’indignazione degli americani. Ma non per il gesto in sè. Per qualcosa di diverso.

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Indignazione per cosa? Perchè i valorosi combattenti della democrazia numero uno al mondo non dovrebbero macchiarsi di tali atti di viltà, tipici semmai dei soldati dei peggio “rogue states”? Non c’è bisogno di ripensare al massacro di Haditha in Iraq, la strage di Granai inAfghanistan, il “Collateral Murder” a Baghdad e le altre nefaste imprese dei militari americani. Sono eccezioni che confermano la regola del valore e dell’onore dei soldati, costretti a sacrificare la loro vita sull’altare del potere. Semmai è il caso di rivedere un grande film recente sull’America in guerra che è “Lions for Lambs”: titolo perfetto: leoni per agnelli, coraggiosi leoni di soldato guidati da agnelli di generali e politici imbelli e inetti.

No, l’indignazione che è montata in America alla velocità della luce è rivolta a qualcosa di ben più cinico: i rapporti tra Usa e Afghanistan, il tentativo, in sè vergognoso e fallimentare, di intavolare una trattativa coi talebani, il prestigio internazionale dell’America, il vero senso di questa estenuante guerra in Afghanistan, tra le più lunghe per l’America. Ecco la scintilla dell’indignazione.

Come l’urina di questi marines, anche questa indignazione nasce nelle parti più basse dell’identità americana, quelle che negli ultimo decennio hanno preso il sopravvento. Buonaindignazione a tutti.

 

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