Datagate, nuovi documenti:


«Pc sotto controllo»

Intercetta i computer. Li manomette. E li rimette sul mercato. Così la Nsa spia centinaia di utenti. In 89 Paesi del mondo.

di Barbara Ciolli

Il mouse al posto del mitra, gli occhiali da geek al posto del giubbotto antiproiettile. Licenza di accedere ovunque, no limits, a tutto.
Negli Usa non sono solo i piloti di droni a condurre una guerra a distanza, seduti ai loro computer.
Ma un esercito di smanettoni informatici, reclutati dai dipartimenti delle università, ancora prima che i marines facessero il pieno di matricole per l’Iraq tra i ragazzotti dei centri commerciali nella grande provincia americana.
LA MANOMISSIONE DEI PC. Grazie anche al loro lavoro, la National security agency (Nsa) ha per anni intercettato spedizioni di computer e altri dispositivi elettronici acquistati su Internet. Vi ha installato spyware e malware in grado di darle il controllo in remoto di quegli stessi dispositivi. E li ha reimmessi sul mercato, pronti all’uso.
HACKER ANTE LITTERAM. Gli ultimi documenti riservati sul Datagate – lo scandalo dello spionaggio internanzionale dell’intelligence statunitense – hanno rivelato l’esistenza una maxi e ipertecnologica centrale di spionaggio della Nsa nel cuore degli Usa, messa in piedi dal Pentagono negli Anni 90, quando appena il 2% della popolazione del pianeta navigava su Internet e social network come Facebook e Twitter non erano ancora stati inventati.
IL TAO DI SAN ANTONIO. In un futuro digitalizzato, servivano pirati digitali all’avanguardia, per plasmare e controllare il mondo attraverso la Rete. «L’Nsa doveva ottenere l’impossibile» e, dal suo polmone d’acciaio sempre più imponente di San Antonio, in Texas, gli uffici del Tailored access operations (Tao) erano la punta di diamante, il «bambino prodigio dell’intelligence americana», ha spiegato l’ex membro dell’aviazione Matthew Aid, esperto di storia militare dell’Agenzia di sicurezza.

  • Una ripresa satellitare della centrale dell’Nsa di San Antonio, in Texas.

San Antonio, Texas: la maxi centrale di spionaggio nell’ex fabbrica di microchip

Keith Alexander, capo della Nsa.Getty Images) Keith Alexander, capo della Nsa.

Ad accorgersi della grande attività del Tao, negli Usa, sono stati proprio gli abitanti di San Antonio che, negli ultimi tempi, non riuscivano a capire per quale oscuro motivo le porte elettroniche dei loro garage si bloccassero.
Con il crescere delle unità di hackeraggio nella zona, i black out casalinghi diventavano sempre più frequenti.
Finché i responsabili dell’unità locale dell’Nsa non sono stati costretti ad ammettere alle autorità che, nella cittadina, la centrale informatica del Tao rilasciava segnali sulle stesse frequenze radio dei telecomandi dei residenti.
LA FABBRICA DEGLI HACKER. Il salto di qualità era avvenuto con l’acquisto, nel 2005, di un ex complesso industriale della Sony, nella parte occidentale di San Antonio: la vecchia ed enorme fabbrica di microchip, rilevata dall’intelligence Usa, era la struttura ideale per accogliere, oltre ai circa 2 mila impiegati della base aerea di Lackland, una comunità di hacker sempre può numerosa e sofisticata.
Fondata nel 1997, la squadra di geni informatici della difesa e dell’antiterrorismo (inizialmente con base a Fort Meade, in Maryland) è programmata in espansione, entro il 2015, da 60 a 270 super-specialisti del computer.
OBIETTIVI IN 89 PAESI. Solo nella seconda metà degli Anni 2000 i maghi del Tao hanno spiato 258 obiettivi in 89 Paesi del mondo. E dal 2008 al 2015, il numero dei loro software passerà da tre a 38. La crescita dell’unità texana di San Antonio viene definita «impressionante» dai cronisti dello Spiegel, che hanno avuto accesso ai documenti riservati dell’Nsa.
Ma non è l’unico team al lavoro: la rete del Tao, dalle informazioni del settimanale tedesco, sarebbe ramificata con divisioni alle Hawaii, in Georgia, Colorado, nella vecchia Fort Meade e anche all’estero, con antenne, per esempio, a Francoforte sul Meno.
SPIONAGGIO A 360 GRADI. Per le operazioni di spionaggio informatico, l’Nsa lavora, da 15 anni, gomito a gomito con l’intelligence esterna (Cia) e la polizia dell’Fbi, oltre che con i servizi segreti filo-occidentali. I mezzi a disposizione dei pirati digitali sono infiniti: qualsiasi network Internet o telefonico, anche schermato, può essere violato, grazie a un «accesso pervasivo e persistente della Rete globale».
Dai protocolli interni della Tailored access operations emerge inoltre come gli attacchi informatici, anche aggressivi, siano parte integrante delle missioni militari del Pentagono. In altre parole, gli hacker hanno pieno mandato del governo ad agire.

Dalle mail ai sistemi industriali e di vigilanza: i ferri del mestiere dei baby spioni

La sede della National security agency.La sede della National security agency.

Missione compiuta, come sugli atti, significa infiltrare reti telefoniche e mail protette di capi di governo vittima di spionaggio dell’Nsa come la cancelliera tedesca Angela Merkel e la presidente del Brasile Dilma Rousseff.
Per gli specialisti, decriptare Blackberry e posta riservata è un gioco da ragazzi: le loro operazioni coperte spaziano dalle operazioni tradizionali di spionaggio al controterrorismo informatico, fino agli attacchi cybernetici come quello sferrato – insieme con l’intelligence israeliana – contro Teheran per bloccare le centrifughe nucleari iraniane, scoperto nel 2010.
85 MILA PC AL SETACCIO. Entro il 2013, il budget dell’intelligence Usa prevedeva di infiltrare circa 85 mila computer, sparsi nel mondo, con programmi di spionaggio multimediale sempre più sofisticati.
Per penetrare nei pc, tuttavia, gli agenti dell’Nsa continuano spesso a impiegare il vecchio sistema dei messaggi spam infettati da virus, ben collaudato dai network criminali.
Entrare nelle mail di account ufficiali è relativamente facile. Da lì, gli smanettoni dell’Nsa iniziano a drenare dati a governi, personaggi pubblici e istituzioni, arrivando poi agli indirizzi Ip e ad altre mail di funzionari e collaboratori.
IL BACO DEGLI SPAM. Di passaggio in passaggio, l’intelligence americana riesce a controllare anche video della sicurezza di Paesi stranieri e sistemi informatici industriali come lo Scada, impiegato nelle fabbriche e nelle centrali energetiche.
Dal Texas, la centrale del Tao è in grado di captare qualsiasi informazione dai vicini Stati dell’America latina. Ma è strategica anche per convogliare verso Washington le informazioni che arrivano dal Medio Oriente, passando attraverso i cavi in fibra ottica sottomarini Sea-Me-We4 (South East Asia-Middle East–Western Europe 4), tra i cui azionisti spiccano la vecchia France Telecom (poi Orange) e Telecom Italia Sparkle.
LA DORSALE DI TELECOM. Dall’India al Golfo Persico, dal Medio Oriente alla Sicilia, il fiume di informazioni raggiungeva poi gli strateghi Oltreoceano, attraverso altre dorsali Internet e il coordinamento tra sedi centrali e periferiche Tao.
Grandi vecchi, con all’opera civil servant sempre più piccoli. Smessa la divisa da generale Keith Alexander, direttore uscente dell’Nsa, di raduno in raduno avrebbe selezionato hacker sempre più giovani. Baby spioni neolaureati, nativi digitali, intelligenti e molto smart.

http://www.lettera43.it/tecnologia/informatica/datagate-nuovi-documenti-pc-sotto-controllo_43675118817.htm

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