Il Nobel della Pace

OBAMA SE NE FREGA DELL’ONU – UNA FONTE DEL PENTAGONO: “A PARTIRE DA GIOVEDÌ TRE GIORNI DI RAID” LIMITATI NELL’OBIETTIVO E MIRATI A MANDARE UN MESSAGGIO AL REGIME DI DAMASCO

Nell’azione militare “sarebbero impiegati missili lanciati dalle navi americane già presenti nel mediterraneo”. Circoscritti i bersagli da colpire, di “natura militare” ma “non necessariamente correlati agli arsenali chimici”. il rinvio del bilaterale Usa-Russia…

Repubblica.it

OBAMA VERSIONE MARINEOBAMA VERSIONE MARINE

Si attende la risposta unanime della Comunità internazionale sull’attacco in Siria. La Gran Bretagna di Cameron è pronta e sta preparando i piani per l’intervento militare. L’uso delle armi chimiche “è completamente e assolutamente aberrante ma qualsiasi decisione deve essere presa rigorosamente in un ambito internazionale”, ha detto il premier britannico che ha convocato il Parlamento per giovedì.

obama assadOBAMA ASSAD

Barack Obama però ha iniziato a muoversi. Le forze armate americane sono “pronte ad andare” se il presidente lo ordinasse, ha detto il segretario alla difesa, Chuck Hagel. Una serie di attacchi limitati potrebbero essere lanciati “a partire da giovedì”, ha detto alla Nbc una fonte dell’amministrazione Usa. “Tre giorni di raid” sarebbero limitati nell’obiettivo e mirati a mandare un messaggio al regime di Damasco, ha detto la fonte.

E l’opposizione siriana ha già consegnato alle potenze occidentali una lista di possibili obiettivi per l’attacco. Se passasse troppo tempo Assad potrebbe attaccare di nuovo, ha spiegato il generale maggiore dell’sercito libero dei ribelli Salim Idris, “e sterminare dalle 20 alle 30 mila persone”.

BASHAR ASSADBASHAR ASSAD

“E’ già pronto un piano per un intervento militare in Siria”, scrive oggi il ‘Washington Post‘: “Dovrebbe avere portata e durata ben limitate”. Per il Post si tratterebbe di “un attacco lampo, da condurre per non più di due giorni al massimo”.

SIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOSIRIA VITTIME DEL GAS NERVINO

I bersagli. Nell’azione militare “sarebbero impiegati missili lanciati dalle navi americane già presenti nel mediterraneo”. Circoscritti i bersagli da colpire, di “natura militare” ma “non necessariamente correlati agli arsenali chimici”. Tre i fattori indispensabili per passare all’azione: “Completamento delle indagini degli ispettori dell’Onu sull’effettiva responsabilità di Assad nella strage del 21 agosto scorso a Damasco. Luce verde dagli alleati e dallo stesso congresso e infine determinazione di una ‘valida giustificazione’ del blitz sulla base del diritto internazionale”.

SIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOSIRIA VITTIME DEL GAS NERVINO

La Nato discuterà giovedì prossimo della situazione. La riunione si terrà a Bruxelles, nel quartiere generale dell’Alleanza atlantica. Mentre è stata rinviata a domani la seconda visita degli ispettori Onu al sito del presunto attacco con armi chimiche nei sobborghi orientali di Damasco.

david cameron con i militariDAVID CAMERON CON I MILITARI

Intanto, il rinvio del bilaterale Usa-Russia è stato commentato dalla diplomazia di Mosca come un “incoraggiamento all’intrasigenza armata dell’opposizione siriana, in previsione di un’interferenza militare esterna”. Lo ha reso noto il portavoce del ministro degli esteri russo, Alexander Lukashevich. “Occorre attendere la relazione finale degli ispettori dell’Onu” ha detto. In ogni caso la Siria non sarà all’ordine del giorno del prossimo vertice G20 di San Pietroburgo – dove si incontreranno anche Putin e Obama – ma la situazione relativa a Damasco, potrebbe essere affrontata in riunioni bilaterali “a margine”, ha detto lo sherpa del presidente russo, Xenia Yudaesva.

Emma BoninoEMMA BONINO

La Comunità internazionale. L’Italia “non prenderebbe parte a soluzioni militari al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu”, ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino alle Commissioni Esteri congiunte. Nello stesso tempo, ha aggiunto, “si rafforza l’ipotesi che siano state le forze armate siriane a far uso di armi chimiche, sulla base di informazioni di intelligence che sono condivise dai partner e sulla base di testimonianze di operatori sanitari”.

ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE ONUASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE ONU

Per Bonino però “non c’è una soluzione militare al conflitto in Siria, si deve continuare ad operare con grande determinazione per una soluzione politica, che si chiami Ginevra 2, un negoziato per avviare una soluzione di lungo periodo in Siria e nell’intera regione”. “Ribadisco – ha aggiunto – che l’Italia non intende fornire armi all’opposizione siriana”.

27 AGO 2013 13:23

1. OBAMA HA RICEVUTO IL NOBEL PER LA PACE SENZA AVER FATTO NULLA PER LA PACE, E ORA CREDE DI RISOLVERE IL PROBLEMA SIRIANO CON LE ARMI. NON GLI È BASTATO L’IRAK? – 2. DODICI ANNI DI COMBATTIMENTI IN AFGHANISTAN NON HANNO PRODOTTO LO STRACCIO DI UN REGIME ACCETTABILE. E ABBIAMO VISTO I RISULTATI OTTENUTI IN LIBIA: UNA GUERRA INCOMPRENSIBILE, CHIAMATA DI LIBERAZIONE, CHE HA PORTATO ALL’UCCISIONE DI GHEDDAFI, I CUI SUCCESSORI SI SONO RIVELATI FORSE PIÙ CRUDELI DI LUI – 3. IL MINISTRO EMMA BONINO PRIMA AFFERMA CHE “NON C’È SOLUZIONE MILITARE AL CONFLITTO SIRIANO MA SOLO POLITICA”. E POI SI NASCONDE DIETRO LO SCUDO ONU: “L’ITALIA NON PRENDERÀ PARTE A SOLUZIONI MILITARI AL DI FUORI DI UN MANDATO DELL’ONU” –


1 – SIRIA, CAMERON: «PREPARIAMO PIANO MILITARE» LA BONINO: «ITALIA FUORI SENZA MANDATO ONU»
Da “Corriere.it”

ALFANO, LETTA, BONINO TRISALFANO, LETTA, BONINO TRISLa crisi siriana sta spingendo le varie diplomazie internazionali a schierarsi. Spinte dalle dure parole del segretario di Stato John Kerry nei confronti del regime di Assad. «L’Italia non prenderà parte a soluzioni militari al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu» ha detto il ministro degli Esteri Emma Bonino alle Commissioni Esteri congiunte.

bonino amato enrico lettaBONINO AMATO ENRICO LETTAMa da Londra arrivano segnali di un imminente attacco occidentale alla Siria: «Le forze armate britanniche stanno mettendo a punto un piano di emergenza nell’eventualità di una risposta militare al presunto attacco chimico in Siria» fa sapere Downing Street.

LETTA ALFANO BONINOLETTA ALFANO BONINOBONINO – «Si rafforza l’ipotesi che siano state le forze armate siriane a far uso di armi chimiche, sulla base di informazioni di intelligence che sono condivise dai partner e sulla base di testimonianze di operatori sanitari» ha spiegato la Bonino.
Che però ha poi precisato: «Non c’è soluzione militare al conflitto siriano» e bisogna andare nella direzione di una «soluzione politica».

ENRICO LETTA ALLA CAMERA TRA ALFANO E BONINOENRICO LETTA ALLA CAMERA TRA ALFANO E BONINODOWNING STREET – Ma nonostante le perplessità italiane un intervento militare sembra sempre più vicino: «La comunità internazionale deve rispondere al presunto attacco chimico in Siria» fa sapere per bocca di un portavoce il premier britannico David Cameron.

Emma BoninoEMMA BONINOLA TURCHIA – E ai favorevoli ad un intervento militare (Usa, Gran Bretagna, Francia, Arabia Saudita) si aggiunge anche la Turchia che per bocca del ministro degli Esteri, Ahmet Davutoglu, ha definito un «crimine contro l’umanità» a cui data «risposta» il presunto attacco lealista con armi chimiche del 21 agosto alla periferia est di Damasco, e ha ammonito che per la comunità internazionale si tratta di un «test» vero e proprio.

cameron obamaCAMERON OBAMA«Questo è un crimine contro l’umanità, e un crimine contro l’umanità non deve rimanere senza risposta», ha insistito Davutoglu. «Ciò che occorre sia fatto, va fatto. È chiaro che adesso la comunità internazionale si trova di fronte a un test», ha avvertito. Lunedì lo stesso ministro aveva affermato che la Turchia sarebbe pronta a unirsi a qualunque coalizione si formasse per intervenire militarmente in Siria contro il regime di Bashar al-Assad, anche qualora non fosse possibile raggiungere un ampio consenso al riguardo in sede di Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e dunque persino in assenza di uno specifico mandato Onu.
2 – NON SPINGETE L’ITALIA IN UN’ALTRA GUERRA INUTILE
Vittorio Feltri per “Il Giornale

BASHAR ASSADBASHAR ASSADSIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOSIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOChiunque, per quanto ci¬nico e indifferente, com¬prende la tragedia della Siria con i suoi morti ammazza¬ti, i bambini orfani, le città deva¬state da perduranti violenze. E chiunque avverte l’esigenza di non rimanere inerte di fronte al¬lo scempio. Ma la domanda che bisogna porsi, e che merita una risposta lucida, è la seguen¬te: cosa fare di concreto per aiu¬tare un popolo dilaniato dalla guerra civile? Gli Stati Uniti, sollecitati da più parti, meditano di interveni¬re militarmente. Anzi, hanno già deciso di mobilitarsi.

SIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOSIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOL’In¬ghilterra, loro cugina insepara¬bile, pensa di fare altrettanto. Ed entrambi i Paesi, manco a dirlo, chiedono all’Europa di partecipare alla spedizione, a parole umanitaria. Si può fare? Tutto si può fare, ma conviene? E conviene a chi? L’Europa non ha una politica estera condivi¬sa, ogni Stato membro pedala per conto proprio. La cancellie¬ra Angela Merkel, anche se si considera una regina, rappre¬senta solo se stessa ed è troppo impegnata in campagna elettorale per assumere la leader¬ship continentale.

SIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOSIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOBarack Obama ha ricevuto il Nobel per la pace senza aver fatto nulla per la pace, e ora crede di risolvere il proble¬ma siriano con le armi. Non gli è basta¬ta l’esperienza dell’Irak? Anche noi (io personalmente) ci illudevamo che fosse esportabile la democrazia in Pae¬si che non sanno neppure che cosa es¬sa sia. Oggi constatiamo che l’eredità di Saddam Hussein è stata gestita dai militari al peggio: la situazione a Ba¬gdad è disastrosa e minaccia di ulte¬riormente degenerare.

SIRIA VITTIME DEL GAS NERVINOSIRIA VITTIME DEL GAS NERVINODodici anni di combattimenti in Af¬ghanistan non hanno prodotto lo straccio di un regime accettabile. E ab¬biamo visto i risultati ottenuti in Libia: una guerra incomprensibile, chiama¬ta di liberazione, che ha portato all’uc¬cisione di Muammar Gheddafi, i cui successori si sono rivelati suoi epigo¬ni, forse più crudeli di lui. Noi italiani siamo stati costretti, tirati per i capelli, a scendere in battaglia e abbiamo ab¬bandonato sul campo contratti van¬taggiosi dei quali si è appropriata la Francia. Bell’affare.

RECEP ERDOGANRECEP ERDOGANAbbiamo sparpagliato contingenti di nostri soldati in mezzo mondo, dal Libano al Kosovo fino alla Somalia, spendendo montagne di miliardi sen¬za avere alcunché in cambio. Perdite, perdite, soltanto perdite. Di vite uma¬ne e di quattrini. E che dire dell’Egit¬to? Abbiamo ingenuamente salutato la deposizione di Hosni Mubarak co¬me l’inizio della primavera araba.

ASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE ONUASSEMBLEA GENERALE DELLE NAZIONI UNITE ONUAb¬biamo applaudito entusiasti ai rivolu¬zionari, convinti che grazie a loro il Medio Oriente sarebbe risorto, la¬sc¬iandosi alle spalle una tradizione se¬colare di dispotismo sostenuto da pre¬testi religiosi. Abbiamo sbagliato tut¬to e non abbiamo capito nulla di quel¬le terre infernali dove esistono solo il petrolio e un fanatismo malvagio e fe¬roce: terrorismo, teste tagliate, stragi.

VITTORIO FELTRIVITTORIO FELTRINonostante ciò continuiamo ad ave¬re la presunzione di possedere la forza per educare certa gente alla democra¬zia, piegandola agli schemi occidenta¬li, peraltro imperfetti, vecchi e stantii nonché bisognosi di profonde revisio¬ni. Non ci vengano a chiedere, statuni¬tensi e inglesi, di aderire a una grande alleanza per sconfiggere i cattivi che seminano odio e morte in Siria, quan¬do non siamo in grado di identificare i cattivi separandoli dai buoni. Chi so¬no i buoni e chi sono i cattivi?

GUERRA iraqGUERRA IRAQInutile e dannoso tuffarsi in acque torbide sognando di ripulirle con la nostra presenza di infedeli, giudicati tali, perlomeno, da coloro che vorrem¬mo soccorrere. Non abbiamo né i mez¬zi né la voglia di buttarci in un conflit¬to del quale vediamo gli effetti, ma ignoriamo le cause. Prima regola, non mettere il becco in casa d’altri. Secon¬da regola, certi contenziosi giova che siano i litiganti stessi a dirimerli secon¬do il loro stile. Una nostra ingerenza complicherebbe soltanto il raggiungi¬mento di una pace, fra l’altro improba¬bile.

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