Siria: Strage degli innocenti e i suoi nuovi obiettivi!

 

Amin Hoteit, Global Research, 30 luglio 2013

Secondo le ultime notizie, a questo 29 luglio 2013, almeno 210 cittadini militari e civili siriani sarebbero stati uccisi durante il massacro, del 26 luglio, operato dai gruppi terroristici contro il popolo di Khan al-Assal, una cittadina a ovest di Aleppo, 75 civili sarebbero ancora prigionieri, 65 persone sono ancora sotto le macerie delle case bombardate ed altre 75 sarebbero ancora sotto assedio. [1] [2] [Nota di Mouna Alno-Nakhal].

945754Quando i Fratelli musulmani hanno iniziato a prendere il potere in Siria, furono costretti ad ammettere che il popolo siriano che li ha subiti per decenni non ha dimenticato i loro fallimenti e non è pronto a farsi imbrogliare dai loro slogan islamici [3]. Riluttanza che pensavano di poter vincere ricorrendo alle peggiori violenze e alle ripetute menzogne per costruire il consenso che avrebbe dovuto portare all’intervento militare internazionale in Siria. Falsificazioni incessanti sono diventate argomento per tutte le parti interessate nel distruggere il ruolo centrale e strategico della Siria nella sua lotta contro il piano di USA e sionisti per rimodellare il Medio Oriente, l’argomento forte era “il regime uccide il suo popolo!”. Argomento prefabbricato dai regimi arabi e dai loro alleati regionali e internazionali, desiderosi di vederli prendere il potere per far rispettare i loro contratti siglati con l’occidente [4] [5].
Dopo aver trasformato in “rivolta armata” le legittime aspirazioni del popolo, che lo Stato siriano si era impegnato a soddisfare con l’immediato avvio di una serie di riforme politiche, hanno deliberatamente reagito con un “piano prestabilito” per sabotare ogni processo di riforma, negando tutto ciò che è voluto dal popolo siriano e dal Presidente che ha scelto. Questo è il motivo per cui continuano ad imporre condizioni incompatibili con la volontà popolare. È per questo che ancora si rifiutano di sottoporsi al voto delle urne, con ciò dimostrando di sapere perfettamente di essere trascurabili nella nazione che, nella sua stragrande maggioranza, si è rifiutata di consegnargli le redini del potere, per la ragione che è pienamente consapevole delle loro attività, del loro rifiuto ad ogni alterità e della loro volontà di operare per conto di altri Paesi contro gli interessi della nazione e della Patria. Di fronte a questo rifiuto, i Fratelli musulmani a volte sostenuti dalle forze takfiriste del wahhabismo, dalle forze di al-Qaida, al-Nusra e tutto il resto, hanno iniziato ad uccidere il popolo siriano per poi rigettarne la responsabilità sul governo siriano. Questo per raggiungere tre obiettivi:
1. Demonizzare lo Stato siriano in conformità con lo slogan “il regime uccide il suo popolo.”
2. Spingere i riluttanti a dissociarsi dal loro governo legittimo per diventare “carne da cannone” al servizio dei terroristi presentati quali rispettabili rivoluzionari siriani.
3. Emozionare l’opinione pubblica mondiale sul tema “la difficile situazione del popolo siriano” e quindi creare una coalizione internazionale unita e complice che risponda al bisogno di militarizzare la loro presunta nobile rivoluzione con il pretesto dell’autodifesa.
Obiettivi ampiamente raggiunti grazie ai media, che hanno superato le loro aspettative nell’inventare altre stragi, raccogliendo immagini da Libano, Iraq o in Afghanistan, immagini dei massacri perpetrati da NATO, Israele o al-Qaida, e usate per illustrare i cosiddetti “crimini del regime siriano”. [6] Sì, questa campagna mediatica fasulla ha ampiamente raggiunto i suoi obiettivi dal momento che molte persone sincere sono cadute nella trappola, permettendo ai Fratelli musulmani e soci di precedere al passo successivo nella gestione delle due stragi, i cui principali obiettivi sono:
1. Punire i cittadini siriani che resistono alla disinformazione e rimangono fedeli al loro Stato e alla loro leadership, pur continuando a lavorare per salvaguardare la vita e la produttività del Paese. Da qui gli attentati con le autobombe a tutto campo, soprattutto ad Aleppo e Damasco, e in caso contrario procedendo più sbrigativi nei loro massacri.
2. Sprofondare i siriani in una situazione di stress e tristezza, mantenendo la pressione per creare condizioni compatibili con una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, o qualsiasi altra istanza decisiva in materia di pace e diritti umani, che condanni lo Stato siriano a favore della cosiddetta rivoluzione siriana.
Questa seconda fase è certamente riuscita a mietere ancora più vite e a seminare ulteriore distruzione, ma non è riuscita a raggiungere gli obiettivi principali. Al livello nazionale, dopo ogni eccidio il popolo siriano reagisce rimettendo in sesto il proprio Paese e procedendo ancora più convinto nella propria scelta. A livello internazionale, e nonostante il fatto che “la comunità degli aggressori” sia riuscita a far passare alcune risoluzioni sleali, non riusciva ad ottenere il tanto atteso mandato per intervenire direttamente in Siria. Alla coscienza del popolo siriano si è unita quella dei leader russi e cinesi, con il loro doppio veto nel Consiglio di Sicurezza che ha ostacolato “la diplomazia delle stragi USA-sioniste”, purtroppo favorita da arabi e musulmani! E ora, a seguito di questi fallimenti, dopo le sconfitte inflitte dal popolo siriano e dal suo esercito, dopo aver spinto i loro alleati nella depressione che ha colpito la Fratellanza musulmana in Egitto prima, e che poi ha portato all’”ultimo passo saudita”, consegnando la questione siriana all’intelligence saudita, i cui massacri benedetti dalla comunità degli aggressori sembrano raggiungere nuovi obiettivi! Per dimostrarlo, basta guardare i casi più recenti: Germana [80 morti] e Khan al-Assal costata la vita a più di 200 civili e militari. Quest’ultimo massacro ovviamente ha i seguenti obiettivi:
1. Nascondere il fatto che i criminali terroristi hanno utilizzato armi chimiche in quella stessa località, nel marzo 2013, e coprirne le tracce in modo che la commissione d’indagine delle Nazioni Unite [7] non possa svolgere il proprio lavoro; un’indagine richiesta dal governo siriano e ostacolata dagli Stati Uniti che hanno cercato di sfruttare la situazione per far penetrare i loro servizi d’intelligence sul terreno, come avvenne prima dell’invasione dell’Iraq, con il pretesto della famosa ricerca delle armi di distruzione di massa, pretesto che la Russia sembra aver demolito [8]!
2. Diffondere il terrore tra i civili e i militari per spingerli a mollare la lotta, ricordando le tattiche dell’Haganah, “uccidi una persona, si daranno alla fuga in dieci, terrorizzane un centinaio, e avrete l’ambito territorio che occuperete senza combattere.” I gruppi terroristici che operano nel nord della Siria agli ordini dell’Arabia Saudita, per ammissione dei loro capi [9], per occupare Aleppo al più presto, per garantirsi il “riequilibrio” delle forze sul terreno prima di un qualsiasi negoziato per la soluzione politica della crisi siriana [10], dovevano solo adottare quella stessa tattica sionista, obbedendo agli ordini nel più breve tempo possibile.
Nonostante gli immensi dolore e orrore del massacro di Khan al-Assal, diciamo che questa terza fase dell’escalation del terrore non darà risultati migliori di quella precedente. Da un lato, la Siria e i suoi alleati non cadranno nelle trappole tese dai padroni statunitensi e sauditi dei terroristi. D’altra parte, il popolo siriano, il suo esercito e il suo governo sono determinati a combattere e a difendersi fino alla vittoria. Quanto al trito pretesto delle ADM, cioè le armi chimiche, crediamo che le prove che potranno essere presentate dalla Siria e quelle raccolte sul terreno dalla Russia, saranno sufficienti per condannare i terroristi. Infine, chi immagina che occupando Aleppo la trasformino nella “capitale del terrorismo”, deve essere pronto a perdere le proprie illusioni. L’esercito siriano si prepara. Restano poche settimane prima di schiacciare l’abominio terrorista, come è successo ad al-Quseir, ad Homs e altrove. Ancora poche settimane prima di ripulire i quartieri ancora infestati!

Dottor Amin Hoteit, 29/07/2013, al-Thawra 
Articolo tradotto dall’arabo da Mouna Alno-Nakhal per Mondialisation.ca

Note:
[1] Mass execution of Syrian Soldiers coincide with CW investigation
[2] Derniers détails sur les massacres à Khan Al-Assal
[3] Syrie: Vous, les réactionnaires, vous avez échoué!
[4] Un accord secret entre Obama et les Frères Musulmans pour céder 40% du Sinaï à Gaza?
[5] Et pour 8 milliards de dollars!
[6] BBC News uses ‘Iraq photo to illustrate Syrian massacre’
[7] Arrivée à Damas des experts de l’ONU pour les armes chimiques (AFP)
[8] Vidéo / Syrie: les rebelles ont utilisé du gaz sarin affirme M. Vitali Tchourkine, ambassadeur de la  Russie auprès de l’ONU 
[9] Offensive imminente des rebelles à Alep à la demande de Riad
[10] Syrie: Alep ou le «déséquilibre» fabiusien!

Il Dottor Amin Hoteit è analista politico, esperto di strategia militare ed ex-generale di brigata libanese.
Copyright © 2013 Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Annunci

Informazioni su totolemako

vecchio studente con curiosità nuove e infinite delusioni dalla stampa omologata Vedi tutti gli articoli di totolemako

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: