STRAGE DI BOSTON – IL CREMLINO

AVVEVA AVVERTITO L’FBI: “ATTENTI A TAMERLAN TSARNAEV”

Dietro la telefonata di ringraziamento di Obama a Putin, una clamorosa svista della sicurezza nazionale – Nel 2011 il governo russo segnalò Tsarnaev come un “seguace del fondamentalismo islamico capace di arruolarsi in organizzazioni clandestine” – Altro che grande successo dell’intelligence….

Federico Rampini per La Repubblica

«Hanno fallito perché l’America non si lascia terrorizzare, abbiamo mostrato il nostro carattere». Barack Obama chiude una settimana tremenda, dall’attentato di Boston alla spettacolare caccia all’uomo sfociata nell’uccisione di Tamerlan Tsarnaev e la cattura del fratello Dzhokhar. Obama elogia le forze dell’ordine per la rapidità di una missione portata a termine in soli quattro giorni.

VLADIMIR PUTIN E BARACK OBAMA jpeg

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Ma il presidente aggiunge quello che sta nel cuore dei suoi concittadini: «Restano molte domande senza risposta. Tra queste: perché dei giovani che sono cresciuti qui e hanno studiato qui, come membri della nostra comunità e della nostra nazione, hanno fatto ricorso a una simile violenza? Come hanno pianificato e realizzato i loro attacchi? Hanno ricevuto qualche aiuto? Le famiglie delle vittime hanno diritto a una risposta. I sopravvissuti che ora devono reimparare a stare in piedi e a camminare, meritano una risposta».

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L’elenco delle domande è lungo e accurato. È la descrizione di una missione che continua, il compito che Obama affida all’Fbi e alla Cia. Assicura di avere dato ordine che «tutta l’intelligence mobiliti le sue risorse in questa indagine». Ma l’intelligence stessa è uno dei bersagli delle prime polemiche che già divampano. La stessa Fbi ha dovuto confermare che nel 2011 ricevette dal governo russo una richiesta d’indagare su Tamerlan Tsarnaev.

La segnalazione arrivò dalla Russia prima di un viaggio di Tamerlan in Cecenia. L’Fbi lo interrogò, mise sotto sorveglianza i suoi accessi a Internet, poi archiviò il caso senza alcun seguito. I genitori di Tamerlan accusano l’Fbi di averlo manipolato o intrappolato, ma senza arrivare a queste dietrologie l’ipotesi è quella dell’inefficienza. I russi lo avevano segnalato come «seguace del fondamentalismo islamico capace di arruolarsi in organizzazioni clandestine». Ora quel flop dell’Fbi fa scattare un attacco della destra contro la riforma dell’immigrazione di Obama.

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Mentre il presidente vuole rendere l’America ancora più accogliente per gli stranieri, e giovedì è iniziato l’iter della riforma al Senato, il senatore repubblicano Charles Grassley lancia un altolà: «Alla luce degli eventi di questa settimana – dice Grassley – è importante capire buchi e lacune del nostro sistema di immigrazione. Lo status di immigrazione di questi individui che hanno terrorizzato le comunità del Massachusetts contribuirà a far luce sulle fragilità del nostro sistema».

La famiglia Tsarnaev arrivò negli Stati Uniti nell’aprile 2002 con un visto turistico valido 90 giorni, poi una volta sul territorio Usa chiese l’asilo politico; il fratello minore ottenne la cittadinanza l’11 settembre 2012, il maggiore fece domanda e la sua pratica stava procedendo senza particolari ostacoli.

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Obama risponde all’obiezione anti-immigrati nel suo discorso alla nazione: «Non spezziamo i legami che ci uniscono fra noi. La nostra forza è l’unità nella diversità, più di qualsiasi altra nazione al mondo. Nessuno deve trarre conclusioni frettolose, che coinvolgono intere categorie di persone». È il rifiuto di demonizzare le comunità di immigrati di religione musulmana, come i ceceni.

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Tuttavia lo stesso presidente implicitamente sembra aver riconosciuto che qualcosa non ha funzionato, telefonando a Vladimir Putin per ringraziarlo della cooperazione anti-terrorista la sera stessa della cattura del secondo ceceno in fuga: quasi un’ammissione che i russi avevano visto giusto nel 2011, e la loro segnalazione avrebbe potuto evitare una tragedia.

Un altro fronte di polemiche si è aperto sul trattamento di Dzhokhar dalla sua cattura in poi. Seguendo le direttive del ministro di Giustizia Eric Holder, gli inquirenti non hanno letto al prigioniero (in ospedale per le ferite) i Miranda Rights.

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Chiamati così secondo una sentenza della Corte suprema del 1966, i Miranda Rights sono il diritto a tacere per non auto-incriminarsi e il diritto ad avere l’assistenza immediata di un legale durante l’interrogatorio. L’Amministrazione Obama fu criticata dalla destra perché nel Natale 2009, quando un terrorista tentò di farsi esplodere sul volo Amsterdam-Detroit, i
Miranda Rights gli vennero letti appena 50 minuti dopo la cattura e lui si rinchiuse nel silenzio.

ATTENTATO ALLE TORRI GEMELLE DEL NOVANTATREATTENTATO ALLE TORRI GEMELLE DEL NOVANTATRE

Stavolta Obama ha scelto una linea più dura, invocando l’eccezione ammessa dalla stessa Corte suprema quando ci sia un pericolo immediato per la pubblica sicurezza. La più importante associazione di difesa dei diritti civili, l’American Civil Liberties Union, ha preso una posizione possibilista: «È accettabile finché lo interrogano solo su pericoli imminenti, come per esempio delle bombe rimaste nascoste ».

Ma da destra arrivano i primi attacchi. Due senatori repubblicani, John McCain e Lindsey Graham, mandano una lettera a Obama: «Dzhokhar deve essere trattato come un terrorista non come un delinquente comune, gli va negato il diritto di non rispondere ». Chiedono che gli sia applicata la definizione di “combattente nemico”, quindi la legge di guerra invece dei diritti costituzionali di un cittadino.

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/strage-di-boston-il-cremlino-avveva-avvertito-lfbi-attenti-a-tamerlan-tsarnaev-54535.htm

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