Guerra di quarta generazione

Pubblicato da irib e ripreso da Rassegna di Arianna del 26-12-2012 (N.d.d.)

Il fiasco militare, le perdite umane e le spese pesantissime delle campagne militari degli Usa e dei suoi alleati in Afghanistan ed Iraq hanno indotto i teorici della guerra in Occidente alla creazione di un modello di guerra che potremmo chiamare di “quarta generazione”; un modello messo in atto in Libia e che attualmente viene usato ai danni della Siria.

Nella guerra di quarta generazione il confronto militare non è diretto, almeno nella fase iniziale, ed il grosso della guerra è svolto invece da una operazione pesante di guerra psicologica che si realizza con un diretto attacco alle menti dei membri del fronte nemico, soprattutto ai danni dei suoi leader politici. In pratica si tratta di rompere la volontà politica dell’avversario. Se nel tipo di guerra di terza generazione, si cercava di occupare direttamente il territorio nemico, nel nuovo modello l’obbiettivo centrale è il “regime change” nel paese aggredito.

La guerra di “quarta generazione”, se condotta correttamente taglia fuori anche la popolazione del paese aggredito; per comprendere la ragione facciamo un esempio. In una guerra come il Vietnam, la popolazione si univa in guerra contro l’aggressore straniero; nella guerra di quarta generazione però la diffusione di menzogne e la guerra psicologica crea divisione tra governo e popolazione e per questo la gente non ha il ruolo di prima.

In pratica uno degli obbiettivi della guerra psicologica a base della guerra di quarta generazione è mettere contro il governo la gente, indebolire gli strumenti di controllo del governo, incoraggiare la gente alla disobbedienza ed al disordine. La guerra quindi assume un aspetto irregolare e si usa a tratti l’opposizione interna e a tratti quella al di fuori del paese; si cerca di creare una sinergia tra le minacce diplomatiche che via via si vanno a formare dall’estero e le azioni di disobbedienza nella nazione.

Il modello è molto crudele perchè solo usando il potere dei media e impiegando il minimo di risorse militari i governi vengono destabilizzati.

 

L’esempio lampante di questa nuova strategia di guerra occidentale è la Siria. La guerra in Siria è iniziata con proteste pacifiche alle quali l’amministrazione Assad rispose con un pacchetto di riforme. In questa situazione però le nazioni occidentali ed alcuni paesi arabi, che forse da tempo aspettavano tale occasione, hanno iniziato a mettere in atto il piano di guerra, seguendo il modello della quarta generazione dei conflitti.

Attraverso il confine con la Turchia migliaia di terroristi armati sono stati introdotti nella nazione e persino le forze di al Qaeda sono state impiegate per destabilizzare il paese. Nel mirino di questa operazione, in primo luogo, sta il sistema coordinato ed efficiente della Siria, ed il potere del governo centrale. Questo potere per circa 60 anni è stato il principale ostacolo alla realizzazione del progetto sionista di controllare una zona che va dal Nilo all’Eufrate. Un elemento che in questa guerra è stato sfruttato ad arte dai nemici della Siria è il pericoloso, violento e disumano odio settario che sta nel wahabbismo, una pericolosa deriva dell’Islam sunnita che ha la maggiore espressione nella monarchia saudita, in al Qaeda ed in realtà come quella dei talebani afgani. Altro elemento che le guerre di quarta generazione prevedono è l’impiego delle tecnologie all’avanguardia. Per la Siria possiamo ricordare le agenzie di intelligence occidentali che forniscono ai ribelli informazioni e foto satellitari sugli spostamenti delle forze siriane; ciò per non parlare dei sistemi di comunicazione, delle armi ed ecc…

Contemporaneamente a tutto ciò tutti i paesi coinvolti nella guerra, in questo caso la Siria, portano avanti anche una azione diplomatica pesante. I ribelli vengono riconosciuti come rappresentanti della nazione nemica, naturalmente viene usato anche lo strumento delle sanzioni.

La parte conclusiva della guerra poi può essere anche l’intervento militare diretto e persino in questa parte si cerca di usare la tecnologia dei droni assassini, per ridurre al minimo le perdite.

Di solito ci sono potenze contrarie a questa fase finale che poi alla fine vengono “comprate” con adeguati incentivi politici o economici.

In generale si può dire che nel modello di guerra di “quarta generazione” dell’Occidente, si cerca di ridurre al minimo l’uso diretto e palese della forza militare e ciò viene riservato solo per la fase finale, per dare il colpo di grazia al nemico già indebolito con tutta una serie di iniziative che non comportano, per gli aggressori, spese eccessive e soprattutto perdita di vite umane. La guerra è basata soprattutto su azioni di carattere psicologico, menzogne dei media, pressioni diplomatiche, sanzioni e sostegno a gruppi terroristici e/o a forze di opposizione armata.
Davood Abbasi

http://www.giornaledelribelle.com/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=1&Itemid=10

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