DRONAMI GIU’, SU QUESTO FREDDO PAVIMENTO

Data: Martedì, 19 giugno @ 17:10:00 CDT
Argomento: Usa

DI PEPE ESCOBAR
asiatimes.com

Lord knows, I should’a been gone
Lord knows, I should’a been gone
And I wouldn’t’ve been here, 
down on the killin’ floor 

- Howlin’ Wolf, Killing Floor

Così come è facile per qualcuno chiuso in una cabina nel deserto del Nevada premere un bottone ed incenerire una festa di matrimonio a Pashtun, nel nord del Waziristan, ora è altrettanto facile per chiunque, con un semplice click, scaricare un file da 359 Kb disponibile su Amazon per soli 8,99 dollari – consegna wireless gratuita – e imparare tutto quello che c’e’ da sapere su TUTTO DRONI.

Tutto questo e’ in linea con la pubblicazione di TERMINATOR PLANET: LA PRIMA STORIA DI GUERRA DRONE, 2001-2050 di Tom Engelhardt – redattore, creatore del blog TomDispatch e “patrimonio nazionale” secondo la precisa definizione del Prof. Juan Cole dell’University of Michigan e di Nick Turse, redattore associato del blog TomDispatch e autore dell’influente saggio del 2008: The Complex: How the Military Invades Our Everyday Lives (Il Sistema: come il Militare ha invaso la nostra vita quotidiana).

Si tratta di un lavoro rivisto e corretto di Tom e Nick, che ci mostrano in dettaglio in che modo il Pianeta “Drones” abbia preso il sopravvento nel corso degli ultimi anni, creando un clima fortemente distopico, estendendosi con le sue Basi Segrete e le sue Piattaforme Offshore; un esercizio narrativo in stile Philip Dick su una peraltro possibile guerra drone-vs.-drone in Africa, nel 2050; con un post-scriptum di notevole effetto intitolato: “America, come uno scintillante drone in cima alla collina”. Mille volte meglio di una fiction, perché…basata su fatti veri.

Uso un MQ-1 Predator o un MQ-9 Reaper?

Questo file digitale diventa ancora più importante ora che gli Stati Uniti e l’opinione pubblica mondiale sanno che il Gran Capo riconosciuto dei Droni è il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama, Capo Supremo, Giudice Ultimo, Grande Inquisitore Digitale, grazie al quale il sospettato musulmano (per ora, almeno, sono tutti musulmani) raggiungerà le sue amate vergini attraverso una morte “mirata”. Obama e’ il primo proprietario della “Lista Nera” dal sapore fortemente orwelliano. E’ lui che decide se qualcuno e’ sospetto o se un gruppo e’ sospetto. Le “nomination” sono stabilite da Obama e dal suo produttore associato, lo zar del contro-terrorismo John Brennan. La logica ci viene dritta dritta da Kafka: chiunque ronzi intorno ad un presunto terrorista è anche lui un terrorista. L’unico modo per averne la certezza però e dopo che muore.
Ed il vincitore dell’Oscar Umanitario per il Miglior Assassinio Mirato Senza Danni Collaterali è…: la Squadra della Morte della Casa Bianca di Obama.

In questo perverso meccanismo sono altrettanto presi di mira e distrutti una serie di obsoleti principi quali: la sovranità nazionale, le leggi fondamentali del diritto americano ed internazionale e qualsiasi altro organismo o principio che fino alla caduta dell’Unione Sovietica definiva chiaramente cosa era pace e cosa era guerra. D’altra parte queste precise classificazioni iniziarono ad essere ignorate e distrutte già fin dai tempi dell’amministrazione Bush – che legalizzò l’uso diffuso e protratto di sessioni di tortura da parte della CIA e dei Corpi Speciali, oltre che le Squadre della Morte. Qualsiasi giurista che si rispetti ne trarrà le inevitabili conclusioni: gli Stati Uniti suono fuori del diritto internazionale – uno stato “canaglia” a suo piacimento, con l’Impero dei Droni venerato come espressione estrema della guerra ombra.

Incenerite il fedele

Leggere le parole “Pianeta Terminator” evoca inevitabilmente un’incestuosa interazione tra Hollywood e il Pentagono. Pur ignorando le note paranoie bislacche degli sceneggiatori e dei produttori di Hollywood, l’aver rispolverato sia Robocop sia Terminator rivela che questa storia non avrà sicuramente un lieto fine.

L’idea che un Impero dei Droni possa finire con l’assumere il controllo totale di ciò che il Pentagono definiva “l’arco dell’instabilità” tra il Medio Oriente e l’Asia centrale – al servizio del Grande Petrolio – è assai ridicola.

Come è ridicola l’idea che un Impero dei Droni attivo in AfPak, Yemen, Somalia e presto in tutti i punti dell’”arco d’instabilità” salverà la patria dalla Jihad, dalla Sharia e dal nuovo Califfato messo su da un mucchio di fanatici e tutti gli altri sunnominati.

Soprattutto ora che lo stesso Pentagono ha abbandonato la retorica e sta spostando il suo asse d’azione puntandolo verso un nuovo potenziale competitor che conta davvero: la Cina.
E che a partire dal 2013 l’esercito statunitense (e i commando dei corpi speciali) verranno inviati in tutto il mondo – in particolare in Africa – secondo un pentagonese “concetto di forze regionalmente allineate”.
E che Southcom ha annunciato che i droni Predator, Reaper e Global Hawk saranno utilizzati in America Centrale e Meridionale per “operazioni antidroga, anti-insurrezionistiche e di vigilanza navale”.

Per quanto sia globale l’Impero dei Droni, questi possono essere efficaci solo se l’intelligenza di terra è efficace. Basta un piccolo esempio. In definitiva, in AfPak non è Obama che redige la Lista Nera. E’ l’ISI pachistano – che passa alla CIA le informazioni che gli fa comodo passare. E questo mentre il Pentagono e la CIA continuano a lavorare sotto l’illusione galattica dell’assoluta supremazia della tecnologia americana – quando non riescono neanche a neutralizzare un rifiorire di bombe artigianali (IEDs) economiche e a basso contenuto tecnologico.

Lo Zio Tom vuole…il tuo culo

Gli americani devono anche guardarsi dall’Impero dei droni Nazionali – visto che il Congresso Americano e il Presidente Obama hanno molto impopolarmente autorizzato l’integrazione dei droni nello spazio aereo degli Stati Uniti entro il 2015; per il 2020 il loro numero raggiungerà perlomeno i 30.000. Per ora il Pentagono possiede “solo” 7.000 droni (dieci anni fa ce n’erano meno di 50). E’ chiaro che la massiccia lobby aziendale dei fabbricanti di droni – come General Atomics – si è rivelata determinante per l’approvazione della nuova legislazione. C’e’ persino un gruppo politico pro-droni di 55 membri del Congresso (e il loro numero sale…) e una lobby mondiale di 507 aziende di 55 stati, la Association for Unmanned Vehicles International, che in pratica detta le regole del gioco.

I toni Orwelliani – e da Philip Dick – sono inevitabili; qui parliamo di sorveglianza con droni, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, di un’enorme parte della popolazione americana, fatta con radar, immagini a infrarossi e termiche, rilevatori wireless e, strategicamente, mezzi per il controllo della folla. Fareste bene a controllare bene il cielo prima di dare il via a una protesta. E aspettatevi l’arrivo imminente di un drone a energia nucleare, che può andare avanti e indietro ininterrottamente per mesi, non solo giorni.

Il file digitale di Tom e Nick è una lettura essenziale per contestualizzare i tratti di un vero e proprio stato di sorveglianza generale di fatto, dove tutti possono essere sospetti per definizione e il solo “vincitore” è il sistema militare-industriale.

Benvenuti a Motown-Dronetown: “ Piccola, non puoi scappare e neanche nasconderti…” “Obama e i Dronellas”, interessa?

Pepe Escobar è l’autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007) e di Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge. Il suo ultimo libro, appena pubblicato, è Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). 
Lo si può contattare all’indirizzo pepeasia@yahoo.com

Fonte: atimes.com
Link: http://www.atimes.com/atimes/Global_Economy/NF16Dj05.html
16.06.2012

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org acuar di SKONCERTATA63

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