L’ossessione di Obama per i droni assassini

 

vimen fonte: http://www.movisol.org

L’ossessione di Obama per i droni assassini

11 giugno 2012 (MoviSol) – Il New York Times del 29 maggio ha pubblicato un profilo devastante del Presidente Obama e della “lista segreta degli eliminandi” che egli approva personalmente. L’articolo si basa su interviste con 36 ex e attuali collaboratori. Gli autori, Jo Becker e Scott Shane, ricordano che Obama è il docente di diritto progressista “che fece la campagna contro la guerra in Iraq e contro la tortura”, il quale si è trasformato in una persona con l’ossessione di uccidere i sospetti terroristi, studiando i casi individuali uno per uno e arrogandosi il potere di decidere chi verrà prescelto.

Da quanto hanno descritto i testimoni, quando Obama “applica la sua abilità di giurista all’antiterrorismo, lo fa di solito per rafforzare, e non per contenere la sua feroce campagna contro Al Qaeda, anche se si tratta di uccidere un cittadino americano in Yemen (una decisione ‘facile da prendere’, ha detto Obama ai suoi)”.

Le fonti hanno anche confermato una pratica che è diventata abituale alla Casa Bianca: per evitare i problemi che sorgono dalla detenzione dei terroristi, ad esempio a Guantanamo, Obama preferisce non fare prigionieri. “Sotto Obama, sono stati uccisi decine di sospetti e uno solo è stato preso in custodia”, notano gli autori.

Viene citato l’ambasciatore USA in Pakistan Cameron Munter, che si è recentemente dimesso perché, dice, ha capito che il suo “lavoro principale era diventato uccidere la gente”. L’ex direttore della National Intelligence ammiraglio Dennis Blair, che Obama aveva licenziato, afferma che la Casa Bianca pensava solo agli attacchi con i droni invece che alla strategia a lungo termine, tanto che gli ricordava l’ossessione con “il conto dei cadaveri in Vietnam”.

Secondo il NYT, ogni settimana si riuniscono un centinaio di funzionari della sicurezza nazionale “per esaminare le biografie di sospetti terroristi e suggerire al Presidente chi debba essere il prossimo a morire. le nominations vanno alla Casa Bianca dove, per ordine di Obama, il Presidente consigliato da Brennan [consigliere anti-terrorismo] deve approvare ogni nome”.

Molti analisti hanno espresso stupore al numero delle vittime civili ufficialmente riportate dalla Casa Bianca nell’ambito dei “danni collaterali”. Alcuni funzionari del governo sostengono che sia dovuto al fatto che tutti i maschi abili, in una zona dichiarata bersaglio, vengono considerati come combattenti, a meno che non si dimostri il contrario dopo il loro decesso. Per questo ci sono state proteste tra i funzionari dell’amministrazione.

Mentre l’uso crescente dei droni da parte di Obama è da tempo nel mirino degli attivisti per i diritti umani e altri gruppi, compreso l’EIR, la denuncia del , che in genere appoggia la politica di Obama, indica una consapevolezza crescente del pericolo rappresentato dall’esecutivo dittatoriale. Infatti, due giorni dopo lo stesso giornale ha pubblicato un editoriale intitolato “Troppo potere per un presidente”.

Nessun presidente, si afferma nell’editoriale, “dovrebbe essere in grado di ordinare unilateralmente l’uccisione di cittadini americani o stranieri lontano da un campo di battaglia, privandoli dei diritti a un equo processo” e senza un organo di controllo esterno.

L’editoriale chiede al Presidente Obama di stabilire direttive chiare su quali siano i bersagli, che permettano alla magistratura di esaminare le prove quando sia coinvolto un cittadino americano e il rilascio degli atti che giustificano l’uccisione.

 


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