NWO: tutte fantasie? NWO: tutte fandonie?

Altro che crisi, tutte le potenze della Terra si stanno avviando verso una nuova corsa al riarmo!

Articolo di Edoardo Capuano

Rapporto di un’agenzia britannica: gli Usa spenderanno 700 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Corsa al riarmo di tutte le potenze atomiche del pianeta!

Nonostante la retorica sul disarmo (sbandierata un po’ da tutti in occasione del rinnovo dei trattati internazionali), la crisi economica globale e i conseguenti tagli ai bilanci statali, le potenze nucleari del mondo si stanno avviando verso una nuova era di armi atomiche. Gli Stati Uniti investiranno nei prossimi dieci anni 700 miliardi di dollari nell’industria nucleare; la Russia spenderà almeno 70 miliardi di dollari solo in sistemi di lancio; Cina, India, Francia, Israele e Pakistan, stanzieranno cifre record per sviluppare i sistemi missilistici tattici e strategici.

Le previsioni sono contenute nel rapporto della britannica Basic (British American Security Commission), istituto che redige studi e documenti composto, tra gli altri, dall’ex segretario della Difesa britannico Malcom Rifkind, dal portavoce dell’attuale ministro della Difesa Menzies Campbell e dall’ex ministro della Difesa Lord Browne. “Beyond the United Kingdom: Trends in the Other Nuclear Armed States” è una review dello stato dell’arte nel campo degli armamenti nucleari che esamina il quadro tecnologico del futuro.

Emerge dalla ricerca che Pakistan e India si stanno orientando su testate nucleari più piccole e leggere, da poter essere utilizzate su brevi distanze per usi tattici o ‘non strategici’. Nel caso di Israele, invece, la taglia dei missili cruise montati sulla flotta di sottomarini è stata aumentata negli anni, e il Paese sembra essere indirizzato – sulla scorta del proprio programma di un sistema di lancio missilistico – allo sviluppo di un missile balistico intercontinentale.

Per ciascuno degli attori, la nuova corsa al riarmo nucleare sembra essere motivata dalla vulnerabilità percepita di fronte ai nuovi sviluppi nucleari e convenzionali altrove, in un devastante effetto-domino. Ad esempio – si legge nel rapporto – la Russia è preoccupata per i programmi statunitensi chiamati ‘Conventional Prompt Global Strike’; così anche la Cina, che analogamente teme gli Usa ma anche l’India, mentre quest’ultima struttura la propria politica sulle paure del nucleare cinese e pakistano. E i pakistani, ovviamente, devono reagire alla ‘superiorità delle forze convezionali indiane’.

In un’analisi Paese per Paese (escluso l’Iran) il Basic offre il seguente scenario:

Stati Uniti: il già citato investimento di 700 miliardi di dollari in dieci anni. Ulteriori 92 miliardi di dollari verrano spesi per nuove testate nucleari. Costruzione di 12 sottomarini equipaggiati con missili balistici. Costruzione di missili Cruise aria-terra.

Russia: 70 miliardi di dollari nella triade terra-aria-mare, entro il 2020. Sistema balistico intercontinentale semovente con testate multiple e una nuova generazione di sottomarini equipaggiati con Cruise e sistemi balistici. Costruzione – non annunciata ufficialmente, ma ventilata dagli analisti – di sistemi missilistici a corto raggio per dieci brigate.

Cina: costruzione di un arsenale semovente a corto e lungo raggio con testate multiple. Cinque sottomarini in grado di lanciare dalle 36 alle 60 testate balistiche.

Francia: completamento di quattro nuovi sottomarini con missili a lungo raggio e testate rinforzate. Modernizzazione della flotta dei bombardieri strategici.

Pakistan: estensione della gittata dei missili Shaheen II, sviluppo di Cruise nucleari, realizzazione di testate più piccole e leggere. Costruzione di nuovi reattori a plutonio.

India: sviluppo della nuova versione dei missili terra-aria Agni, in grado di raggiungere tutto il Pakistane e gran parte della Cina, compresa Pechino. Sviluppo di un missile cruise mare-terra e progetto di costruzione di cinque sottomarini con testate nucleari balistiche.

Israele: estensione della gittata dei missili Gerico III, sviluppo di un sistema balistico intercontinentale. Espansione della flotta di sottomarini con testate nucleari.

Corea del Nord: nuovo razzo Musudan, con gittata di 4mila chilometri, in grado di raggiungere il Giappone. Test riusciti del Taepodong-2, con gittata di 10mila chilometri, in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Nel rapporto non è tuttavia chiaro se il Paese ha sviluppato la capacità di dotare tali missili di testate nucleari.

Autore: Luca Galassi

http://www.ecplanet.com/node/2807

 

NWO TUTTE FANDONIE

Venti di guerra: l’Iran sta lavorando al nucleare militare? 8 Nov 2011

Secondo le prime indiscrezioni emerse sul rapporto Aiea l’Iran starebbe portando avanti un progetto di nucleare militare

“L’Iran sta costruendo l’atomica militare”. Dopo che negli scorsi giorni Israele aveva ventilato l’ipotesi di un attacco militare nel caso in cui l’Aiea avesse trovato prove di un programma atomico militare iraniano, ecco che puntuale arriva la prima conferma. A svelarlo è il Washington Post che riporta alcune anticipazioni sul dossier trimestrale sul nucleare iraniano che sarà reso noto domani all’ora di pranzo.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, ad aver fornito le conoscenze necessarie al governo di Teheran avrebbe contribuito uno scienziato russo di nome Vyacheslav Danilenko, esperto di esplosivi nucleari dell’ex Unione Sovietica. Dai documenti consegnati all’Aiea emerge che l’uomo avrebbe iniziato a collaborare attorno alla metà degli anni Novanta con il Centro iraniano di ricerca fisica.

A partire da allora egli avrebbe fornito assistenza per circa cinque anni, tenendo lezioni teoriche e fornendo dossier scientifici su come “costruire detonatori di alta precisione simili a quelli utilizzati per innescare una reazione a catena nucleare”. Danilenko – che ha ammesso la sua collaborazione precisando però che pensava si trattasse di nucleare civile – avrebbe inoltre fornito informazioni preziose per la costruzione del generatore R265, un modello fondamentale per la realizzazione un ordigno atomico. Si tratta di una sorta di guscio in acciaio in grado di contenere l’esplosivo atomico compresso e di farlo detonare nel giro di una frazione di secondo.

Il russo però non sarebbe stato l’unico collaboratore. L’Iran avrebbe ottenuto informazioni importantissime su codici e formule matematiche da altri scienziati stranieri, molti provenienti dalla Corea del Nord, e da Abdul Qadeer Khan, padre del nucleare pachistano.

La questione del nucleare iraniano rischia però di accendere una miccia ancor più potente. Se Usa ed Israele decidessero di ricorrere ad un attacco militare, “le conseguenze – come ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov – potrebbero essere imprevedibili”.

Proprio dal Cremlino sono arrivate le sentenze più dure sull’eventualità di un attacco. “non ci può essere alcuna soluzione militare al problema del nucleare iraniano – ha proseguito Lavrov -. Tutti i conflitti devono essere risolti esclusivamente attraverso i mezzi approvati dalla comunità internazionale nell’ambito della carta dell’Onu”.

Un attacco all’Iran non lascerebbe indifferente neppure la Cina, che da anni ormai mantiene rapporti amichevoli col regime degli Ayatollah, basati sulla cosiddetta “alleanza degli idrocarburi” e recentemente ha investito 40 miliardi di dollari per sviluppare il settore del petrol-gas in Iran, più la costruzione di nuove raffinerie.

Ad ogni modo restano molte zone d’ombra da chiarire sul dossier nucleare iraniano e le prove fin qui fornite sono tutt’altro che schiaccianti. La storia del nucleare iraniano somiglia per molti aspetti a quella delle armi di distruzione di massa di Saddam.

A tal proposito è bene ricordare le parole di Paul Wolfowitz, inventore della dottrina della guerra preventiva, che una volta terminato il conflitto in Iraq ammise seraficamente: “Abbiamo messo l’accento sulle armi di distruzione di massa per motivi burocratici. Erano la sola ragione che poteva mettere d’accordo tutti. Ma in realtà non è mai stata questa la motivazione principale della guerra”.

 

Questa volta però c’è in gioco molto di più. Il rischio di trascinare il mondo intero in un nuovo conflitto planetario sembra piuttosto concreto. Un rischio di cui tutte le parti in gioco sono a conoscenza, ma che per adesso non sembra scoraggiare Israele e Stati Uniti.

A.D.

 

http://www.ilcambiamento.it/guerre/iran_progetto_nucleare_militare.html

 

 

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