Rinuncia alla razionalità

LA NATO ADOTTA LA STRATEGIA DELLA S-RAGIONE. E FORSE E’ VINCENTE.

La NATO sospende le operazioni in Siria”, titola Thierry Meyssan nel suo blog. Più precisamente, l’Alleanza ha sospeso i voli degli aerei radar AWACS che hanno sorvegliato i campi di battaglia siriani fin  dal 2011 (quando l’invasione NATO contro Assad  sembrava imminente,caldeggiata fortemente da Hollande, sauditi  e Erdogan; Obama  vi rinunciò in extremis),  e che da allora hanno continuato ad operare: a favore “dei gruppi jihadisti”, fornendo loro informazioni “che hanno permesso loro di fuggire all’armata araba siriana”; dice Meyssan, che sicuramente è credibile perché ha buoni contatti con l’intelligence di Damasco.  Aggiunge: “Ritirando gli AWACS, la NATO intenderebbe  non prendere posizione  nel conflitto che attualmente oppone i curdi fra loro”.

Non mi attento a interpretare questa laconica frase (i curdi si combattono fra loro?), se non per rilevare quanto gli americani coi  loro doppi giochi pro-ISis  ed Erdogan coi suoi, abbiano ormai attorcigliato l’orrendo gomitolo che hanno provocato in Siria. (1)

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Opzione H?

L’establishment americano ha optato per una guerra termo-nucleare?

DI PAUL CRAIG ROBERTS

informationclearinghouse.info

Se si vuole essere un opinionista televisivo americano od un giornalista occidentale venduto, bisogna essere privi di cervello ed integrità, come lo sono Bill O’Reilly, CNN, MSNBC, e il New York Times , Washington Post, Wall Street Journal e via dicendo.

In un’intervista con il presidente Donald Trump, O’Reilly ha detto: “Putin è un assassino”.

O’Reilly è indifferente al fatto che una guerra termo-nucleare distruggerebbe il pianeta Terra. Per O’Reilly, il desiderio di Trump di normalizzare le relazioni con la Russia è un’indicazione del fatto che il Presidente degli Stati Uniti non si fa problemi nel fare affari con degli assassini, come se gli ultimi tre presidenti americani non fossero stati assassini di massa, a proprio agio con la distruzione di tutto o parte di molti paesi e milioni di popoli.

La risposta del presidente Trump ad O’Reilly è stata: “Abbiamo un sacco di assassini anche qui. Cosa pensa – che il nostro Paese sia così innocente?”

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Il buon senso prevarrà?

Trump sta strombazzando per una guerra all’Iran?

DI  SORAYA SEPAHPOUR-ULRICH

globalresearch.ca

La retorica e le azioni dell’amministrazione Trump hanno allarmato il mondo. Le proteste in risposta al suo divieto di visto hanno oscurato e distratto da un’ancor più oscura minaccia: la guerra con l’Iran. La paura della minaccia è maggiore della minaccia stessa? La risposta non è chiara.

Certamente gli americani e non-americani, che pensavano che avremmo avuto un mondo più pacifico, credendo che Trump non volesse iniziare una guerra nucleare con la Russia, ora hanno motivi per smettere di pensarla così. La realtà triste e cruda è che la politica estera degli Stati Uniti è un continuo. Una parte importante di questa continuità è una guerra che è stata condotta contro l’Iran negli ultimi 38 anni, senza sosta.

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Documenti più insoliti?

LA CIA HA PUBBLICATO ONLINE PER LA PRIMA VOLTA 13 MILIONI DI DOCUMENTI DESECRETATI

Dai rapporti sugli avvistamenti Ufo agli esperimenti del progetto Stargate sui poteri psichici, i documenti dell’intelligence americana sono consultabili con un clic
La Cia ha pubblicato online per la prima volta 13 milioni di documenti desecretati

La bandiera della Cia. Credit: Yuri Gripas

Sono circa 13 milioni le pagine dei documenti confidenziali desecretati dalla Cia e diffusi online per la prima volta. I documenti, suddivisi in quasi 800mila file, includono documenti di Henry Kissinger, segretario di Stato durante le presidenze Nixon e Ford, diverse analisi dell’agenzia di intelligence statunitense e ricerche scientifiche.

I file appartenenti al Cia Records Search Tool (CREST) sono stati pubblicati online dopo una causa legale di due anni promossa contro la Cia da un’organizzazione no-profit che lotta per la libertà d’informazione, chiamata MuckRock.

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Un ” grave monito “


“Vere e non vere?”, in che senso?

Dal “PipìGate” verrà il crollo di Casa CIA? Certo di CNN.

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“James Clapper condanna la fuga di notizie ed assicura Trump della sua lealtà: la intelligence community è pronta a servire questa amministrazione”.  Così Politico.com   rende nota la capitolazione.

http://www.politico.com/story/2017/01/clapper-trump-233517

James Clapper è il direttore della National Intelligence  (l’organo unificatore dei numerosi servizi quando parlano alla Casa Bianca)  che qualche giorno fa aveva confermato l’influenza di Mosca nell’elezione di Trump. E l’altro ieri aveva fatto sapere ai media che “l’intelligence” (ossia lui) aveva avvisato discretamente Trump che i russi avevano documenti compromettenti su di lui, tali da ricattarlo.

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Flop!

cia report hacker russi

Il report dell’intelligence sull’influenza russa nelle elezioni Usa è un Flop

FONTE: MOON OF ALABAMA

Ieri il direttore di National Intelligence, CIA, NSA e FBI hanno diramato una relazione riguardo il presunto hacking russo del Democratic National Council e sulla possibile intromissione nell’esito delle elezioni presidenziali. Il report non convince nessuno. È sicuramente un disastro per l’immagine pubblica delle agenzie di sicurezza.

John Harwood si occupa di “economia e politica interna per CNBC e per il New York Times”, ha più di 100.000 seguaci su Twitter. È risaputo essere un supporter di Hillary Clinton e compare di John Podesta, responsabile della campagna della Clinton.

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The loser

Barack Obama, il perdente su tutta la linea dell’anno 2016

 

La risposta assertiva di Vladimir Putin alla sconsiderata corsa verso le sanzioni alla Russia, realizzata da Obama nell’agonia del suo mandato, ha provocato una reazione importante negli Stati Uniti perché, da varie interviste realizzate, viene indicato che molte persone negli USA preferirebbero avere un personaggio come il governante moscovita, nella presidenza di questo paese, piuttosto che lo stesso Obama.

Questo perchè che l’attuazione politica del presidente, destinato ad uscire di scena nei prossimi giorni , è stata una debacle per tutta la nazione USA, visto che ogni suo passo effettuato, si è tramutato in una sconfitta importante per questo personaggio e quello che lui rappresenta.

I fatti comprovano questa affermazione:

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Who makes fakes?

La favola dell’attacco hacker russo si rivela una totale bufala mediatica…le email provengono da un insider di Bernie Sanders

DI MIKE ADAMS

naturalnews.com

Ed ecco che la gigantesca bufala della delirante teoria del complotto della sinistra ha cominciato a sgretolarsi. Dopo aver assistito per giorni a continue dichiarazioni da parte dei media di sinistra a proposito delle email dei democratici hackerate dai “russi” e consegnate a Wikileaks, risulta che le email in realtà sono state fatte trapelare da una persona interna al partito democratico in collera per l’eliminazione orchestrata di Bernie Sanders da parte degli agenti dei Clinton.

Il UK Daily Mail riporta ora che Craig Murray, ex ambasciatore britannico in Uzbekistan, ha incontrato personalmente il leaker (informatore) che gli ha fornito le email poi pubblicate da Wikileaks. Il leaker di email, una persona della cerchia di Bernie Sanders, sarebbe stato spinto dal “disgusto di fronte alla corruzione della Fondazione Clinton e al ribaltamento delle elezioni primarie contro Bernie Sanders,” scrive il Daily Mail.

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Prossimo venturo?

I 14 segnali sull’esistenza di un complotto per per usare la Russia come pretesto per derubare Trump della presidenza il 19 dicembre o il 6 gennaio

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di  Michael Snyder

Donald Trump potrebbe ritrovarsi legalmente derubato della sua elezione il 19 dicembre, quando il Collegio Elettorale esprimerà il proprio voto, oppure il 6 gennaio, quando il Congresso si riunirà in seduta plenaria per contare questi voti. In questo momento, gli apparati di potere sono nel panico completo e sembrano essersi accordati sul fatto che “l’interferenza russa nelle elezioni” sarà il pretesto che si propongono di utilizzare per cercare di sottrarre la presidenza a Trump. Come vedrete più avanti nell’articolo, c’è un grande sforzo per cercare di convincere i membri del Collegio Elettorale, che dovrebbero essere vincolati al voto per Trump, affinché diano invece la loro preferenza a qualcun altro.

 

E se questo non dovesse funzionare, si sono già poste le basi affinché i voti del Collegio Elettorale possano essere potenzialmente invalidati quando il Congresso si riunirà in seduta plenaria per contare questi voti, il 6 gennaio. Più avanti nell’articolo spiegherò come questo potrebbe succedere, ma prima vediamo i 14 segnali che rivelano l’esistenza di un complotto per usare la Russia come pretesto per derubare Donald Trump della presidenza… Continua a leggere