“Per la guerra perpetua”.

USA: LA NUOVA PESTE STERMINA L’UOMO BIANCO. ORMAI SUPERFLUO.

morguesE’ ormai la prima causa di morte   per gli americani sotto i 50 anni, quindi in età produttiva.  91 americani  muoiono  ogni giorno per overdose da fentanyl, un oppioide sintetico, antidolorifico,   che crea forte dipendenza.  La  chiamano “opioid epidemic”:  52 mila morti nel 2015, 59 mila nel 2016 (più 19%),  già oltre 60 mila ad agosto 2017, saranno almeno 65 mila a  fine anno. Aumenti spaventosi.

Gli Stati Uniti sono il paese con più morti per overdose del mondo per milione di abitante e lo sono per un differenziale enorme. 245.8 morti ogni milione all’anno contro i 26.4 per milione in Europa, dati del 2015, quindi 10 volte di più.

 

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Possiamo stare   tranquilli?

Attaccare la Corea del Nord? E con cosa?

 

“Una voce ufficiosa del Pacific Command:  “occorrerebbero almeno sei mesi di preparazione per disporre di forze disponibili ed utilizzabili in condizioni tali da poter lanciare attacchi ed essere allo stesso tempo pronti a respingere i contrattacchi nord-coreani”.

Il generale David Deptula,  che fu il pianificatore  della guerra aerea contro Saddam nel 1991, ed oggi è il massimo partecipante al Mitchell Institute, consacrato alla strategia aerea, dice ad Army Times:

Generale David Deptula.
B-52

“Per quanto riguarda la flotta di bombardieri strategici a disposizione USAF: dei 75 B-52   pronti per azioni  convenzionali e nucleari disponibili per l’USAF, 33 sono in realtà atti a svolgere missioni di guerra; per   quanto riguarda i  62 B-1 a capacità convenzionali,   l’operatività reale cade a 25; per 20 B-2 con capacità convenzionali e nucleari, la forza reale si riduce ad 8 aeromobili, o 38% degli effettivi, con la precisione supplementare “.
“Se qualcosa di buono  esce dalla crisi della Corea del Nord,  sarà  una svegliata  per il governo, ha detto. “Non è solo la forza di bombardieri che è ridotta così”, Deptula.   “ sono le forze armate nel complesso. L’aviazione Usa è oggi la più ridotta e la meno pronta che sia mai stata nella storia”: gli squadroni di bombardieri   vengono impiegati  intensamente da 15 anni, e su  bilanci ridotti.

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Varcare il Rubicone

Il vero presidente USA aizza la NATO a Est per i war-games contro la Russia. E Oslo scodinzola


Nemmeno ce ne stiamo accorgendo, presi come siamo a discutere di migranti, Venezuela e Corea del Nord ma gli Stati Uniti e la NATO stanno imprimendo una pericolosa accelerazione al programma di totale accerchiamento della Russia, ora anche attraverso la militarizzazione di quella Scandinavia divenuta da bastione di neutralismo ad ennesima colonia del Pentagono. E attenzione, perché si sta scherzando davvero sul fuoco. Lo dimostra il modo in cui “La Stampa”, quotidiano filo-statunitense fino al parossismo, ha dato questa notizia:

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Come distruggere un accordo

Trump getta la maschera sull’Iran: Washington prepara la guerra

di  Trita Parsi

Qualche cosa di straordinario è accaduto a Washington: il presidente Trump ha messo in chiaro senza ambiguità il suo sforzo di sabotare gli accordi con l’Iran dissimulando la sua doppiezza nel sostenere  che Teheran non stia rispettando gli accordi sul nucleare dello scorso Ottobre. In sostanza Trump e soci negano che l’Iran stia rispettando gli accordi ed in questo modo stanno preparando il terreno per un confronto militare. I suoi consiglieri hanno fatto la loro parte nello spiegare questo al presidente e procedono in questa direzione. Raramente era accaduto che un piano come questo per annullare un accordo di controllo sulle armi atomiche e spianare il percorso verso un conflitto  fosse così apertamente manifestato.

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Un potenziale di scontro

Showdown tra USA e Russia, con timing perfetto: il proxy venezuelano è infatti pronto a esplodere


Dopo il plebiscito bulgaro del Senato USA sulle nuove sanzioni contro Mosca e la dura reazione di Vladimir Putin, i presupposti per uno showdown diplomatico fra le due nazioni c’erano tutti. Bene, lo showdown è partito. Oggi la Russia ha infatti imposto delle sanzioni contro i diplomatici americani che limiteranno loro l’accesso alle dacie situate nella periferia di Mosca: le misure entreranno in vigore dal 1 agosto 2017 e riguardano tutti i diplomatici americani a Mosca. Il Ministero degli Esteri, inoltre, ha sottolineato che la Russia “si riserva il diritto di reciprocità su altre misure che possono incidere sugli interessi degli Stati Uniti”. Inoltre, Mosca ha richiesto a Washington di ridurre il numero dei diplomatici americani in Russia a 455, ovvero un taglio di almeno 250 unità, lo stesso numero di funzionari russi in USA: “Nel caso di nuove azioni unilaterali intraprese dalle autorità americane per la riduzione dei diplomatici russi in USA, verranno prese contromisure speculari”, ha sottolineato il ministero, a detta del quale “questo conferma ancora una volta l’estrema aggressività degli Stati Uniti negli affari internazionali. Nascondendosi dietro la propria presunta esclusività, l’arroganza statunitense ignora le posizioni e gli interessi di altri Paesi”.

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Morto e sepolto

La fine del ‘nuovo secolo americano’ pronunciata dal Pentagono

di Wayne Madsen

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ama rilasciare rapporti, molti dei quali contengono grande quantità di gergo e astrusità del Pentagono. Ma una recente relazione, pur non mancando del tipico esoterismo, contiene un messaggio chiaro e inequivocabile.
Il progetto neoconservatore del “Nuovo secolo americano”, che ha visto gli Stati Uniti impelagarsi in Iraq e Afghanistan, nonché nell’”infinita guerra mondiale al terrorismo”, è morto e sepolto.

Un rapporto dell’USAWC (United States War College), intitolato “A nostro rischio: valutazione del rischio del DoD in un mondo post-primazia”, turba la Beltway di Washington e oltre. Il rapporto, redatto dall’Istituto di Studi Strategici dell’esercito (SSI) e dalla squadra dell’USAWC guidata dal professor Nathan Freier, afferma di “non riflettere necessariamente la politica ufficiale o la posizione del dipartimento dell’Esercito e della Difesa o del governo degli Stati Uniti”.

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Un nuovo crimine di guerra

USA: CON LA SCUSA DI BATTERE L’IS, HA FATTO UN GENOCIDIO

“Liberazione di Mossul: un’altra Falluja”,  denuncia Global Research.

“La ‘liberazione’ di Mossul: un nuovo crimine di guerra  di Washington in Medio Oriente”, scrive  Bill Van Auken, direttore dello storico sito World Socialist Website.

https://www.wsws.org/fr/articles/2017/jul2017/pers-j13.shtml

“L’America continua ipocriti crimini di guerra   in Siria, Irak e altrove”, scrive Afra’a Dagher, analista siriana di Lattakia. “Gli Stati Uniti hanno commesso crimini contro l’umanità in Siria, Irak e oltre.  Le  prove che abbiano fatto qualcosa   per combattere il terrorismo sono scarse e  ridicole”.

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Drogato?

Mosca accusa: è pronta una false flag chimica in Siria. E mentre Trump sbrocca, Erdogan minaccia

A Donald Trump piace vincere facile. Perché presentarsi nella centralissima piazza Krasinskich di Varsavia, tra folla festante e sventolio di bandiere e dire quanto segue, equivale a farsi un giro a Livorno sparlando dei pisani: “La Russia ha un comportamento aggressivo e destabilizzante, noi sapremo risponderle”. Ma non basta, perché con una capriola che potrebbe ritorcerglisi contro, il presidente USA ha rincarato la dose, alla vigilia del G20 che inizierà domani ad Amburgo e che vede in programma il suo primo faccia a faccia con Vladimir Putin: “La Russia, come altri Paesi, è ben probabile che si sia immischiata nelle nostre elezioni”.

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The Fate of Empires

I Regaletti del Declino dell’Impero

DI CHARLES HUGH SMITH

Riuscire a trovare i segnali che rivelano la decadenza ed il declino di un Impero è una specie di gioco da salotto. L’arroganza di una leadership sempre più incestuosa e sfrenata, sgomenta per gli eccessi delle disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza tra élite avide ed egocentriche e per la crescente dipendenza delle classi inferiori dal panem et circenses che eroga un governo preoccupato solo di evitare la bancarotta per la stagnazione del gettito fiscale e per l’enormità dei patrimoni che intanto si sono accumulati: questi sono i primi sintomi che si manifestano prima  della decadenza di un Impero.

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Again?

“ASSAD PREPARA UNATTACO CHIMICO!”. DI NUOVO…?

colin-powellWashington ha scoperto – di nuovo –  “potenziali preparazioni di  un altro attacco con armi chimiche del governo siriano”.  BBC: “La  Casa Bianca ha affermato che queste attività sono simili a quelle  messe in atto prima di un sospetto attacco chimico in aprile : quando morirono decine di persone, ciò che ha indotto il presidente Trump ad ordinare  il lancio di missili da crociera contro la base aerea siriana”.

Il “cervello” dietro
la strategia israeliana.

Ci risiamo. Ritentano con questa accusa.  Poche ore dopo che il giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh  ha dimostrato  la falsità di quell’accusa che provocò il lancio americano dei missili ad aprile.  Hersh ha  raccolto anche  le testimonianze di alti funzionari statunitensi: “Sappiamo che non c’è stato alcun attacco chimico. (…) I russi sono furiosi e noi che diciamo di avere dati reali e conosciamo la verità. (…)Sarebbe stato lo stesso se avessimo eletto Clinton o Trump”, ha dichiarato uno dei funzionari statunitensi intervistato dal giornalista Premio Pulitzer Seymour Hersh in un articolo pubblicato oggi sul bombardamento statunitense alla base siriana di Al-Shairat il 7 aprile scorso. Continua a leggere