Il fallimento del “sogno americano”,

La fine del potere Usa e la politica del caos

di Salvo Ardizzone

Gli Usa hanno perso la capacità di leadership globale. Molte debolezze ne bloccano l’azione. Incapaci d’imporre il proprio ordine ora puntano al caos.

 

potere-americano-int-2Il dibattito che si svolge nel mondo su quali conseguenze porterà l’elezione del prossimo PresidenteUsa è in buona parte inutile: chiunque sia, sarà in una posizione di debolezza perché deboli sono divenuti gli strumenti a sua disposizione.

 

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Sempre più seccati ?

La disperazione degli USA e il ritorno di Kissinger

Umberto Pascali Global Research, 22 agosto 2016kissinger

L’élite anglo-statunitense appare molto preoccupata dai neocon (Bush/Clinton) ancora incapaci di fermare, o anche rallentare, la Russia. Sono sempre più seccati dagli impotenti e isterici Rambo guerrafondai neocon di sinistra e di destra appollaiati su Hillary Clinton. L’élite anglo-statunitense cerca una via d’uscita e, evitando di mostrare disperazione, cerca di resuscitare il leale servitore Henry Kissinger. Invece delle minacce inefficaci dei clintoniani (Ashton Carter, John Allen, Leon Panetta, Michael Morell, ecc), tale élite cerca di rivivere la strategia del lento avvelenamento utilizzata da Kissinger negli anni ’70.

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Che la candidata abbia problemi di salute?

Hillary Clinton bizzarra e malata

Tyler Durden, Zerohedge 9 agosto 2016

Mentre la campagna presidenziale entra nella fase finale, domande emergono sulla salute di Hillary Clinton. Il bizzarro comportamento Hillary nella campagna elettorale (culminata nei perplessi commenti sul suo “corto circuito“) lascia molti chiedersi se sia gravemente malata. Hillary ha a più volte avuto convulsioni spesso riprese nei video, e una serie di attacchi di tosse apparentemente inspiegabili.Coughin-HillaryUn video spesso ripreso, sostiene che Hillary abbia condizioni da ricovero, emerse alcune settimane fa, e finora non si è riusciti a dare una spiegazione conclusiva se Hillary abbia problemi di salute o postumi dell’ictus subito tre anni fa. Continua a leggere


Erano e sono i nemici..

IL NEMICO RILUTTANTE
Evgeny Sribnyjj / Shutterstock.com

La  Convenzione Democratica 2016  mi ha ricordato  The Triumph of the Will, il paradigmatico film di Leni Riefenstahl. L’orazione di fuoco del “Generale a quattro stelle dei Marine”  il Gen. (in pensione) Allen, pronto a prendere a calci in culo i Russi, agitandosi al grido ritmico e isterico di un Uoo-eS-Ay, pieno di tutta l’aggressività galoppante e la pompa militare dell’eccezionalismo de “L’America è grande perché l’America è buona”.

Gli Stati Uniti come paese indispensabile, per il suo “potere di trasformare il mondo”, un mix velenoso di Uber Alles e di Manifest Destiny che calzano come un guanto a una matrice che già vedemmo nel raduno del Partito Nazista a Norimberga nel 1934, in Germania.

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Crisi di legittimità

GlI Stati Uniti di Obama: una polveriera pronta a deflagrare

Gli Stati Uniti: la polarizzazione e la polveriera
US flagdi James Petras

27lug2016.- La polarizzazione ha trovato un modo di esprimersi nelle manifestazioni di massa di piazza, nel voto di rifiuto e negli attacchi violenti

Introduzione

L’ordine costituzionale degli Stati Uniti – come si configura oggi – sulla base di forti contrasti, deve confrontarsi con una profonda crisi di legittimità. Gli Stati Uniti d’America sono divisi tra: 1) Uno Stato poliziesco-giudiziario-presidenziale, profondamente concentrato sulla lotta contro la società civile organizzata in comunità di Afro-americani, Ispanici e di lavoratori precarizzati; 2) una polizia federale, una giustizia, un dipartimento di Stato e un ufficio di presidenza, tutti corrotti, che si contrappongono a un sistema costituzionale e legale sostenuto da una vasta maggioranza di cittadini e: 3) un sistema di elezioni presidenziali manipolato contro il consenso e l’approvazione della maggioranza degli elettori.

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Regali?

Il Golpe in Turchia un “dono” di Washington ?

Militari turchi bloccati dalla folla

di. Tony Cartalucci

Il colpo di Stato che ha scosso la Turchia è stato un particolarmente spettacolare sviluppo geopolitico. Teorie abbondano su chi vi sia dietro e le motivazioni per compiere ciò che poi si è rivelato un tentativo apparentemente fallito per rimuovere il governo del presidente Recep Tayyip Erdogan. Eppure è troppo presto per dirlo, mentre i fatti sono tutt’altro che chiari. Tuttavia, è possibile discernere le possibilità più plausibili in base alle azioni intraprese dai vari attori possibilmente coinvolti nel tentato colpo di Stato.

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La manina

Dallas come “Maidan”. Seguirà golpe di Obama?

Poliziotti  americani che sparano a negri senza  alcun ragione,   uccidendoli a freddo a distanza ravvicinata (e accuratamente ripresi da video);  subito dopo, durante una manifestazione di protesta per questi  omicidi, un cecchino  uccide 5 poliziotti e ne ferisce 7: è una “Piazza Maidan”  americana, che ricalca quel che accadde in Kiev,  quando nel febbraio 2014 misteriosi cecchini spararono ai  manifestanti e insieme a poliziotti di Janukovich,  facendone strage, precipitando la furia popolare e –  quindi –  il “cambio  di regime a Kiev”  attivamente perseguito dalla Nuland. Oggi  si sa che i cecchini erano specialisti polacchi mandati a provocare appunto la rivolta e  l’andata a potere della giunta anti-russa  (Qui per ricordare:

http://www.rischiocalcolato.it/blogosfera/korwin-mikke-i-cecchini-di-maidan-sono-stati-addestrati-in-polonia-109695.html).

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Il collasso accelerato degli Stati Uniti

Entrefilets maxresdefaultAbbiamo sempre pensato che l’implosione degli Stati Uniti avrebbe segnato l’inizio del collasso finale del sistema atlantista neoliberista. Ma oggi, c’è più dei pixel della narrazione hollywoodiana ancora utilizzati per nascondere la realtà di un impero in rapido sfaldamento. E le cose accelerano a un ritmo fenomenale. Di fronte alla prospettiva di una vittoria probabile di Trump su una politicamente già morta Clinton, la mafia washingtoniana è nel panico e cerca di avviare il controtiro ovunque possa, nel tentativo di provocare una guerra civile razziale, nel Paese, e accelerando il confronto diretto con la Russia (1), fuori. Con risultati incerti in diversi Stati, come Texas e California, che già preparano la loro versione locale della “brexit” per sfuggire all’incendio che minaccia di far sparire questo falso Paese (2).

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Democrazia in arrivo

Il collasso della democrazia occidentale

democrazia-che-arrivaDI PAUL

CRAIG ROBERTS

La democrazia non esisterà  più per lungo tempo in Occidente. Nei potenti gruppi di interesse privati degli USA, come il complesso militare industriale e quello della sicurezza, come Wall Street, come la lobby israeliana, l’agro-alimentare e le industrie che si occupano di estrazione di energia, l’industria del legno e quella mineraria, hanno da lungo tempo esercitato un controllo sul governo maggiore rispetto a quello dei  cittadini.  Tuttavia adesso avviene che anche questa facciata  di democrazia sia stata abbandonata.

 Negli Stati Uniti Donald Trump ha vinto la nomination presidenziale repubblicana.

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La luce si deve mantenere sempre accesa

P. Koenig: “Killary è il candidato della guerra: per questo sarà il prossimo Presidente Usa”

P. Koenig: Killary è il candidato della guerra: per questo sarà il prossimo Presidente Usa

L’AD intervista l’ex economista della Banca Mondiale: L’informazione in Europa e altrove nel mondo occidentale è controllata per il 90% da sei giganti dei media che sono anglo-sionisti”

di Alessandro Bianchi

Peter Koenig è un noto economista e analista geopolitico. Ha lavorato nella Banca Mondiale e in giro per tutto il mondo come esperto ambientale e di risorse idriche. Scrive regolaramente su Global Research, ICH, RT, TeleSur, the Voice of Russia / Ria Novosti, The Vineyard of The Saker Blog, e altri siti internet. E’ l’autore di Implosion – An Economic Thriller about War, Environmental Destruction and Corporate Greed – un docu-film basato sui fatti di attualità e sui 30 anni di esperienza nella Banca Mondiale.

Come Antidiplomatico abbiamo avuto il privilegio di rivolgergli alcune domande sulla politica internazionale attuale.

L’Intervista:
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