Il 10 settembre 2001

comedonchisciotte-controinformazione-alternativa-alan-greenspanworld-trade-center-11settembre2011-660x330LA STORIA MAI RACCONTATA DEL 9/11: IL SALVATAGGIO DELL’ EREDITÀ DI ALAN GREENSPAN

DI PAM MARTENS E RUSS MARTENS

wallstreetonparade.com

I cittadini americani sono ancora all’oscuro di quelle centinaia di miliardi di dollari di movimenti finanziari che la Federal Reserve gestì nei giorni, settimane e mesi successivi al 9/11.

Quello che ancora manca nel Rapporto Ufficiale della Commissione 9/11, nelle audizioni del Congresso e negli studi accademici, è che Wall Street, il giorno in cui gli aerei colpirono le torri del World Trade Center, era sul punto di ricevere una denuncia dal Procuratore Generale dello Stato di New York, Eliot Spitzer, per aver orchestrato una frode di proporzioni senza precedenti ai danni degli investitori pubblici.  Tale indagine fu bloccata per più di sei mesi: sarebbe stato politicamente scorretto attaccare le più grandi banche d’investimento di Wall Street in un momento in cui le famiglie piangevano la perdita dei loro cari, alcuni titoli di risparmio Statunitensi venivano chiamati “Patriottici” e il Congresso rendeva omaggio alle eroiche grandi banche, alla Borsa e alla Federal Reserve per aver rimesso in moto tutto il sistema finanziario nel giro di una sola settimana dalla tragedia.

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Ecco il piano B:

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MILLE PALLE DI FUOCO

 DI DMITRY ORLOV

Russia-insider.com

“La Russia è pronta a rispondere a qualsiasi provocazione, ma l’ultima cosa che vogliono i russi è un’altra guerra. E, se vi piacciono le buone notizie, questa è la migliore che ascolterete.”

Si sente nell’aria un soffio da III Guerra Mondiale. Negli USA è già cominciata la guerra fredda 2.0 e la retorica anti-russa proveniente dalla campagna di Clinton, fa eco sui mass media, rievocanso maccartismo e paura rossa. Come risposta, parecchi cominciano a pensare che l’Armageddon potrebbe essere una guerra nucleare a tutto campo e poi un inverno nucleare con l’estinzione della razza umana. Sembra che siano parecchi negli Stati Uniti a cui piace pensare questo. Bontà loro!

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Vade retro

La Cina srotola il tappeto rosso a Putin e fa scendere Obama dal retro dell’Air Force One

Niente tappeto rosso per il presidente degli Stati Uniti Obama al vertice del G20. Tappeto rosso per il Presidente Vladimir Putin
Alex Christoforou The Duran 4/9/2016cfdf4bac-5ea3-11e6-82a1-e6803dbb30ea_1280x720L’accoglienza “eccezionale” di Obama all’aeroporto di Hangzhou per il vertice del G-20 non ha visto alcun tappeto rosso e neanche una scala per far scendere il POTUS.1cc3588e-724d-11e6-af03-e675d0741f8a_1280x720Grida e parolacce tra i rappresentanti dei due Paesi dopo che un funzionario cinese aveva detto: “Questo è il nostro Paese. Questo è il nostro aeroporto“.

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Doppiezza (o confusione mentale?)

Ed ora a voi Damasco e Ankara “alleati”: a far fuori i curdi

erdogan_gaziantep00-1728x800_c“Inaccettabile; il campo di battaglia nella Siria del Nord è troppo affollato”, si è lamentato il portavoce del Pentagono Peter  Cook.  Sarebbe da ridere, se non avvenisse nella tragedia siriana. Come spiega il Washington Post, tre gruppi combattenti sostenuti dagli americani con la scusa di combattere Daesh (creata  dagli americani, sauditi israeliani)  ma in realtà per annichilire Assad, si stanno combattendo tra loro.  Come noto, le truppe   della Turchia, grande alleata nella NATO (fino a quando Erdogan non ha avuto impressione di essere stato vittima di un colpo di Stato americano),  sono penetrate in Siria per cacciare oltre l’Eufrate  i guerriglieri curdo-siriani dello YPG, armati dagli Usa con la scusa di combattere Daesh ma  in realtà per  sottrarre al legittimo governo di Damasco l’area curda della Siria; negli scontri è implicato anche parte della Free Syriana Army, pagata dagli Usa, con il gruppuscolo guerrigliero Ahrar  al-Sham (Usa nutrito).

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Inversione a U?

neo-cons-usa

La scacchiera spezzata

Counterpunch commenta un recente articolo di Zbigniew Brzezinski, noto politologo e geostratega americano, consigliere sotto diverse amministrazioni, famoso per aver teorizzato nel 1997 la strategia (successivamente adottata) per consolidare la supremazia “imperiale” degli USA nella prima metà del XXI secolo – strategia di cui la Clinton è una delle principali promotrici. In questo articolo, Brzezinski fa un’inversione a U: gli USA non sono più una superpotenza, sostiene, si sta formando una vasta coalizione anti-americana e perseguire il progetto originale nelle mutate condizioni potrebbe portare caos e guerra in tutto il globo. Meglio collaborare con Russia e Cina e cercare di preservare la leadership americana. Una svolta letteralmente storica nell’indirizzo geostrategico di una parte dell’establishment americano, che prospetticamente lascia Hillary Clinton sola ad inseguire un progetto imperiale sconfessato dal suo stesso ideatore.

di Mike Whitney, 25 agosto 2016

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Il fallimento del “sogno americano”,

La fine del potere Usa e la politica del caos

di Salvo Ardizzone

Gli Usa hanno perso la capacità di leadership globale. Molte debolezze ne bloccano l’azione. Incapaci d’imporre il proprio ordine ora puntano al caos.

 

potere-americano-int-2Il dibattito che si svolge nel mondo su quali conseguenze porterà l’elezione del prossimo PresidenteUsa è in buona parte inutile: chiunque sia, sarà in una posizione di debolezza perché deboli sono divenuti gli strumenti a sua disposizione.

 

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Sempre più seccati ?

La disperazione degli USA e il ritorno di Kissinger

Umberto Pascali Global Research, 22 agosto 2016kissinger

L’élite anglo-statunitense appare molto preoccupata dai neocon (Bush/Clinton) ancora incapaci di fermare, o anche rallentare, la Russia. Sono sempre più seccati dagli impotenti e isterici Rambo guerrafondai neocon di sinistra e di destra appollaiati su Hillary Clinton. L’élite anglo-statunitense cerca una via d’uscita e, evitando di mostrare disperazione, cerca di resuscitare il leale servitore Henry Kissinger. Invece delle minacce inefficaci dei clintoniani (Ashton Carter, John Allen, Leon Panetta, Michael Morell, ecc), tale élite cerca di rivivere la strategia del lento avvelenamento utilizzata da Kissinger negli anni ’70.

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Che la candidata abbia problemi di salute?

Hillary Clinton bizzarra e malata

Tyler Durden, Zerohedge 9 agosto 2016

Mentre la campagna presidenziale entra nella fase finale, domande emergono sulla salute di Hillary Clinton. Il bizzarro comportamento Hillary nella campagna elettorale (culminata nei perplessi commenti sul suo “corto circuito“) lascia molti chiedersi se sia gravemente malata. Hillary ha a più volte avuto convulsioni spesso riprese nei video, e una serie di attacchi di tosse apparentemente inspiegabili.Coughin-HillaryUn video spesso ripreso, sostiene che Hillary abbia condizioni da ricovero, emerse alcune settimane fa, e finora non si è riusciti a dare una spiegazione conclusiva se Hillary abbia problemi di salute o postumi dell’ictus subito tre anni fa. Continua a leggere


Erano e sono i nemici..

IL NEMICO RILUTTANTE
Evgeny Sribnyjj / Shutterstock.com

La  Convenzione Democratica 2016  mi ha ricordato  The Triumph of the Will, il paradigmatico film di Leni Riefenstahl. L’orazione di fuoco del “Generale a quattro stelle dei Marine”  il Gen. (in pensione) Allen, pronto a prendere a calci in culo i Russi, agitandosi al grido ritmico e isterico di un Uoo-eS-Ay, pieno di tutta l’aggressività galoppante e la pompa militare dell’eccezionalismo de “L’America è grande perché l’America è buona”.

Gli Stati Uniti come paese indispensabile, per il suo “potere di trasformare il mondo”, un mix velenoso di Uber Alles e di Manifest Destiny che calzano come un guanto a una matrice che già vedemmo nel raduno del Partito Nazista a Norimberga nel 1934, in Germania.

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Crisi di legittimità

GlI Stati Uniti di Obama: una polveriera pronta a deflagrare

Gli Stati Uniti: la polarizzazione e la polveriera
US flagdi James Petras

27lug2016.- La polarizzazione ha trovato un modo di esprimersi nelle manifestazioni di massa di piazza, nel voto di rifiuto e negli attacchi violenti

Introduzione

L’ordine costituzionale degli Stati Uniti – come si configura oggi – sulla base di forti contrasti, deve confrontarsi con una profonda crisi di legittimità. Gli Stati Uniti d’America sono divisi tra: 1) Uno Stato poliziesco-giudiziario-presidenziale, profondamente concentrato sulla lotta contro la società civile organizzata in comunità di Afro-americani, Ispanici e di lavoratori precarizzati; 2) una polizia federale, una giustizia, un dipartimento di Stato e un ufficio di presidenza, tutti corrotti, che si contrappongono a un sistema costituzionale e legale sostenuto da una vasta maggioranza di cittadini e: 3) un sistema di elezioni presidenziali manipolato contro il consenso e l’approvazione della maggioranza degli elettori.

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