E chi si trova nel mirino?

La “Strategia 2015″ del Pentagono per dominare il mondo

di Mike Whitney

Il Pentagono ha pubblicato giovedì scorso la Strategia Militare Nazionale 2015, un piano di 24 pagine per dominare il mondo attraverso la forza militare. Se il linguaggio usato è più sottile e meno incendiario rispetto ad analoghi documenti del passato, la determinazione a perseguire unilateralmente gli interessi statunitensi tramite la violenza estrema resta però la pietra angolare della nuova strategia.

I lettori non vi troveranno il minimo accenno di rimorso per la distruzione e perdita di vite umane che gli USA hanno provocato in paesi che non rappresentavano alcuna minaccia alla loro sicurezza nazionale. Al contrario, il rapporto riflette la ferrea risolutezza dei suoi autori e dell’elite costituente a continuare il massacro e lo spargimento di sangue fin quando tutti i potenziali rivali saranno stati uccisi o eliminati e Washington sarà sicura che il suo controllo sulle leve del potere globale non avrà rivali.

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Il doppio gioco

Il doppio gioco degli USA e dell’Occidente in Europa e Medio Oriente

Intervista allo scrittore francese ALAIN DE BENOIST

por Nicolas Gauthier –

Alcuni video presenti sul web sono divenuti popolari fra gli utenti della rete. Uno di questi è quello del generale Wesley Clark, un ex generale, già comandante della NATO; un altro, quello di George Friedman, il prsidente di Stafor, una società privata di spionaggio ubicata in Tejas e notoriamente collegata con la CIA. Il primo video è sconvolgente per il cinismo dimostrato dalla Casa Bianca; l’altro video lo rivendica con orgoglio. Risulta difficile in queste condizioni sapere quale sia la poli tica che gli USA intendano sviluppare in Europa….

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Fall down

http://www.controinformazione.info/patrick-buchanan-nessuna-nazione-ha-mai-sperimentato-una-discesa-di-potere-tanto-rapida-come-quella-degli-usa/#more-11541

Patrick Buchanan: " Nessuna Nazione ha mai sperimentato una discesa di potere tanto rapida come quella degli USA

Patrick Buchanan: ” Nessuna Nazione ha mai sperimentato una discesa di potere tanto rapida come quella degli USA

“Salvo l’Unione Sovietica, nessuna nazione non vinta in una guerra aveva mai sofferto una discesa di potere tanto rapida come quella degli Stati Uniti”, lo scrive l’analista politico statunitense Patrick Buchanan *. Nel suo articolo per ‘The American Conservative”, l’esperto segnala che, alla fine della presidenza di George H.W. Bush, all’inizio degli anni 1990, gli USA erano l’unica superpotenza del mondo.

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Ma Washington è uscita di senno?

http://www.controinformazione.info/ma-washington-e-uscita-di-senno/#more-11501

Ma Washington è uscita di senno?

di William Engdahl

Vista la serie di discorsi recentemente pronunciati da prominenti ufficiali USA, e le loro azioni, dobbiamo porci francamente questa domanda: Washington è uscita collettivamente di senno? Anche mentre i governi dell’UE cercano di scrollarsi di dosso le pressioni statunitensi e alleviare le sanzioni, l’amministrazione Obama sembra intenta a marciare verso il confronto nucleare con la Russia. Usando l’antica espressione greca: “Gli dei fanno prima impazzire coloro che vogliono distruggere”.
Gli sviluppi recenti si adattano molto bene a questa descrizione.

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Sotto controllo medico?

Il Central Intelligence Agency ( CIA ) ha condotto “esperimenti umani”, secondo il Guardian ‘.

Il Central Intelligence Agency ( CIA ) ha condotto esperimenti umani, secondo il Guardian '.

Il documento “Norme e politiche che governano lo svolgimento delle attività di intelligence’ lo prova: la CIA ha utilizzato un programma di tortura contro i sospetti terroristi

Nuovi documenti segreti trapelati dimostrano che la CIA ha utilizzato un programma di tortura contro i sospetti terroristi nelle carceri degli Stati Uniti e ha condotto esperimenti sulle persone. Se in un primo momento l’agenzia americana ha sostenuto che la tortura era stata applicata solo dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, secondo le nuove informazioni, i controversi metodi di interrogatorio sono stati utilizzati prima dell’11 settembre.
Il Central Intelligence Agency ( CIA ) ha condotto “esperimenti umani”, secondo il Guardian ‘. Il documento della CIA, “Norme e politiche che governano lo svolgimento delle attività di intelligence’, autorizza l’Agenzia ad  “approvare, modificare o disapprovare qualsiasi scopo rispetto alla sperimentazione scientifica” .

‘Human experimentation’ and the CIA

https://www.scribd.com/embeds/268722667/content?start_page=1&view_mode=scroll&show_recommendations=true

Il Guardian ha pubblicato le informazioni dopo che l’ACLU, l’Unione statunitense per le libertà civili, è riuscita ad ottenere la versione censurata del documento.

Secondo il documento pubblicato, la sperimentazione umana è descritta come “indagine formale, mirante a sviluppare o contribuire alla conoscenza generale, i cui soggetti sono persone dalle quali un’indagine scientifica ottiene i dati attraverso un intervento o l’interazione. “
“L’intervento prevede procedure fisiche  da cui i dati vengono raccolti  come manipolazione del soggetto o il suo ambiente , sia effettuato a scopo di ricerca “, dice il documento.
Inoltre, la CIA riferito sottolineato che la presenza di personale medico  assicura che le loro tecniche di tortura vengono eseguite secondo il rigore medica.

La piccola fuga?

Un numero record di persone ha rinunciato alla cittadinanza statunitense nei primi mesi del 2015

Un numero record di persone ha rinunciato alla cittadinanza statunitense nei primi mesi del 2015
Nel corso del prossimo decennio, gli immigrati costituiranno la maggior parte della popolazione degli Stati Uniti
Tra gennaio e marzo del 2015, 1.336 americani hanno rinunciato alla loro cittadinanza statunitense, secondo qaunto riporta un rapporto trimestrale pubblicato dall’Internal Revenue Service (IRS). Si tratta di una cifra record, come riporta la CNS News
Il precedente primato era di 1.130 americani nel secondo trimestre del 2013, secondo i dati del Dipartimento del Tesoro.
Un numero record di 3.415 americani ha rinunciato alla cittadinanza lo scorso anno, secondo la “Pubblicazione trimestrale delle persone che hanno scelto di espatriare. “
In un sondaggio condotto dall’Università del Kent tra dicembre 2014 e gennaio 2015, a 1.546 cittadini americani ed ex cittadini è stato chiesto il motivo per cui non volevano più essere americani. Gli intervistati hanno risposto che le tasse alte sono state il motivo principale che li hanno spinti a rinunciare alla loro cittadinanza. Dal sondaggio è inoltre emerso che, contrariamente alla credenza popolare, il reddito non è stato un fattore chiave nella loro decisione.

Nel 2014, il governo ha portato la tassa per coloro che desiderano rinunciare formalmente alla loro cittadinanza statunitense da $ 450 a $ 2,350.
“Dei cittadini intervistati, il 31% ha attivamente pensato di rinunciare alla cittadinanza statunitense e il 3% è in procinto di farlo”
Il numero record di nativi americani che hanno rinunciato alla loro cittadinanza statunitense è in netto contrasto con l’aumento del nuero di immigrati che arriva in America. Si stima che circa 41,3 milioni di immigrati, sia legali che illegali, attualmente vivono negli Stati Uniti e il loro numero è cresciuto di 1,4 milioni di persone tra il 2010 e il 2013, secondo il Census Bureau. Il maggior numero – 11,6 milioni – provengono dal Messico .
Il Centro per gli Studi sull’Immigrazione (CIS) ha spiegato che nel corso del prossimo decennio, gli immigrati costituiranno la maggior parte della popolazione degli Stati Uniti, un evento mai verificatosi nella storia americana.

2016-2018

2016-2018: la caduta dell’impero americano

2016-2018: la caduta dell'impero americano
“Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito.” – Jacques Attali

Lo so, è da anni che da più parti si parla dell’imminente caduta degli Stati Uniti, della loro decadenza, del mondo multipolare e via dicendo e invece loro, nonostante ciò, continuano ad essere l’unica superpotenza del pianeta, con il dollaro che addirittura si rivaluta su tutte le altre valute. Però, io credo che ora si vedano dei segnali importantissimi direi segnali di fine impero,di fine regime.

Giusto di ieri, la notizia che gli USA hanno deciso di chiudere una storica base presente in Yemen e di ritirare truppe e personale diplomatico, a causa della crescente violenza tra milizie Houthi, jihadisti e governativi. Quindi, rendiamoci conto, gli USA che si ritirano non alla fine di un conflitto, ma proprio durante un’escalation. Gli stessi che per ogni accenno di instabilità  erano sempre pronti ad intervenire, ora si ritirano. Credo che già questo, insieme agli altri che elencheremo, siano segnali che l’Impero inizia a ritirarsi o perché schiacciato dal suo debito pubblico, dalle sue difficoltà economiche e dalle proprie problematiche interne o a causa di un ordine di poteri forti che probabilmente hanno bisogno della decadenza degli States.

Ma quali sono gli altri segnali della decadenza degli USA? Eccone alcuni:

1) Presidente Obama irrilevante e senza potere, con il Congresso in mano ai repubblicani. Stallo istituzionale decisamente grave, che ha portato allo Shutdown e che potrebbe ritornare a settembre. Stallo che potrebbe durare fino al 2016, quando ci saranno le elezioni per il nuovo presidente. Umiliazione del presidente da parte di Netanyahyu che ha parlato al Congresso senza incontrarlo.
2) Crisi con i principali alleati, Arabia Saudita, Turchia e Qatar sembrano seguire una propria linea indipendente, con Israele in rottura, con l’Unione Europea rapporti raffreddati dallo scandalo delle intercettazioni ai principali leader europei.
3) Nascita di una Banca Mondiale Cinese alla quale hanno aderito anche paesi filoamericani come Italia o Giappone.
4) Graduale ma costante riduzione degli scambi in dollari, soprattutto in Asia, a causa degli accordi bilaterali organizzati principalmente da Cina e Russia.
5) Totale incapacità di affrontare le sfide in politica estera, caos in quasi tutto il Medio Oriente e inadeguatezza nei confronti della Russia di Putin.
6) Aumento esponenziale della criminalità interna.
7) Manifestazioni, scontri e morti a causa della tensione tra afroamericani e forze dell’ordine.
8) Flash Crash del dollaro, dopo il rinvio del rialzo del tasso di interesse da parte della Federal Reserve. Calo del biglietto verde giornaliero più alto degli ultimi 15 anni. Come scritto in questo articolo di Wall Street Italia.
9) Le posizioni in leva su Wall Street iniziano a ridursi e di solito questo è un segnale che anticipa il crollo della borsa come descritto da questo articolo di Rischio Calcolato.

Questi, a nostro avviso, sono i principali segnali della decadenza strutturale dell’Impero Americano. Nel titolo abbiamo parlato di guerra civile, una guerra civile è una cosa grave, gli USA sono la maggiore potenza economica del pianeta, sembra impossibile uno scenario del genere, ma se prima si verificasse uno dei seguenti eventi noi non lo potremmo assolutamente escludere:

1) Crollo devastante del dollaro
2) Crollo altrettanto devastante di Wall Street
3) Importante attentato (uguale o più grande dell’11 Settembre)
4) Shutdown e scontro istituzionale
5) Morte di Obama
6) Evento climatico o naturale straordinario

Vediamo di analizzare brevemente ognuno di questi eventi che potrebbero anticipare una guerra civile:

1) Crollo devastante del dollaro
Il dollaro è il vero strumento e simbolo del potere americano sul resto del mondo. Possedere il vantaggio di poter stampare la valuta di riferimento mondiale, fornisce agli Stati Uniti la possibilità reale di vivere al di sopra delle proprie possibilità e quindi di poter sostenere il proprio costante deficit commerciale verso il resto del mondo e di sostenere il proprio bilancio pubblico sempre più deteriorato. Come sicuramente già sapete, è però in atto un graduale processo di sostituzione del dollaro come valuta di riferimento, processo a cui ha fortemente contribuito la nascita dell’Euro (che è la seconda valuta più importante del pianeta) ma che è soprattutto sostenuto dai paesi in rottura con gli States come Russia e Cina, che stanno procedendo verso una sempre più totale indipendenza dal dollaro. Molti di voi diranno che il dollaro è attualmente fortissimo, ma questo è a nostro avviso soltanto un enorme rimbalzo del gatto morto. Ed anzi il dollar standard come a suo tempo il gold standard, muore proprio quando le garanzie sono richieste quindi quando il dollaro o l’oro vengono richiesti al posto dei titoli di credito da essi derivati, come ho descritto nell’articolo Il colpo di coda del dollaro prima del suo collasso definitivo. Ora sarà interessante capire quando e come il crollo del dollaro avverrà. A nostro avviso, essendo il dollaro un sistema basato sulla fiducia, quando crollerà definitivamente avverrà in maniera molto veloce, come il Flash Crash avvenuto pochi giorni fa, ma sarà un Flash Crash spaventoso, che polverizzerà il dollaro e scatenerà l’iperinflazione negli USA. La situazione attuale vede l’economia americana che stenta a riprendersi e la Federal Reserve che di conseguenza ha rimandato l’innalzamento del tasso di interesse. Tutti se lo aspettano entro settembre. Se questo non dovesse avvenire a causa della situazione economica americana, i mercati potrebbero perdere fiducia nel dollaro e questo potrebbe iniziare a scendere, a quel punto non è escluso che paesi ostili come la Cina, che ha creato una sua Banca Mondiale, non sfruttino l’occasione per liberarsi dei titoli e delle riserve in dollari per distruggere gli USA e assumerne il ruolo di guida del pianeta. Alternativamente un rialzo dei tassi, produrrà un ulteriore ascesa del dollaro che danneggerà ancora di più l’economia americana e quella mondiale.

2) Crollo altrettanto devastante di Wall Street
crollo wall street

Guardando questo grafico io vedo il più assurdo rialzo borsistico di tutti i tempi, giustificato soltanto dell’immensa stampa di dollari operata dalla Fed. A mio avviso, questo grafico rappresenta la più grande bolla di tutti i tempi e come vedete, anche le due precedenti sono scoppiate dolorosamente, questa scoppierà da un’altezza ancora maggiore, stavolta gli USA ne saranno travolti. Sarà interessante capire se il crollo di Wall Street precederà il crollo del dollaro, se ne sarà contemporaneo o se sarà causato dall’innalzamento del tasso di interesse o da un fatto esterno. Credo che comunque in questo caso la divergenza tra dollaro e azionario ( di solito essendo il dollaro valuta rifugio si alza quando l’azionario crolla e viceversa) non ci sarà e potrebbero crollare entrambi come entrambi sono saliti. Quando questo avverrà ovviamente non lo sappiamo, potrebbe succedere nella seconda metà del 2015 o nel 2016, ma comunque ne siamo molto vicini e quando succederà, sarà un lampo, un flash e il mondo sarà cambiato.

3) Importante attentato
Da sempre i servizi segreti americani avvertono del rischio di un attentato con un piccolo ordigno nucleare o con una bomba sporca sul suolo degli Stati Uniti. Se non ricordo male, alcuni esponenti del governo Bush lo davano per certo entro il 2020. Se dovesse succedere un evento del genere, è difficile immaginare le conseguenze che questo potrebbe avere sugli USA e sul resto del mondo. Sicuramente potrebbe preannunciare anche lo sfaldamento degli States, dato che la situazione attuale è enormemente diversa dal 2001 ( dove gli USA erano al culmine del loro potere).

4) Shutdown e scontro istituzionale
A settembre potrebbero ricominciare le trattative per evitare un ennesimo shutdown, cioè la sospensione dei servizi offerti dallo Stato Federale a causa del mancato accordo per il finanziamento del bilancio americano. A nostro avviso non crediamo tanto nella sua possibilità, dato che i repubblicani sono in vantaggio e gli basterebbe aspettare fino alle fine del 2016 per tornare al potere. Oppure potrebbero causarlo cercando di scaricarne le responsabilità su Obama danneggiando così tanto gli USA da aprire poi le porte ad una larga vittoria repubblicana. L’eventuale realizzazione di questo scenario sarebbe molto destabilizzante per gli Stati Uniti.

5) Morte di Obama
Obama sembra essersi fatto molti nemici sia nella lobby delle armi, sia nella lobby ebraica. Una sua eliminazione potrebbe però essere probabile, a causa del contestato accordo sul nucleare iraniano. A chi sarebbe data la colpa per la sua uccisione? O all’ISIS cosa che potrebbe favorire l’instaurazione di leggi ancora più liberticide sul suolo americano o a qualche estremista bianco, cosa che potrebbe aggravare ancora di più la tensione etnica esistente.

6) Evento climatico o naturale straordinario
Gli USA sembrano negli ultimi anni sempre più interessati da uragani e da incredibili gelate invernali. Inoltre c’è sempre il rischio di un enorme terremoto in California. Quindi, un evento naturale potrebbe essere sempre una possibile causa dell’inizio del crollo degli USA, soprattutto in questo già grave periodo storico ed economico.

Questi sono gli eventi che a nostro avviso potrebbero far iniziare il crollo della superpotenza americana. Una guerra civile potrebbe scoppiare o subito dopo il verificarsi di uno di questi o a causa di qualche contestata scelta politica (vedi shutdown o legge contro il possesso di armi) o a nostro avviso con la probabile vittoria repubblicana nel 2016. Come ben sappiamo i repubblicani sono amanti della forza e rappresentano più la parte bianca ed economicamente più benestante del paese. Una loro affermazione accrescerebbe ancora di più la tensione sociale che potrebbe sfociare in una guerra civile. Ma perché parliamo tanto di guerra civile? Perché negli USA ci sono le condizioni ideali e le vediamo di seguito.

1) Velleità secessioniste: come descritte nel nostro articolo Verso gli Stati Divisi d’America.

2) Spaccatura politica del paese: il paese non è omogeneo politicamente ma spaccato in stati tradizionalmente repubblicani e stati tradizionalmente democratici come vediamo in questa mappa.

polarizzazione politica usa
3) Spaccatura etnica del paese: gli Usa non sono più un paese etnicamente omogeneo come all’epoca di Tocqueville ma sono un paese multietnico, ma non omogeneamente multietnico. Questa mappa ci mostra le etnie dominanti in ogni zona del paese:

mappa etnica degli stati uniti

In quest’altra mappa vediamo l’importante presenza degli afroamericani che sono l’etnia più sofferente sia socialmente che economicamente negli USA:
mappa neri d'america
Come sappiamo, nelle recenti guerre civili in Siria, Iraq, Libia, Ucraina, Yemen, Nigeria, la componente etnica, politica e religiosa è importantissima. Analizzando le mappe precedenti gli USA potrebbero facilmente dividersi in un ovest democratico, in una California democratica ed ispanica, in un nord-est democratico e europeo, in un centro america dal Texas fino al nord, bianco e repubblicano e poi abbiamo gli stati sud orientali dove gli afroamericani sono tantissimi ma i governi sono repubblicani. E sono proprio queste a nostro avviso le aeree di scontro etnico più pericolose.

4) Spaccatura religiosa del paese: gli USA sono un paese multireligioso per eccellenza, anche questo fattore può essere importante in una futura guerra civile, di seguito una mappa religiosa degli Stati Uniti

mappa religiosa degli usa

5) Il popolo più armato della terra: gli Stati Uniti hanno la popolazione più armata del pianeta con ben 90 armi ogni 100 abitanti. Questo a nostro avviso assieme al settarismo e alla forte presenza di gang armate, rappresentano una dei principali motivi che potrebbero far sfociare la tensione in lotta armata.

Abbiamo quindi riassunto i possibili scenari che potrebbero causare un crollo della potenza americana e le motivazioni che rendono credibile la possibilità di una guerra civile. Sicuramente, finché il dollaro e l’economia americana terranno, non assisteremo a niente di tutto ciò, ma se la fiducia nel biglietto verde dovesse polverizzarsi, allora vedremo cadere anche l’Impero Americano sia all’esterno (con la fine della sua influenza nel mondo e dei suoi interventi, cosa che sta già avvenendo) sia all’interno con la divisioni in stati separati o in opposte fazioni armate.La caduta del gendarme mondiale ci farà entrerà nella fase più grave della Terza Guerra Mondiale già in corso, dato che tutti i conflitti congelati si scongelerebbe a causa del tracollo economico e della mancanza degli Stati Uniti che fino ad ora sono sempre intervenuti in ogni area del pianeta.

P.S.: la caduta della nazione che rappresenta per eccellenza il sistema capitalista, ci farà entrare nel pieno del periodo già noi denominato, transizione post-capitalista. Una transizione dolorosa, dove il capitalismo esisterà ancora ma non avrà più la fiducia ideologica che l’esistenza della ricca potenza americana gli conferiva. Molti di voi si chiederanno transizione verso cosa? Questo non lo sappiamo, possiamo sicuramente escludere il comunismo, già caduto e storicamente sconfitto negli anni Novanta.

Fenrir http://www.stampalibera.com/?a=29136

Fonte: HESCATON.COM


“Giorno della Memoria”:

Pregare per la pace mentre si guida una guerra globale. Come definite gli Usa?

Giorno della Memoria: Pregare per la pace mentre si guida una guerra globale. Come definite gli Usa?

“Ma è possibile pregare onestamente per la pace mentre il nostro paese, gli Stati Uniti, sono di gran lunga il numero uno al mondo nel dichiarare guerra, per la presenza militare, per spese militari e vendita di armi in tutto il mondo?”

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Washington si suicida

F. William Engdahl New Eastern Outlook 24/05/2015

yVXAwrNJA55Jf7pe8p4NM2m9AGgxAIzjSono giorni tristi a Washington e Wall Street. L’unica superpotenza una volta incontrastata, dal crollo dell’Unione Sovietica un quarto di secolo fa, perde influenza globale con una rapidità imprevedibile solo sei mesi fa. L’attore chiave che ha catalizzato la sfida globale a Washington quale unica superpotenza è Vladimir Putin,

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Coming soon?

GLI USA STANNO PIANIFICANDO UN INCIDENTE COME QUELLO DEL “GOLFO DEL TONKINO” NEL MARE CINESE MERIDIONALE

DI PETER SYMONDS

informationclearinghouse.info

Dopo settimane di allarmismo da parte di funzionari americani riguardo alle attività della Cina nel Mar Cinese Meridionale, il Segretario di Stato John Kerry ha usato la sua visita a Pechino lo scorso fine settimana per stabilire un ultimatum ai leader cinesi di fermare la bonifica (e la rivendicazione territoriale) di isolotti e banchi di sabbia. Il suo omologo cinese Wang Yi ha seccamente rifiutato l’ultimatum, insistendo sul fatto che la Cina avrebbe salvaguardato la sua sovranità e integrità territoriale in ogni modo (“ferma come una roccia”).
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