Americani ed europei: due mondi separati

Dominique Venner La Nouvelle Revue d’Histoire N° 65 – Marzo-Aprile 2013

usa_number1Per molto tempo, lo sguardo degli europei sugli Stati Uniti è dipeso dalla guerra fredda (1947-1975), dall’occupazione sovietica di mezza Europa e dalle minacce reali sull’altra metà. Durante gran parte di questo periodo, gli Stati Uniti furono visti come il baluardo della nostra libertà dalla prepotenza Rossa. Quegli anni hanno dato vita a molti miti basati su una realtà distorta, il mito del “mondo libero” contro il comunismo, che non era più l’”Occidente” di Spengler, ma si confondeva con la potenza americana. Sebbene ben consapevoli della minaccia di guerra negli anni ’50, de Gaulle iniziò a stemperare l’americanofilia della Francia non comunista. Continua a leggere


Usa, Barack Obama travolto dagli scandali e minacciato di impeachment

CAUn manifesto contro il presidente Barack Obama.

La verità sull’attacco a BengasiI controlli del fisco sul Tea Party. I giornalisti intercettati. Il presidente rischia la messa sotto accusa.

di Giovanna Faggionato

 

Un poster della campagna di Obama e un contro manifesto per chiedere l'impeachment del presidente.

(© Gettyimages) Un poster della campagna di Obama e un contro manifesto per chiedere l’impeachment del presidente.

 

A 40 anni dallo scandalo Watergate, che portò alle dimissioni del presidente Richard Nixon, sulla Casa Bianca tornano ad allungarsi le ombre di insabbiamenti, agenzie ‘deviate’ e intercettazioni illegali. Continua a leggere


ESPORTARE LA DEMOCRAZIA? NO, LE POSATE!

 UN RIBELLE SIRIANO MANGIA IL CUORE A UN SOLDATO DI ASSAD

Le “primavere arabe” mettono appetito se in Siria, un capo jihadista dei ribelli si fa riprendere (VIDEO) mentre estrae e poi addenta il cuore di un soldato di Assad – Se “l’opposizione moderata” è questa, per l’Occidente, è meglio il dittatorello di Damasco… – -


Siria: dopo la strage di Banias, il massacro della verità

Bahar Kimyongür, Investig’Action, Bruxelles 9 maggio 2013

La Siria continua ad agonizzare. Quando preghiamo tutti i pantheon della terra che l’incubo finisca, continua al meglio. Questa volta, l’incubo colpisce Banias, una tranquilla cittadina sulle coste siriane finora risparmiata dalle violenze. All’inizio di maggio, a Banias, l’innocenza è stata vilmente assassinata. Le donne e i figli più belli tra i fiori più belli della Siria nel periodo di massimo splendore, sono stati uccisi, fucilati, pugnalati da … da chi? Ad ogni uccisione, la stessa domanda  insopportabile porta e riversa nei nostri cuori rabbia e disperazione. E quando gradualmente ci riprendiamo la mente, cerchiamo di capire l’indicibile, i padroni del pensiero alla moda già sono sul campo, spingendo le indagini su una sola direzione. Per ora, la confusione e l’inquinamento ambientale mediatico ci impediscono di dire chi sia l’autore di questi omicidi. Tuttavia, con le limitate informazioni che abbiamo, possiamo almeno dire chi non lo sia.

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La regione costiera della Siria, ultima isola relativamente pacifica della Siria, è stata macchiata con il sangue dei suoi bambini, uccisi da mani oscure. A seguito delle uccisioni che si sono avute all’inizio di questo mese, sono già centinaia i morti. Continua a leggere


LA MESSA IN SCENA DELLA LINEA ROSSA IN SIRIA E IRAN

DI PEPE ESCOBAR 
Asia Times Online 

Questa faccenda della “linea rossa”(1) di Obama (ma che ricorda proprio lo stile di Bush) applicata a Siria, Iran o entrambi, comincia a diventare piuttosto ridicola. 

Prendiamo ad esempio il viaggio fatto la settimana scorsa da parte del capo del Pentagono, Chuck Hagel, in Israele e nei paesi amici del GCC, di fatto un Gulf Counter-Revolution Club, (Club dei paesi controrivoluzionari del Golfo, ndt.). I contractors della Difesa statunitense Moet e Hagel insieme al principe della prodigiosa democrazia dell’Arabia Saudita hanno celebrato la vendita di 25 aerei da caccia F-16. 

Nel piatto c’è di più: 48 missili intercettori THAAD (Terminal High Altitude Area Defense), un colpaccio da 1 miliardo di dollari.  Continua a leggere


La vergogna dei Gulag americani

 

USA E CANADA / La vergogna dei Gulag americani
Data di pubblicazione in Tlaxcala: 29/04/2013
Originale: The Shame of America’s Gulag
Chris Hedges
Tradotto da  Daniele Frau

 

Se, come scrisse Fyodor Dostoevsky, “il grado di civilizzazione di una società si può valutare entrando nelle sue carceri”, qui siamo davanti ad una nazione di barbari. La nostra vasta rete di prigioni federali e statali, con qualcosa come 2.3 milioni di reclusi, fa a gara con i gulag degli stati totalitari. Non appena sparisci dietro le pareti del carcere diventi una preda. Da stuprare. Da torturare. Da picchiare. Isolamenti prolungati. Privazioni sensoriali. Discriminazioni razziali. Reti di bande. Lavori forzati. Cibo rancido. Bimbi incarcerati alla stregua degli adulti. Prigionieri forzati a prendere medicinali che inducono all’apatia. Impianti di ventilazione e riscaldamento inadeguati. Scarse cure sanitarie. Dure sentenze per crimini non violenti. Continua a leggere


Siria, la farsa delle armi chimiche

 


In concomitanza con una serie di rovesci militari patiti recentemente dall’opposizione islamista nel conflitto con il regime siriano di Bashar al-Assad, gli Stati Uniti e i loro alleati in Europa e in Medio Oriente negli ultimi giorni hanno rinvigorito la campagna mediatica per denunciare un più che improbabile utilizzo di armi chimiche da parte di Damasco. Continua a leggere


Il mistero delle bombe di Boston passa per la CIA

Aangirfan

DSC_0115-Edit-3-EditZbigniew Brzezinski, ideatore di al-Qaida

Il 23 aprile 2013, un corpo è stato trovato “nell’India Point Park di Providence Harbor“, presso l’hotel Wyndham Garden di Providence, Rhode Island. Era il cadavere di Tamerlan Tsarnaev? La famiglia della moglie di Tamerlan è di Rhode Island. “Il corpo sembra quello di un maschio ventenne che era stato in acqua per un po’ di tempo”, ha detto il comandante Thomas Oates del dipartimento di polizia di Providence… L’ufficio del medico legale di Rhode Island cerca di determinare se il corpo tratto dal fiume sia dello studente della Brown University scomparso, Sunil Tripathi, che era stato erroneamente collegato dai social media agli attentati di Boston la scorsa settimana. Continua a leggere


Due aggiornamenti sull’attentato (false flag) di Boston

 

Consiglio vivamente la visione delle immagini di questa pagina web: 
 
Sebbene i commenti siano in inglese direi che le immagini siano abbastanza eloquenti anche per chi non comprendesse bene questa lingua. 
 
Qui sotto un video alquanto convincente che illustra come la foto che ritrae il presunto attentatore dopo lo scoppio dell’ordigno sia stata digitalmente manipolata per eliminare uno zainetto che ancora portava dietro le spalle, allo scopo di fare credere che costui abbia deposto lo zainetto incriminato sul luogo del delitto (zainetto che per altro sembrerebbe di colore differente da quello che conteneva l’ordigno, come mostra l’articolo segnalato all’inizio).


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L’attentato di Boston voluto dal governo? Dopo Cynthia McKinney lo dice anche Stella Tremblay

A proposito del (sospettissimo) attentato alla Maratona di Boston1. Al nome di Cynthia McKinney, tra i politici che hanno deciso di parlare apertamente, va aggiunto quello della deputata repubblicana Stella Tremblay2.

Grazie infatti all’interessante pagina Facebook Citizen Action Network sono venuto a conoscenza della sua coraggiosa presa di posizione. Il 19 aprile scorso, Tremblay ha infatti scritto sulla bacheca di Glenn Beck: Continua a leggere

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