Di Salvatore Santoru

Come riportato in un articolo del Daily Mail del 25 giugno, l’ex vicepresidente statunitense Dick Cheney ha affermato che molto probabilmente ci sarà un’attacco terroristico di gran lunga peggiore rispetto a quello dell’11 settembre 2001.

Precisamente le parole di Cheney sono state: “Penso che ci sarà un altro attacco. E la prossima volta credo che sarà ben più letale dell’ultima. Immaginate cosa sarebbe se qualcuno riuscisse a portare nel paese una testata atomica, la mettesse dentro un container e la portasse sin alle porte di Washington”.

Queste parole pronunciate da Cheney risultano assai inquietanti, visto anche il personaggio da cui derivano.

Personaggio che anche Richard Clarke,principale consigliere anti-terrorismo sotto l’amministrazione Bush, ha definito come “criminale di guerra”.

Inoltre bisogna ricordare che Cheney, vicepresidente durante gli attacchi dell’11 settembre, è anche un membro di spicco del PNAC, il famigerato gruppo di potere base del movimento neocons.

Questo gruppo è noto per aver redatto nel 2000 il documento Rebuilding America’s Defenses, in cui si auspicava una “nuova Pearl Harbor” da usare come casus belli per giustificare la politica imperialista statunitense nel Medio Oriente.

Nel 2007 in un’intervista per l’emittente televisiva “Democracy Now” l’ex generale Wesley Clark  citando questo documento, rivelò che la guerra in Iraq era stata pianificata, così come altri conflitti, dall’Afghanistan sino alla Libia e all’Iran.

Pe chi vuole saperne di più sul ruolo del PNAC e i collegamenti con i tragici fatti del 9/11, rimando a un mio articolo del 7 giugno, intitolato “Il PNAC, l’11 settembre 2001 e il Nuovo Ordine Mondiale“.

Tenendo presente che gli attacchi dell’11 settembre secondo molti ricercatori non furono altro che delle operazioni false flag, forse si dovrebbero prendere in seria considerazione le parole di Cheney, e intenderle anche come una seria minaccia per il popolo statunitense, sperando che questa volta i progetti sinistri di certi personaggi e gruppi di potere non raggiungano il proprio obiettivo, come è stato per il 9/11, e si riesca a fermarli il prima possibile.